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Archivio della Categoria 'Ambiente'

Scoperto nuovo metodo per immagazzinare energia solare

Martedì 5 Agosto 2008

A breve sarà possibile sfruttare l’energia solare anche di notte.

scoperto-nuovo-metodo-per-immagazzinare-energia-solare Scoperto nuovo metodo per immagazzinare energia solare

Quella che sarebbe una vera rivoluzione una vera e propria rivoluzione nel settore delle energie rinnovabili viene dal Massachusetts Institute of Technology di Boston, nei cui laboratori è stata messa a punto una nuova tecnologia direttamente ispirata alla fotosintesi delle piante.

Il metodo, ideato dal prof. Daniel Nocera, trae spunto dal processo della fotosintesi clorofilliana e riesce a raccogliere l’energia solare da utilizzare in un secondo momento.

Le soluzioni attuali di immagazzinamento hanno costi talmente elevati da ostacolarne la diffusione.
Il nuovo sistema si presenta invece relativamente semplice da integrare e utilizza materiali poco costosi, tanto da lasciar presupporre che nel giro di dieci anni possa arrivare nelle nostre case.

La tecnologia si basa su due nuovi catalizzatori capaci di utilizzare l’energia solare per dividere molecole d’acqua in ossigeno e idrogeno utilizzabile.

Durante il giorno, i pannelli solari possono così fornire energia come un qualsiasi impianto fotovoltaico, mentre di notte possono essere ricombinati, all’interno di una cella a combustibile, l’idrogeno e l’ossigeno necessari a produrre altra elettricità.

La nuova tecnologia non sarà applicabile solo alla casa, poichè che le celle a combustibile possono essere utilizzate anche per alimentare motori elettrici di vetture di nuova generazione.

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Legambiente boccia un lago italiano su tre perchè inquinato

Martedì 5 Agosto 2008

La Goletta dei Laghi” di Legambiente, la campagna per il monitoraggio delle acque di balneazione lacustri che ha analizzato 29 specchi d’acqua con 180 prelievi in ben sette regioni d’Italia, ha concluso che un lago su tre è fuorilegge.

legambiente-boccia-un-lago-italiano-su-tre-perche-inquinato Legambiente boccia un lago italiano su tre perchè inquinato

L’inquinamento microbiologico di origine fecale è fuori dai limiti nel 33% dei casi (ossia un campione su tre): una percentuale di oltre quattro volte superiore a quella riscontrata sul mare dalla Goletta Verde, che a metà del suo viaggio di quest’estate, ha rilevato una presenza batterica eccessiva solo nell’8% dei campioni monitorati lungo le coste della penisola.

Preoccupante anche il dato emerso dalle analisi alle foci dei fiumi che si riversano negli specchi d’acqua, risultate inquinate nell’83% dei casi, di cui il 50% gravemente oltre i limiti.

Se è positivo il dato del lago Maggiore, le analisi di Legambiente evidenziano che appartengono al Nord i verdetti più preoccupanti riguardo allo stato di salute dei laghi italiani.

A detenere la maglia nera è la Lombardia, dove il lago di Como si classifica ultimo.

In netto miglioramento il bilancio emerso sulle acque del Garda, dove risulta pulito il 67% dei campioni.

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Premiati i comuni campioni nel 2008 nella raccolta differenziata: primo classificato Costigliole d’Asti

Lunedì 14 Luglio 2008

Nella classifica stilata da Legambiente nel 2008 per premiare i comuni italiani che si sono distinti nella raccolta differenziata, Costigliole D’Asti, una località piemontese di soli 6.000 abitanti, vince il titolo di “Comune Riciclone 2008.

premiati-i-comuni-campioni-nel-2008-nella-raccolta-differenziata-primo-classificato-costigliole-dasti Premiati i comuni campioni nel 2008 nella raccolta differenziata: primo classificato Costigliole dAsti

Al secondo e terzo posto si collocano rispettivamente Bozzolo (piccolo comune mantovano) e Ziano di Fiemme in Trentino.
Al Sud, invece, primeggia un paese campano, Bellizzi in provincia di Salerno.

Dai dati offerti da Legambiente è emerso inoltre, che i piccoli centri hanno superato le grandi città: Torino, l’unica classificata nel 2007, è stata esclusa quest’anno perché non ha raggiunto la soglia minima percentuale di raccolta differenziata, fermandosi al 38,8% di RD (i centri grossi devono raggiungere il 40% annuo).

Ai comuni con meno di 10.000 abitanti è stata imposta la soglia del 55%. In base a tali paramentri ben 1081 comuni sono entrati a far parte della classifica: di questi 968 al Nord, 42 al centro e 71 al Sud, di cui 39 solo in Campania.

Le regioni più riciclone sono al Nord: Veneto, Trentino e Lombardia.

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Costituito a Genova l’Osservatorio Nazionale del Turismo Nautico e dell’Acqua

Venerdì 11 Luglio 2008

Dalla collaborazione della Provincia di Genova, Ucina (Unione cantieri industrie nautiche e affini), Diem (Dipartimento di economia), Cerist (Centro di ricerca per l’innovazione e lo sviluppo del turismo), Università degli studi di Genova e Accademia italiana della marina mercantile, nasce l’Osservatorio nazionale del turismo dell’acqua e del turismo nautico.

costituito-a-genova-losservatorio-nazionale-del-turismo-nautico-e-dellacqua Costituito a Genova lOsservatorio Nazionale del Turismo Nautico e dellAcqua

L’Osservatorio vuole rispondere alle esigenze degli operatori della nautica al fine di analizzare le tematiche relative alla domanda turistica relativa allo sviluppo del comparto nautica.

La nautica italiana conta oltre 600mila imbarcazioni, 770 cantieri con 24mila addetti e 140mila posti barca. La Liguria con i suoi 23.500 posti per i natanti si posiziona al primo posto tra le regioni italiane quanto a ricezione di imbarcazioni.

Il presidente, Alessandro Repetto, commenta: “L’impegno della Provincia di Genova in questa iniziativa si accorda con la politica che da alcuni anni portiamo avanti per promuovere il ruolo di Genova come il principale e autorevole luogo di elaborazioni e competenze professionali nell’ambiente nautico e marittimo. La disponibilità di dati, con il contributo scientifico dell’università e con le referenze istituzionali di Ucina contribuirà a sviluppare efficaci politiche a favore di un settore verso il quale il nostro territorio ripone motivate speranze di crescita e di qualificazione dell’offerta turistica, dell’accoglienza e con la sostenibilità ambientale“.

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Il mare d’Ischia preso a modello per spiegare l’acidificazione degli oceani

Martedì 8 Luglio 2008

Un gruppo di ricercatori della Stazione Zoologica coordinati dalla biologa Maria Cristina Buia e dal geologo Dario Tedesco della Seconda Università di Napoli insieme ad altri scienziati inglesi, israeliani e francesi provenienti dai maggiori istituti di ricerca marina europei, anticipano in uno studio pubblicato su Nature quello che sarà il futuro degli oceani.

il-mare-dischia-preso-a-modello-per-spiegare-lacidificazione-degli-oceani Il mare dIschia preso a modello per spiegare lacidificazione degli oceani

La situazione presa in esame è quella nel mare d’Ischia ma si potrebbe estendere a tutti gli altri oceani: l’acidificazione del mare a causa della troppa CO2 comporterà la scomparsa di ricci e coralli, l’assottigliamento delle conchiglie delle lumache marine e la crescita incontrollata di alghe.

La ricerca si è svolta completamente in loco, ossia nel fondale dell’isola d’Ischia e offre perciò dei dati estremamente sicuri.

Urge correre ai ripari: se l’aumento delle emissioni di anidride carbonica continuerà ai ritmi attuali, in pochi decenni i danni agli organismi viventi del mare saranno enormi.

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Popular Science inserisce Milano tra le dieci città più inquinate nel mondo

Domenica 29 Giugno 2008

Una delle ultime classifiche di Popular Science, nota rivista di divulgazione scientifica, elenca le dieci città più sporche del mondo e, a sopresa, tra quelle più sozze compare anche Milano.

popular-science-inserisce-milano-tra-le-dieci-citta-piu-inquinate-nel-mondo4 Popular Science inserisce Milano tra le dieci città più inquinate nel mondo

Ad onor del vero bisogna ammettere che la lista è stata stilata in base agli studi condotti da diverse organizzazioni e a differenti parametri per valutare l’inquinamento.
Ricordiamo che nel 2006 è stata inserita da Legambiente nella top ten delle città europee più inquinate: insieme a Napoli erano le metropoli con una più alta percentuale di polveri sottili nell’aria (Pm10).

Il capoluogo lombardo si trova in compagnia di Linfen, carbonaia a cielo aperto in Cina, O Norilsk (Russia), e Sumgayt (Azerbaijan).
Anche l’America ha i suoi esponenti con La Oroya, in Perù, Pittsburgh in Pennsylvania e Città del Messico.
L’Africa inserisce nella sporca classifica l’aria e il suolo di Kawbe, in Zambia e Dakar, la capitale del Senegal.

Nelle note a margine viene spiegato che le recenti politiche di riduzione del traffico di Milano (Ecopass) stanno modificando la qualità dell’aria.
E’ indubbio però, che questa classifica non fa certo una bella pubblicità alla città che nel 2015 ospiterà l’Expo dedicato proprio all’ambiente.

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Ecoguida di Greenpeace: voti bassi per tutti ad eccezione di Sony Ericsson e Sony

Venerdì 27 Giugno 2008

Nell’ottava edizione dell’Ecoguida ai prodotti elettronici, Greenpeace annuncia che tutte le 18 aziende classificate perdono punteggio eccetto Sony Ericsson e Sony.

ecoguida-di-greenpeace-voti-bassi-per-tutti-ad-eccezione-di-sony-ericsson-e-sony1 Ecoguida di Greenpeace: voti bassi per tutti ad eccezione di Sony Ericsson e Sony

La classifica è la seguente: 1. Sony Ericsson; 2. Sony; 3. Nokia; 4. Samsung; 5. Dell; 6. Toshiba; 7. Acer; 7. Panasonic; 9. Motorola; 10. Hp; 11. Apple; 12. Sharp; 13. Lenovo; 14. Philips; 15. Fsc; 16. Lge; 17. Microsoft; 18. Nintendo.

Nel documento si legge: «Con il nuovo criterio dell’Eco-guida viene chiesto alle aziende di mostrare il loro impegno nella riduzione globale delle emissioni di gas a effetto serra, obbligatoria dopo Kyoto. Le aziende oltre che promuovere l’efficienza energetica dei loro prodotti, devono impegnarsi anche a ridurre le emissioni durante tutto il processo produttivo. Oggi, il settore della Information and Communications Technology (ICT) detiene il 2 per cento delle emissioni globali di gas a effetto serra, le stesse prodotte dall’aviazione».

Dal punto di vista dell’efficienza dei loro prodotti Sony Ericsson e Apple si aggiudicano il podio grazie ai loro modelli che superano i requisiti previsti dell’Energy Star, un programma congiunto del Dipartimento Energia e Agenzia di Protezione dell’Ambiente degli Stati Uniti.

Vittoria Polidori, responsabile campagna Inquinamento di Greenpeace, puntualizza: “Vogliamo vedere l’impegno delle multinazionali nel conformarsi a questi nuovi criteri: eliminare altre sostanze pericolose oltre il PVC e i ritardanti di fiamma, aumentare i materiali riciclati nei nuovi articoli e la percentuale di riciclo di quelli vecchi, infine ridurre l’impatto sul clima“.

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Legambiente: il cemento deturpa le coste italiane

Mercoledì 25 Giugno 2008

Anche per questa XXIII edizione, due Golette Verdi di Legambiente navigheranno lungo le coste dell’Adriatico e del Tirreno per documentare la qualità dell’acqua dove ci tuffiamo e lo stato di salute dell’ecosistema marino. Purtroppo la situazione dei 7.400 chilometri di costa italiana, è già nota.

legambiente-il-cemento-deturpa-le-coste-italiane Legambiente: il cemento deturpa le coste italiane

In Mare Monstrum, un dossier dell’associazione con storie e numeri sulle ferite inferte al nostro litorale, scrivono: “Nel 2007 intorno al ciclo del mattone selvaggio si sono registrate quasi 4.000 infrazioni e sono scattati 1.399 sequestri e 5.066 denunce“.

Nello scorso anno Lagambiente ha registrato 14.315 reati ai danni del mare e delle coste italiane, vale a dire quasi due infrazioni per ogni chilometro di costa.
In cima alla classifica si posiziona la Campania, con 2.355 illegalità accertate da forze dell’ordine e capitanerie di porto.

Molte sono, secondo Legambiente, le scelte politiche sbagliate che danneggaino mare e coste tanto che la “bandiera nera” assegnata ai “nuovi pirati del mare” è andata quest’anno tra gli altri alle regioni Abruzzo e Campania, rispettivamente per aver rivisto in senso meno restrittivo la legge sugli scarichi e per la pessima gestione degli impianti di depurazione.

Il business del mattone sulle coste coinvolge case di villeggiatura ma anche e soprattutto grandi alberghi, parcheggi e porti.

Un esempio citato da Legambiente è l’abusivismo edilizio accertato lungo i 38 chilometri della Riserva marina di Capo Rizzuto.

Il fine ultimo che dovrebbe essere quello dello sviluppo turistico, finisce per creare ecomostri in cemento che di certo non fanno bene al nostro paese.

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Gli esperti dispensano consigli per fronteggiare l’emergenza caldo

Martedì 24 Giugno 2008

In Italia è emergenza caldo: si registrano temperature oltre i 35 gradi, con un tasso di umidità fino all’80% in oltre 10 città.

gli-esperti-dispensano-consigli-per-fronteggiare-lemergenza-caldo Gli esperti dispensano consigli per fronteggiare lemergenza caldo

Il problema crea solamente un diffuso disagio a giovani e ad adulti sani ma per anziani e persone che sono affette da patologie croniche a carico dell’apparato respiratorio e cardiovascolare il rischio aumenta e questi si debbono preparare per fronteggiare al meglio l’emergenza.

Gli esperti dispensano alcuni facili quanto utili consigli, come bere da 1 a 2 litri d’acqua al giorno, evitare di uscire nelle ore di punta tra le 11 del mattino e le 17, se si è in casa meglio abbassare le tapparelle e socchiudere le imposte, tenendo i vetri aperti. A coloro che hanno un condizionatore è consigliato di non passare repentinamente da un ambiente caldo torrido ad uno con l’aria condizionata.

Se fosse indispensabile uscire, meglio indossare abiti chiari, non aderenti, di fibre naturali, come ad esempio lino e cotone onde evitare irritazioni, pruriti ed arrossamenti.

Stare alla larga da succhi di frutta e alcolici, perchè sono ricchi di calorie, poco dissetanti e spesso troppo zuccherati.

Per l’alimentazione gli esperti suggeriscono 5 pasti al giorno, preferibilmente a base di pesce (per sostituire carne e formaggi), meglio se cotto alla griglia senza condimenti pesanti o piccanti.
E infine, consumare frutta e verdura in abbondanza.

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Wwf: Risorse ittiche in calo ma la colpa non è delle balene

Martedì 24 Giugno 2008

Il 60esimo summit della Commissione baleniera internazionale (IWC) a Santiago del Cile, con presenti ottanta paesi, si apre con un’accusa: i tre grandi paesi cacciatori di balene Giappone, Norvegia e Islanda sostengono che i grossi cetacei “rubano” i pesci ai paesi in via di sviluppo intaccando le risorse ittiche dei mari.

wwf-risorse-ittiche-in-calo-ma-non-e-colpa-delle-balene3 Wwf: Risorse ittiche in calo ma la colpa non è delle balene

Il Wwf si difende replicando che la denuncia è “assurda”.

Massimiliano Rocco, responsabile del programma Traffic e specie del Wwf Italia, spiega: “Giappone, Norvegia e Islanda continuano ad affermare che i cetacei stanno intaccando le risorse ittiche dei nostri mari, causando un calo del pescato. Assurdo. La colpa è dell’uomo e della pesca selvaggia. La tesi dell’accusa serve solo per giustificare la caccia alle balene e per sviare l’attenzione dal vero problema, quello della pesca che sta letteralmente ripulendo i mari, provocando un calo preoccupante di tonni, merluzzi e salmoni“.

E prosegue: “Nel summit smentiremo le tesi dell’accusa con studi scientifici, dimostrando come sia l’uomo il vero responsabile dell’overfishing, cioè l’eccessivo sfruttamento delle risorse attraverso la pesca“.

Secondo i paesi “cacciatori” le balene-imputate sarebbero colpevoli di sottrarre pesce ai paesi in via di sviluppo. La cosa continua ad avere dell’inverosimile per i responsabili del Wwf poichè come si potrà leggere dal dossier Who’s eating all the fish? (Chi sta mangiando tutto il pesce?) verrà dimostrato “come oltre il 60% del pesce pescato in paesi poveri non rimane nei mercati locali ma finisce in quelli europei, giapponesi, nord-americani e cinesi“.

L’Italia sarà rappresentata da una delegazione mista costituita da esperti dell’Icram (l’istituto per la ricerca sul mare), del ministero dell’Ambiente e delle Politiche agricole.

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