CNR: I radicali liberi visti sotto un’altra ottica
Pubblicato il 3 febbraio 2008 da SergioUno studio condotto presso l’Istituto di scienze dell’alimentazione (Isa) del Cnr di Avellino e pubblicato sulla rivista «Science» ridisegna il ruolo dei radicali liberi che sarebbero invece responsabili del corretto funzionamento del Dna.

La ricerca rivede il ruolo agli enzimi addetti alla riparazione del Dna, che non hanno la sola funzione di correggere gli errori presenti nel nostro patrimonio genetico, ma essendo parte integrante dell’apparato di trascrizione, consentono l’espressione dei geni e, quindi, la sintesi delle proteine.
I ricercatori spiegano che «il nostro Dna, una molecola di circa due metri di lunghezza, è contenuto nel nucleo delle cellule, che ha un diametro medio di 5-7 milionesimi di metro». Ciò è possibile «grazie a una specifica classe di proteine nucleari, gli istoni, che lo impacchettano». Ma «sia nel processo di duplicazione cellulare che di trascrizione, necessario per il normale funzionamento della cellula, il Dna deve essere srotolato». Anche questo compito «è svolto dagli istoni, grazie a specifiche modifiche post-traduzionali (essenzialmente processi chimici come acetilazione, metilazione e fosforilazione)».
Questa benefica funzione è stata riscontrata, in particolare, per i geni responsivi agli ormoni estrogeni.
Bruno Perillo dell’Isa-Cnr spiega: “Nell’ambito di uno studio teso a decifrare il ruolo svolto da specifiche modificazioni delle code istoniche sull’espressione di geni regolati da estrogeni e nel loro ruolo nello sviluppo e progressione del carcinoma mammario abbiamo scoperto che la de-metilazione di uno specifico residuo dell’istone H3, indotta dalla stimolazione da estradiolo, innesca uno stress ossidativo che in ultima analisi rende il DNA accessibile e, quindi, leggibile ai fattori di trascrizione e promuove di conseguenza uno stato di “accensione genica”.
Tale scoperta, “oltre a rivalutare gli effetti dei radicali liberi sulle cellule umane, assegna un nuovo ed inatteso ruolo agli enzimi di riparo del Dna, che non hanno, quindi, la sola funzione di correggere gli errori presenti nel nostro patrimonio genetico”, conclude infine Perillo, ma “rappresentano anche parte integrante dell’apparato di trascrizione, che consente l’espressione dei geni e, di conseguenza, la sintesi delle proteine”.
di G.V.
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