Blog Network Social Network Cercasi collaboratori!

Archivio della Categoria 'Psicologia'

Quando il sesso è un’ossessione: 1,5 di italiani affetti da questa patologia

Sabato 30 Agosto 2008

La Società italiana di intervento sulle patologie compulsive (Siipac) stima che in Italia vi siano oltre un milione di adulti affetti da dipendenza dal sesso, una malattia che colpisce indifferentemente maschi e femmine.

quando-il-sesso-e-unossessione-15-miolioni-di-italiani-affetti-da-questa-patologia Quando il sesso è unossessione: 1,5 di italiani affetti da questa patologia

E’ questa insieme al gioco d’azzardo, allo shopping convulsivo e all’attaccamento maniacale al telefonino, una delle dipendenze del nuovo millennio, non legate a sostanze come l’alcol per esempio.

Gli esperti hanno spiegato che la dipendenza dal sesso si evolve in tre fasi.
In un primo momento si ricorre alla masturbazione ossessiva, al sesso telefonico o persino al feticismo.
La seconda fase si caratterizza per le telefonate oscene agli sconosciuti, l’esibizionismo, il voyeurismo o le molestie sessuali sul luogo di lavoro.
La malattia raggiunge l’ultimo stadio quando si pratica sesso con minorenni, con adulti sotto effetto di droghe o colpite da handicap, con pazienti o dipendenti.

Così come le altre tipologie di dipendenze la guarigione è lunga e si distingue per il lavoro profondo che il terapeuta effettua col malato e naturalmente … l’astinenza totale dal sesso!

Condividi:
  • Plim!
  • OKNotizie
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • Live
  • Technorati
Pubblicato in Psicologia, Sessuologia | Nessun Commento »

Gli uomini rispondono: la mascolinità è nei valori non nei muscoli

Venerdì 29 Agosto 2008

Alla faccia dei muscoli scolpiti e del fisico perfetto a tutti i costi, l’uomo per sentirsi macho ha bisogno di altro: l’onore ossia l’essere cioè stimati e rispettati occupa il primo posto.

gli-uomini-rispondono-la-mascolinita-e-nei-valori-non-nei-muscoli Gli uomini rispondono: la mascolinità è nei valori non nei muscoli

Tali considerazioni emergono da una ricerca condotta da The Kinsey Institute presso l’Indiana University (Usa) intervistando i maschi di otto paesi, tra cui Germania, USA, Gran Bretagna, Spagna, Brasile, Messico, Italia e Francia sui comportamenti degli uomini nei confronti della vita e della sessualità.

Dallo studio, i cui risultati sono stati pubblicati su Journal of Sexual Medicine, emerge che il senso di mascolinità per gli uomini d’oggi non è legato al successo nel lavoro, al sesso, alle donne o ai soldi ma a valori antichi, quali la famiglia e la salute.

In paesi quali Spagna, Brasile, Messico, America e Francia ciò che fa sentire il maschio macho è l’essere “uomo d’onore” mentre in Germania, Inghilterra e Italia è l’indipendenza e il senso di fiducia in se stessi che ha la meglio.

Paese che vai, macho che trovi!

Condividi:
  • Plim!
  • OKNotizie
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • Live
  • Technorati
Pubblicato in News, Psicologia | Nessun Commento »

Un’accurata cernita dei ricordi durante il sonno

Martedì 19 Agosto 2008

Una ricerca pubblicata su Psychological Science e condotta da ricercatori di Beth Israel Deaconess Medical Center e Boston College rivela che durante il sonno, il cervello riorganizza i ricordi dando priorità a quelli più importanti.

un-accurata-cernita-dei-ricordi-durante-il-sonno Unaccurata cernita dei ricordi durante il sonno

Agli 88 volontari che si sono sottoposti alla sperimentazione, gli studiosi hanno mostrato diverse immagini, alcune rappresentanti per esempio una macchina parcheggiata lungo una strada, altre, invece, ritraevano scene di maggior impatto emotivo come un incidente.

Ha fatto seguito un test per verificare la qualità dei ricordi e una divisione dei volontari in tre gruppi, in cui i primi dovevano stare svegli per 12 ore di seguito, i secondi dormire per 12 ore mentre agli ultimi è stato chiesto di ricordare le immagini 30 minuti dopo la visione.

E’ emerso che i volontari rimasti svegli per 12 ore avevano dei ricordi vaghi in merito alle scene “negative”, al contrario di coloro che avevano dormito, che invece ricordavano con maggiore chiarezza le medesime scene.
In pratica è come se i ricordi delle persone che avevano dormito per 12 ore erano paragonabili a quelli di coloro che avevano risposto alle domande nei 30 minuti successivi alla prima visione.

La coordinatrice della ricerca, Jessica Payne, spiega che una buona qualità del sonno aiuta il cervello a selezionare i ricordi da conservare e quelli da scartare: saranno prescelti solo i più importanti dal punto vista emotivo.

Questa studio va oltre la conoscenza odierna sul fatto che il sonno consolidi le procedure operative per evidenziare una relazione tra il sonno e i ricordi legati alle emozioni.

Gli esperti spiegano che questo processo potrebbe essere lo stesso che sta alla base della memoria selettiva: per tale motivo la vittima di un’aggressione ricorda spesso l’arma del crimine ma conserva solo vaghi ricordi dei particolari della scena.

Condividi:
  • Plim!
  • OKNotizie
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • Live
  • Technorati
Pubblicato in News, Psicologia | 1 Commento »

Uno studio di Messenger conferma la “teoria del mondo piccolo”

Domenica 3 Agosto 2008

Il Washington Post rende noto che la teoria dei «sei gradi di separazione», presentata negli anni sessanta da Stanley Milgram, psicologo di Harvard, potrebbe avere un fondamento scientifico grazie ad uno studio della Microsoft.

uno-studio-di-messenger-conferma-la-teoria-del-mondo-piccolo Uno studio di Messenger conferma la teoria del mondo piccolo

Ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 30 miliardi di conversazioni elettroniche fra 180 milioni di persone sparse nei cinque continenti giungendo alla conclusione che sono sufficienti sei passaggi per raggiungere qualsiasi abitante della Terra.

Lo studio, partito nel giugno del 2006, ha analizzato i gradi di separazione che intercorrono tra tutti quelli che utilizzano il programma di messaggi istantanei Messenger.
Partendo dal principio secondo cui due persone sono conoscenti se si scambiano messaggi di testo, la ricerca ha monitorato la lunghezza dei legami necessari per connettere 180 miliardi di diverse coppie presenti nel database del sistema.

E’ venuto fuori che la media è di poco superiore ai sei gradi (6,6).
Il ricercatore Eric Horvitz, che ha condotto lo studio con il collega Jure Leskovec, ha commentato: «Per me è stato abbastanza sconvolgente, abbiamo visto che ci potrebbe essere una connessione sociale costante tra i membri dell’umanità. L’idea che siamo molto vicini l’uno all’altro è sempre stata molto diffusa ma abbiamo dimostrato che questa idea va oltre il folklore».
Gli scienziati conludono infine: «Per quanto ne sappiamo, questa è la prima volta che una social network può convalidare la teoria dei sei gradi di separazione».

La «teoria del mondo piccolo» fu esposta per primo dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy nel 1929 per poi esser ripresa e approfondita nel 1967 dallo psicologo Stanley Milgram.
Nel 1993 ispira anche un film con Donald Sutherland e Will Smith.

Condividi:
  • Plim!
  • OKNotizie
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • Live
  • Technorati
Pubblicato in News, Psicologia, Tecnologia | Nessun Commento »

Ricercatori statunitensi individuano tre geni correlati a comportamenti violenti

Mercoledì 16 Luglio 2008

La causa, secondo cui alcuni giovani cresciuti in quartieri disagiati e famiglie difficili diventano criminali incalliti, sarebbe da ricercare (ancora una volta), secondo degli studiosi americani, in tre geni.

ricercatori-statunitensi-individuano-tre-geni-correlati-a-comportamenti-violenti5 Ricercatori statunitensi individuano tre geni correlati a comportamenti violenti

Studi precedenti avevano già evidenziato ruolo del gene Maoa nell’insorgenza di comportamenti antisociali. Questo gene, secondo gli scienziati della University of North Carolina sarebbe molto diffuso.

Guang Guo, il professore di sociologia che ha coordinato lo studio, ha spiegato che le persone che presentano una particolare variazione del gene chiamata 2R sono più inclini a comportamenti criminali e violenti.

Il suo team ha analizzato solo il caso di giovani maschi, utilizzando i dati del National Longitudinal Study of Adolescent Health, un campione rappresentativo della popolazione statunitense di circa 20.000 adolescenti che vengono intervistati regolarmente.

Il team ha stilato alla fine una “scala della delinquenza” basata sulle risposte dei più giovani, e ha scoperto che specifiche variazioni in tre geni -l’ammino ossidasi A (Maoa), il trasportatore della dopamina 1 (Dat1) e il recettore dopaminergico D2 (Drd2) -sono associate ad un cattivo comportamento, ma solo quando i ragazzi vivono situazioni disagiate derivanti ad esempio da questioni familiari, bassa popolarità e cattivi risultati a scuola.

Inoltre, una specifica mutazione nel Drd2 sembra scatenare i cattivi comportamenti nei ragazzi che non mangiano regolarmente con la famiglia.

Condividi:
  • Plim!
  • OKNotizie
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • Live
  • Technorati
Pubblicato in Biologia, Psicologia | Nessun Commento »

Nonostante gli eventi in età adulta il livello della felicità si mantiene costante

Martedì 15 Luglio 2008

Durante l’età adulta il nostro livello di felicità rimane alquanto costante: eventi quali il matrimonio o la nascita di un figlio, possono aumentarne il livello, ma solo per un breve periodo di tempo.
E’ questo il risultato di uno studio durato 20 anni, condotto in Germania e pubblicato dall’Economic Journal.

nonostante-gli-eventi-in-eta-adulta-il-livello-della-felicita-si-mantiene-costante Nonostante gli eventi in età adulta il livello della felicità si mantiene costante

I ricercatori hanno misurato all’inizio della rierca il livello di soddisfazione nei confronti della loro vita di centinaia di persone tra i 18 e i 60 anni. In seguito ad eventi traumatici, il peggioramento dell’umore era solo temporaneo: il soggetto tendeva a recuperare il livello di soddisfazione che aveva in precedenza.

Si tratta del processo psicologico chiamato ‘adattamento‘: il modo in cui le persone si adeguano alle circostanze, positive o negative.

I volontari tedeschi, rispondendo a domande sul loro livello di felicità a intervalli regolari hanno riferito degli eventi principali della loro vita. Dai dati raccolti è emerso che solo la perdita del lavoro intaccava a lungo termine la felicità dell’individuo, mentre altri eventi traumatici, come il divorzio o il restare vedovi, producevano un dolore o forte dispiacere dal quale i soggetti si riprendevano rapidamente.
Allo stesso modo l’effetto sull’umore degli eventi positivi era temporaneo: per la nascita di un figlio l’aumento della felicità durava due anni.

Il Dr. Yannis Georgellis, della Brunel University, spiega: “Le persone si riprendono rapidamente dagli eventi negativi, ma anche gli effetti di quelli positivi non durano molto“.
Si potrebbe parlare dunque di una sorta di “termostato della felicità” la cui molla si muove quando un evento ci colpisce, sia esso positivo o negativo, ma che ritorna ben presto alla posizione di partenza.

Condividi:
  • Plim!
  • OKNotizie
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • Live
  • Technorati
Pubblicato in Psicologia, Salute | Nessun Commento »

Il sesso occasionale appaga lui ma a lei non basta

Venerdì 27 Giugno 2008

Arriva dalla Durham University in Inghilterra l’ennesima dimostrazione che gli uomini e le donne hanno gusti opposti anche in materia di sesso: i maschi vivono con disinvoltura le storielle da una notte, mentre l’universo femminile, più complesso, quando si lascia andare a scappatelle, vive continui sensi di colpa.

il-sesso-occasionale-appaga-lui-ma-a-lei-non-basta Il sesso occasionale appaga lui ma a lei non basta

La ricerca condotta da Anne Campbell su un campione di 1.734 uomini e donne e pubblicata su Human Nature, ricorda che, in termini evoluzionistici, le donne si sobbarcano il peso delle cure parentali, scegliendo il proprio compagno con attenzione, e restandogli fedeli.

Le ragazze risultano essere poco appagate da un tipo di relazione mordi e fuggi, perchè, come spiega la Campbell: «A lasciare insoddisfatta la donna non sembra essere tanto la brevità dell’incontro, quanto il fatto che lui sembri non averla apprezzata davvero».

Gli incontri passionali di una notte, infatti, lasciano al mattino, nei due sessi sensazioni differenti: 85% degli uomini manifesta soddisfazione, appagamento e persino orgoglio.
Invece, il fugace travolgimento dei sensi femminile che contraddistingue il sesso occasionale lascia il giorno dopo solo al 54% delle donne emozioni positive.

Secondo la ricercatrice allora, le storie di una notte delle signore sarebbero da imputare agli sconvolgimenti ormonali mensili, quando cioè nella fase dell’ovulazione le donne, in preda a picchi di desiderio sessuale, avvertono una spiccata preferenza per partner occasionali.

Condividi:
  • Plim!
  • OKNotizie
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • Live
  • Technorati
Pubblicato in News, Psicologia, Sessuologia | Nessun Commento »

“Aviofobia”, quando la paura di volare ti tarpa le ali

Lunedì 16 Giugno 2008

Due italiani su tre hanno paura di volare: si tratta di “aviofobiaâ€, un disturbo che tarpa le ali e che, in vista delle vacanze estive, più che preparare al relax, toglie il sonno e il piacere della partenza per un viaggio.

“Aviofobiaâ€, quando la paura di volare ti tarpa le ali

E’ ciò che emerge da una ricerca condotta dall’Eurodap (Associazione europea disturbi attacchi di panico) presieduta dalla psicoterapeuta Paola Vinciguerra, che spiega: «Andare in aereo è la massima rappresentazione del lasciarsi andare, dell’abbandonarsi e dell’affidarsi». Ma in questo momento di grande insicurezza generale, la fiducia nell’altro è sempre più labile per cui si preferisce camminare con i piedi per terra.

L’associazione ha sottoposto un questionario on line a 600 persone, 200 delle quali ha ammesso apertamente la fobia per l’aereo, 150 evitano, qualora fosse possibile, l’aereo come mezzo di trasporto mentre solo per le restanti 250 volare non condiziona la scelta della meta.

I sintomi che assalgono gli “aviofobiciâ€, non sempre solo al momento del decollo, sono la sensazione che la gola si stringe, il non riuscire più a respirare, le mani che sudano, il senso di paralisi alle gambe, la testa che gira, il cuore che batte sempre più velocemente.

Ovviamente la soluzione per guarire non è certo evitare di prendere l’aereo poichè, commenta la Vinciguerra: “Ogni cosa che evitiamo per paura indebolisce il rapporto di fiducia con noi stessi, portando alla conseguenza che nel tempo le cose che ci fanno paura possono aumentare e il disagio psichico propagarsi a varie situazioni“.
Ma «prima di scegliere il metodo di cura è importante fare una diagnosi appropriata, capire cioè se ci troviamo di fronte a una fobia sviluppata a causa di un trauma o se la problematica è la rappresentazione di un’ansia generalizzata spostata su un oggetto, in questo caso l’aereo».

Qualora fosse un trauma «il metodo di elezione è la nuovissima tecnica dell’Emdr (Eye movement desensitization and reprocessing), per cui possono bastare poche sedute. Nel secondo caso si affronta invece il problema facendo ricorso a varie tecniche psicoterapeutiche, volte a migliorare il rapporto di fiducia con se stessi e la gestione degli stati d’ansia. Alcune di queste tecniche sono la bioenergetica, la psicologia positiva e la psicoterapia cognitivo-comportamentale», conclude Vinciguerra.

Condividi:
  • Plim!
  • OKNotizie
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • Live
  • Technorati
Pubblicato in Psicologia, Salute | Nessun Commento »

Uomini e donne concordano: il nudo meglio se femminile

Domenica 15 Giugno 2008

Che il corpo femminile nella sua nudità sprigionasse sensualità e fosse sessualmente stimolante ce lo insegnano i maestri e pittori del passato, ma ciò che suona nuovo è che questo valesse anche per le donne.

uomini-e-donne-concordano-il-nudo-meglio-se-femminile Uomini e donne concordano: il nudo meglio se femminile

La scoperta spetta ad un gruppo di scienziati del Center for Addiction and Mental Health dell’Università di Toronto, che hanno effettuato uno studio sulla sessualità delle donne nordamericane.

Per lo studio, che è servito come base per il documentario sulla bisessualità “Bi the way” presentato al NewFest film festival di New York, gli scienziati hanno mostrato ad un campione di signore dei video di uomini e donne nudi, in vari contesti, erotici e non, per misurare l’eccitazione genitale delle spettatrici attraverso un «foto pletismografo».

Dalle trascrizioni è emerso che, davanti ad un maschio atletico che fa yoga nudo, le donne eterosessuali si eccitano come quando contemplano le immagini dell’Himalaya ricoperto di neve. Quando le stesse donne vedono un’attrice femmina nuda che pratica ginnastica invece, la circolazione sanguigna nei loro organi genitali aumenta considerevolmente.

Meredith Chivers, del Centro per la Dipendenza e la Salute Mentale dell’Università di Toronto, spiega: «Quello che importa veramente alle donne non è il sesso dell’attore nel video ma il grado di sensualità che emana dalla scena stessa. Le donne sono più stimolate da video di autoerotismo, ed ancora di più da scene grafiche di coppie, etero o gay, che hanno rapporti sessuali».

Questi risultati sembrano confermare la convinzione crescente tra i sessuologi statunitensi circa la natura più complessa e spesso ambigua della sessualità femminile che si è rivelata essere un concetto molto più fluido e multidimensionale di quella maschile.

Condividi:
  • Plim!
  • OKNotizie
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • Live
  • Technorati
Pubblicato in Psicologia, Sessuologia | Nessun Commento »

Anoressia: la terapia reale sbarca nel mondo virtuale

Domenica 8 Giugno 2008

Gli esperti riuniti a Vicenza per il congresso dell’Ansisa (l’Associazione nazionale degli specialisti in scienze dell’alimentazione) avvertono che in rete nascono continuamente siti proana (pro-anoressia) e promia (pro-bulimia) che offrono alle ragazze che vogliono dimagrire decaloghi su come annullare il proprio corpo senza dare nell’occhio.

anoressia-la-terapia-reale-penestra-nel-virtuale Anoressia: la terapia reale sbarca nel mondo virtuale

Così l’Ansisa insieme alla Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare (Fisdca), nel tentativo di aiutare queste ragazze, sbarcherà su Second Life con uno sportello speciale che parlerà lo stesso linguaggio dei giovani.

L’utenza di Second Life è molto vasta e varia, basti pensare che vi accedono circa 500 mila italiani, di cui 25 mila sono assidui frequentatori su un totale di 15 milioni di abitanti della realtà virtuale nel mondo, con un’età media dai 25 ai 45 anni.

Il presidente del convegno ha già annunciato di impegnarsi per riuscire ad avviare la sperimentazione in brevissimi tempi.
Umberta Telfener, docente di psicologia della salute all’università La Sapienza spiega: “I giovani vanno in Rete si parlano a volte in modo competente a volte delirante; usare la rete potrà essere importante ma sarà necessario mettere a punto dei percorsi che sono ancora tutti da costruire“.

Fino ad oggi esperienze simili sono state avviate a livello personale da alcuni terapeuti negli Usa ma un percorso di cura come quello concepito a Vicenza risulta primo nel suo genere.

Condividi:
  • Plim!
  • OKNotizie
  • Segnalo
  • Wikio IT
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • Live
  • Technorati
Pubblicato in Psicologia, Tecnologia | Nessun Commento »