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Aumentano i casi di Alzheimer in Europa

Pubblicato il 29 agosto 2009 da Giò

20 paesi hanno deciso di unire le forze per studiare il morbo di Alzheimer e altre forme di demenza, sperimentando per la prima volta un nuovo approccio alla ricerca in Europa.

Aumentano i casi di Alzheimer in Europa

Le misure proposte, annunciate dalla Commissione lo scorso anno, incoraggiano i paesi dell’UE a mettere in comune le loro risorse per la ricerca al fine di evitare doppioni e sprechi. Quasi l’85% dei fondi pubblici per la ricerca in Europa viene destinato a progetti esclusivamente nazionali.

A dicembre i leader dell’UE hanno approvato il concetto di “programmazione congiunta”, a condizione che i progetti fossero impostati su base volontaria e che puntassero ad un obiettivo europeo o globale. La demenza, una patologia che causa il declino permanente o progressivo delle capacità mentali, è apparsa come il tema ideale per un progetto pilota, poiché rappresenta un problema crescente in tutti i paesi dell’UE e comporta enormi costi (circa 130 miliardi di euro nel 2005).

Ci si augura che il progetto ispiri iniziative di ricerca congiunta anche su altri fronti, compreso il cambiamento climatico. Se i paesi coordineranno i loro sforzi, “assisteremo ad un significativo passo in avanti”, ha dichiarato Janez Potočnik, commissario europeo per la ricerca.

Nell’UE sono circa 7,3 milioni le persone affette da una qualche forma di demenza, un numero destinato a raddoppiare nei prossimi 20 anni man mano che aumenta la speranza di vita. Il morbo di Alzheimer è la manifestazione più comune e rappresenta il 70% di tutti i casi di demenza. Purtroppo non esiste una cura per questa malattia, che priva le persone delle loro facoltà mnemoniche e cognitive.

Il progetto pilota rientra in un piano di azione più ampio elaborato dalla Commissione in risposta all’atteso aumento dei casi di demenza. Oltre a invocare una maggiore cooperazione nel settore della ricerca, il piano esorta i paesi membri a condividere le conoscenze e a collaborare per ottenere una diagnosi più precoce della demenza.

L’Alzheimer colpisce solitamente a partire dai 60 anni e il rischio aumenta con l’età. Una diagnosi precoce permette di apportare delle modifiche nella propria routine quotidiana al fine di migliorare la qualità di vita. Consente inoltre al paziente di partecipare alle decisioni sulle proprie cure, gestire le questioni finanziarie o avvalersi di un supporto psicologico.

Per saperne di più sull’azione dell’UE in materia di Alzheimer e demenza: Alzheimer disease and other dementias
Esempi di ricerca sulle malattie neurodegenerative finanziata dall’UE: Examples of EU-funded research on neurodegenerative diseases

Fonte: europa.eu

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