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	<title>BlogScienze</title>
	
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	<description>"La scienza non è altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità" Nikola Tesla.</description>
	<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 15:17:52 +0000</pubDate>
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		<title>Infezione renale in nove bambini causata dal latte ” alla spina”</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Blogscienze/~3/nTudQFmcJgo/20081204</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 15:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
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Sono nove i casi denunciati di infezione renale nei bambini causate dal latte crudo, venduto nei distributori automatici. Un latte “alla spina” che non avendo subito processi di pastorizzazione,  darebbe vita nei bambini, che sono i soggetti più a rischio,  ad una sindrome emolitica uremica, dovuta al batterio Escherichia coli O157 che si [...]]]></description>
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<p><a href="http://feedads.googleadservices.com/~a/TIKYUqkfKmEgpP1DrHkP575zyxY/a"><img src="http://feedads.googleadservices.com/~a/TIKYUqkfKmEgpP1DrHkP575zyxY/i" border="0" ismap="true"></img></a></p><p><img src="http://www.blogscienze.com/wp-content/uploads/2008/12/distributore.jpg" alt="distributore Infezione renale in nove bambini causata dal latte  alla spina" title="distributore" width="350" height="263" class="aligncenter size-full wp-image-1837" /></p>
<p>Sono nove i casi denunciati di infezione renale nei bambini causate dal latte crudo, venduto nei distributori automatici. Un latte “alla spina” che non avendo subito processi di pastorizzazione,  darebbe vita nei bambini, che sono i soggetti più a rischio,  ad una sindrome emolitica uremica, dovuta al batterio Escherichia coli O157 che si riscontra  nel latte crudo.</p>
<p>Il direttore generale della Sicurezza alimentare e nutrizione del ministero della Salute, Silvio Borrello, ha allertato le Regioni perché vengano intensificati i controlli igienico- sanitari sulle reti di distribuzione. Francesca Martini, sottosegretario alla Salute, ha lanciato l’allarme sanitario perché venga erogato solo latte pastorizzato o latte sottoposto a  bollitura. </p>
<p>I distributori, che sono circa 2mila dovranno, d’ora in poi , mettere bene in evidenza l’informativa sui rischi del latte che non è stato trattato per eliminare gli agenti patogeni.</p>
<p>foto da: blog.acquabuona.it</p>
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		<title>Il cattivo tempo impedisce allo shuttle Endeavour l’atterraggio in Florida</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 19:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
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L’ atterraggio dello shuttle Endeavour al Kennedy Space Center in Florida,  rinviato due volte a causa del pessimo tempo, è stato programmato  in California.
I tecnici della Nasa hanno deciso il cambiamento  per evitare che la navicella rimanesse ancora in orbita, in attesa di un eventuale miglioramento delle condizioni atmosferiche. Il rientro è [...]]]></description>
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<p><a href="http://feedads.googleadservices.com/~a/R5LxFdw8-o1-Gs5teKVR-AN_U6o/a"><img src="http://feedads.googleadservices.com/~a/R5LxFdw8-o1-Gs5teKVR-AN_U6o/i" border="0" ismap="true"></img></a></p><p><img src="http://www.blogscienze.com/wp-content/uploads/2008/11/navicella.jpg" alt="navicella Il cattivo tempo impedisce allo shuttle Endeavour latterraggio in Florida  " title="navicella" width="300" height="470" class="aligncenter size-full wp-image-1833" /></p>
<p>L’ atterraggio dello shuttle Endeavour al Kennedy Space Center in Florida,  rinviato due volte a causa del pessimo tempo, è stato programmato  in California.</p>
<p>I tecnici della Nasa hanno deciso il cambiamento  per evitare che la navicella rimanesse ancora in orbita, in attesa di un eventuale miglioramento delle condizioni atmosferiche. Il rientro è previsto per le ore 22,25, ora italiana, presso la Edwards Air Force Base in California. </p>
<p>La navicella  rientra da una missione durata 16 giorni. Gli astronauti hanno migliorato la Stazione spaziale internazionale, creando un sistema di riciclo dell’acqua, un bagno e due lettini. Hanno anche fatto qualche passeggiata nello spazio per risolvere un problema di carattere tecnico.  </p>
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		<title>La depressione negli anziani può scatenare l’ictus</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 14:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
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La depressione è una malattia che si associa  spesso all’anzianità e viene  accettata come una compagna  inevitabile da parte di chi  rimane solo e privo di un ruolo attivo nella società. 
Uno studio condotto dai geriatri dell’Università di Palermo, reso  noto dalla Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg), in [...]]]></description>
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<p><a href="http://feedads.googleadservices.com/~a/hPwCnn71imV6Mnp5H8rWpGEWS1k/a"><img src="http://feedads.googleadservices.com/~a/hPwCnn71imV6Mnp5H8rWpGEWS1k/i" border="0" ismap="true"></img></a></p><p>
<img src="http://www.blogscienze.com/wp-content/uploads/2008/11/ictus4-300x208.gif" alt="ictus4-300x208 La depressione negli anziani può scatenare lictus" title="ictus4" width="300" height="208" class="aligncenter size-medium wp-image-1829" /></p>
<p>La depressione è una malattia che si associa  spesso all’anzianità e viene  accettata come una compagna  inevitabile da parte di chi  rimane solo e privo di un ruolo attivo nella società. </p>
<p>Uno studio condotto dai geriatri dell’Università di Palermo, reso  noto dalla Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg), in occasione del 53/mo Congresso nazionale  in corso a Firenze,  ha messo in luce, però, un aspetto molto inquietante della patologia che, proprio nelle persone avanti negli anni,  potrebbe essere la causa scatenante dell’ ictus. </p>
<p>Eventi cerebrovascolari acuti, infatti, si sono verificati con maggiore frequenza in pazienti la cui fascia d’età oscilla tra i  66 e gli 80 anni, che erano affetti da una forma di depressione di tipo grave, con compromissione delle funzioni cognitive e funzionali.<br />
foto da: yourbirthdayparty.blogspot.com</p>
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		<title>Gli italiani non temono l’ Aids</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 22:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
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Il problema che preoccupa di meno gli italiani è quello di contrarre  l’Aids. Essi temono di più la crisi economica e  la disoccupazione. Il rapporto di un sondaggio commissionato dal
Network Persone Sieropositive (Nps), ha messo in rilievo questo dato in occasione della Giornata Mondiale della malattia. 
Su mille persone, di età compresa tra [...]]]></description>
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<p><a href="http://feedads.googleadservices.com/~a/bug3KFeWnQttCbfMh7yG-FsQibE/a"><img src="http://feedads.googleadservices.com/~a/bug3KFeWnQttCbfMh7yG-FsQibE/i" border="0" ismap="true"></img></a></p><p><img src="http://www.blogscienze.com/wp-content/uploads/2008/11/logo-aids2-153x300.gif" alt="logo-aids2-153x300 Gli italiani non temono l Aids" title="logo-aids2" width="153" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-1821" /></p>
<p>Il problema che preoccupa di meno gli italiani è quello di contrarre  l’Aids. Essi temono di più la crisi economica e  la disoccupazione. Il rapporto di un sondaggio commissionato dal<br />
Network Persone Sieropositive (Nps), ha messo in rilievo questo dato in occasione della Giornata Mondiale della malattia. </p>
<p>Su mille persone, di età compresa tra i 16 e 64 anni, solo il 4,8 % teme il contagio, mentre nel 1991 erano molti di più quelli che vivevano in un clima di paura.  </p>
<p>Una sorta di incoscienza porta gli italiani ad avere anche rapporti occasionali, senza preoccupazioni. Solo il 25% degli intervistati sta attento ed ha modificato lo stile di vita sessuale, nonostante la malattia continui  a colpire  4000 persone l’anno solo in Italia.<br />
foto da: nvisibil.blogspot.com</p>
<img src="http://feedproxy.google.com/~r/Blogscienze/~4/fctPghGewE0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Scoperta una nuova molecola per curare la Tbc</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Blogscienze/~3/aVFDJj5ClyA/20081128</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 19:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>

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Clifton E. Barry, un ricercatore  del National Institute of Allergy and Infectious Diseasea (Niaid),   ha scoperto il meccanismo di azione di un nuovo farmaco  contro la tubercolosi (Tbc) una malattia che ha mietuto moltissime vittime in passato e che ancora oggi affligge molte popolazioni povere,  già affette dall’HIV ( Aids) [...]]]></description>
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<p><a href="http://feedads.googleadservices.com/~a/MPDyAne9zKufdc2mMWDQ8DAyC3g/a"><img src="http://feedads.googleadservices.com/~a/MPDyAne9zKufdc2mMWDQ8DAyC3g/i" border="0" ismap="true"></img></a></p><p><img src="http://www.blogscienze.com/wp-content/uploads/2008/11/mycobacterium-tuberculosis.jpg" alt="mycobacterium-tuberculosis Scoperta una nuova molecola per curare la Tbc" title="mycobacterium-tuberculosis" width="400" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-1812" /></p>
<p>Clifton E. Barry, un ricercatore  del National Institute of Allergy and Infectious Diseasea (Niaid),   ha scoperto il meccanismo di azione di un nuovo farmaco  contro la tubercolosi (Tbc) una malattia che ha mietuto moltissime vittime in passato e che ancora oggi affligge molte popolazioni povere,  già affette dall’HIV ( Aids) di cui  favorisce la progressione.</p>
<p> La molecola del farmaco, denominata  PA-824,  in condizioni di scarso ossigeno interviene sull’ enzima  Ddn e su un cofattore che sono presenti solo nella cellula dei batteri, senza danneggiare le cellule umane. </p>
<p>La nuova molecola, che agisce come una microbomba intracellulare, potrebbe essere utilizzata in futuro anche contro  molti microrganismi patogeni che hanno enzimi della stessa famiglia del Ddn; La Chiron/Novartis, azienda detentrice del brevetto, ha firmato un accordo con la Global Alliance for TB Drug Development al fine di consentire  l’accesso al prodotto con prezzi accessibili a tutti.</p>
<img src="http://feedproxy.google.com/~r/Blogscienze/~4/aVFDJj5ClyA" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Proteine chiave  per combattere la sindrome di Down già in utero</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Blogscienze/~3/kpTcDodAll0/20081127</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 18:44:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
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Per la sindrome di Down  si prospettano nuove cure in utero, utilizzando  alcune proteine chiave. Ricercatori americani del “National Institute of Health di Bethesda”, hanno condotto uno studio  sulle cause che scatenano la sindrome  ed hanno iniettato nelle cavie incinte dei topolini  proteine chiave, Nap e Sal.  
 I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<p><a href="http://feedads.googleadservices.com/~a/ISkHTybYVWleZ-n-Ei3h9CU35v0/a"><img src="http://feedads.googleadservices.com/~a/ISkHTybYVWleZ-n-Ei3h9CU35v0/i" border="0" ismap="true"></img></a></p><p><img src="http://www.blogscienze.com/wp-content/uploads/2008/11/feto.jpg" alt="feto Proteine chiave  per combattere la sindrome di Down già in utero" title="feto" width="400" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-1806" /></p>
<p>Per la sindrome di Down  si prospettano nuove cure in utero, utilizzando  alcune proteine chiave. Ricercatori americani del “National Institute of Health di Bethesda”, hanno condotto uno studio  sulle cause che scatenano la sindrome  ed hanno iniettato nelle cavie incinte dei topolini  proteine chiave, Nap e Sal.  </p>
<p> I risultati sono stati quelli di ottenere piccoli che non presentavano i sintomi della sindrome. Le ricerca  sta proseguendo per capire se anche sugli esseri umani si potranno ottenere gli stessi risultati.</p>
<p>foto da: digilander.libero.it</p>
<p>La sindrome di Down  sviluppa, nei bambini che ne sono affetti, ritardi  nello sviluppo mentale  oltre a disturbi cardiaci, dello viluppo e dell’ apprendimento.</p>
<p>Lo studio pubblicato su ’New Scientist’ e  su ’Obstetrics and Gynaecology’ mette in evidenza che i piccoli che hanno ricevuto una copia di cromosoma extra, hanno avuto uno sviluppo simile a quello dei  bambini sani.</p>
<img src="http://feedproxy.google.com/~r/Blogscienze/~4/kpTcDodAll0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Codice d’argento: una proposta per i  pronto soccorso italiani a favore degli anziani</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Blogscienze/~3/C7mjBMyE_VE/20081126</link>
		<comments>http://www.blogscienze.com/codice-dargento-una-proposta-per-i-pronto-soccorso-italiani-a-favore-degli-anziani/20081126#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2008 15:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Roberto Bernabei, presidente della Società italiana di gerontologia e geriatria, in occasione del Congresso nazionale in programma  a Firenze, ha avanzato  al Ministero della Salute la proposta di creare un codice d’argento,  a favore degli  anziani, che si affiancherebbe a quelli tradizionali, rosso, giallo, verde e bianco, già esistenti. 
La proposta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<p><a href="http://feedads.googleadservices.com/~a/qbu4A7zVtTUUvQelFy5tPuH9za0/a"><img src="http://feedads.googleadservices.com/~a/qbu4A7zVtTUUvQelFy5tPuH9za0/i" border="0" ismap="true"></img></a></p><p><img src="http://www.blogscienze.com/wp-content/uploads/2008/11/anziani.jpg" alt="anziani Codice dargento: una proposta per i  pronto soccorso italiani a favore degli anziani" title="anziani" width="300" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-1801" /></p>
<p>Roberto Bernabei, presidente della Società italiana di gerontologia e geriatria, in occasione del Congresso nazionale in programma  a Firenze, ha avanzato  al Ministero della Salute la proposta di creare un codice d’argento,  a favore degli  anziani, che si affiancherebbe a quelli tradizionali, rosso, giallo, verde e bianco, già esistenti. </p>
<p>La proposta nasce dall’esigenza di creare una  metodologia della valutazione multidimensionale&#8221; per<br />
soggetti  complessi quali sono gli anziani. Tale valutazione, affrontata congiuntamente da ortopedico e geriatra,<br />
riduce la mortalità del 50%&#8221;. </p>
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		<title>Prosopagnosia o “cecità dei volti”</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 18:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[

A causa di un deficit, spesso innato, i soggetti affetti da questo disturbo non riescono a riconoscere i volti delle persone, i luoghi e gli oggetti.
 La patologia può insorgere anche a causa di un trauma cranico,  ictus o altri disturbi della sfera neurovegetativa.
 Anche se ancora sono poco chiare le basi del disturbo, [...]]]></description>
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<p><a href="http://feedads.googleadservices.com/~a/ZfYP_YQ4TGbvk6Kr8S2OY5Rlwis/a"><img src="http://feedads.googleadservices.com/~a/ZfYP_YQ4TGbvk6Kr8S2OY5Rlwis/i" border="0" ismap="true"></img></a></p><p>
<img src="http://www.blogscienze.com/wp-content/uploads/2008/11/mona_lisa.jpg" alt="mona_lisa Prosopagnosia o “cecità dei volti”" title="mona_lisa" width="211" height="240" class="alignnone size-full wp-image-1796" /></p>
<p>A causa di un deficit, spesso innato, i soggetti affetti da questo disturbo non riescono a riconoscere i volti delle persone, i luoghi e gli oggetti.</p>
<p> La patologia può insorgere anche a causa di un trauma cranico,  ictus o altri disturbi della sfera neurovegetativa.</p>
<p> Anche se ancora sono poco chiare le basi del disturbo, Cibu Thomas e Marlene Behrmann della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, hanno ipotizzato  che la causa sarebbe da ricercarsi nella mancanza di una serie di circuiti neurali che servono ad integrare gli stimoli visivi necessari per comporre l’immagine. </p>
<p>I ricercatori   hanno individuato le regioni del cervello e le vie che non funzionano. Essi hanno dichiarato che  &#8220;Probabilmente creando dei ponti che bypassino l&#8217;interruzione di neurotrasmettitori si può pensare di risolvere questo disturbo&#8221;,</p>
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		<title>Il fumo ha un effetto tossico sugli spermatozoi</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 15:08:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
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Il fumo, oltre a provocare il  tumore al polmone, ha un effetto tossico sugli spermatozoi. Secondo quanto evidenziato da un gruppo di ricercatori del  Dipartimento di Scienze Biomediche (DISB) dell&#8217;Università di Catania, il fumo, oltre ai danni già noti, può bloccare la motilità degli spermatozoi e alterare la cromatina contenuto nel loro nucleo.
 [...]]]></description>
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<p><a href="http://feedads.googleadservices.com/~a/WwGKrju_JeJovAUtQCybV2qnTFA/a"><img src="http://feedads.googleadservices.com/~a/WwGKrju_JeJovAUtQCybV2qnTFA/i" border="0" ismap="true"></img></a></p><p>.<img src="http://www.blogscienze.com/wp-content/uploads/2008/11/spermatozooi.jpg" alt="spermatozooi Il fumo ha un effetto tossico sugli spermatozoi" title="spermatozooi" width="360" height="360" class="aligncenter size-full wp-image-1788" /></p>
<p>Il fumo, oltre a provocare il  tumore al polmone, ha un effetto tossico sugli spermatozoi. Secondo quanto evidenziato da un gruppo di ricercatori del  Dipartimento di Scienze Biomediche (DISB) dell&#8217;Università di Catania, il fumo, oltre ai danni già noti, può bloccare la motilità degli spermatozoi e alterare la cromatina contenuto nel loro nucleo.</p>
<p> Lo studio è stato condotto  su un gruppo di soggetti sani, non fumatori. Nel loro liquido seminale sono stati riscontrati spermatozoi   normali per  mobilità e morfologia. Sottoposti per circa 24 ore  ad un condensato di fumo variabile dallo 0,1 al 5%, gli spermatozoi si bloccavano, perdendo la loro motilità, con gravi conseguenze per la fertilità maschile.</p>
<p> Nicotina, monossido di carbonio, sostanze irritanti ed ossidanti  sarebbero le sostanze  prodotte dal fumo di sigarette, sigari e tabacco da pipa maggiormente responsabili del danno.  Anche un gruppo di ricercatori dell&#8217;Università di Siena ha dimostrato che in presenza di varicocele,  se si fumano più di 10 sigarette al giorno, aumenta il rischio per la fertilità.</p>
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		<title>Gli uomini ricorrono sempre più numerosi dal chirurgo estetico</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Blogscienze/~3/44rnaaWi7J8/20081124</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 15:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>

		<category><![CDATA[alessandro Gennai]]></category>

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Le donne hanno la nomea di ricorrere spesso dal chirurgo estetico  e di spendere troppi soldi per mantenere un aspetto giovanile, a dispetto degli anni che passano. Ma da alcuni anni, si è venuti a conoscenza che anche gli uomini non disdegnano di ricorrere a mani sapienti per contrastare i primi segni del tempo. [...]]]></description>
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<p><a href="http://feedads.googleadservices.com/~a/OQd0ptIg432uU5kNRwFpdcrLC9s/a"><img src="http://feedads.googleadservices.com/~a/OQd0ptIg432uU5kNRwFpdcrLC9s/i" border="0" ismap="true"></img></a></p><p><img src="http://www.blogscienze.com/wp-content/uploads/2008/11/dorian.jpg" alt="dorian Gli uomini ricorrono sempre più numerosi dal chirurgo estetico" title="dorian" width="432" height="242" class="aligncenter size-full wp-image-1781" /></p>
<p>Le donne hanno la nomea di ricorrere spesso dal chirurgo estetico  e di spendere troppi soldi per mantenere un aspetto giovanile, a dispetto degli anni che passano. Ma da alcuni anni, si è venuti a conoscenza che anche gli uomini non disdegnano di ricorrere a mani sapienti per contrastare i primi segni del tempo. </p>
<p>Il chirurgo plastico Alessandro Gennai  afferma  che “Oggi si può dire che gli uomini rappresentano circa il 30 per cento dei pazienti che frequentano gli studi di medicina estetica. Un risultato impensabile anche solo fino a dieci anni fa. E la tendenza è in aumento esponenziale”. Di conseguenza la chirurgia ha dovuto  modificare tecniche e trovare diversi canoni estetici idonei a soddisfare le richieste degli uomini che, per  costituzione, presentano alcune differenze con le donne.</p>
<p> Per mantenere la bellezza che Dorian Grey aveva conservato facendo un patto col diavolo, essi ricorrono a lifting e botulino e non solo. “Oggi uno dei nuovi interventi più richiesti dagli uomini è il ringiovanimento del volto. L&#8217;uomo infatti, grazie a una nuova educazione del proprio corpo riesce a mantenere un aspetto atletico sino ad età avanzata. Quindi richiede che anche il viso abbia la stessa ‘freschezza’” aggiunge Gennai. </p>
<p>Gli uomini, seppure tendano a mantenere l’aspetto vissuto dello sguardo, non disdegnano interventi per correggere le rughe  intorno agli occhi,  risollevare  il sopracciglio, riempire le guance, tonificare la mandibola,  riposizionare la pelle del collo,   togliere le borse sotto gli occhi,  avvalendosi di tecniche quali il lifting endoscopico, la blefaroplastica,  le iniezioni di tossina botulinica, l’ utilizzo di filler, incisioni e suture varie.</p>
<p>Una differenza, però,  distingue l’uomo dalle donne: La pazienza<br />
Egli, infatti, chiede “un risultato che sia visibile e duraturo ma al contempo naturale, ha una scarsa tolleranza alle piccole alle piccole “sofferenze” postoperatorie e non vuole cicatrici visibili».</p>
<p>foto da: www.cineblog.it</p>
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		<title>Importante scoperta a Verona per la prevenzione e il trattamento dell’epilessia</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Blogscienze/~3/jZE7xTyr9-I/20081123</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 15:38:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ricercatori dell’Università di Verona, guidati da Gabriela Constantin e Paolo Fabene, hanno scoperto il ruolo importante svolto dai leucociti, la cui funzione  è quella di preservare l&#8217;integrità biologica dell&#8217;organismo con meccanismi di difesa,  nell’epilessia. 
La ricerca, effettuata in laboratorio sui topi,  ha messo in evidenza che impedendo ai globuli bianchi il contatto [...]]]></description>
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<p><a href="http://feedads.googleadservices.com/~a/eStvDkRjZ7vuvdk705iP3vZ5TgQ/a"><img src="http://feedads.googleadservices.com/~a/eStvDkRjZ7vuvdk705iP3vZ5TgQ/i" border="0" ismap="true"></img></a></p><p><img src="http://www.blogscienze.com/wp-content/uploads/2008/11/bianchi.jpg" alt="bianchi Importante scoperta a Verona per la prevenzione e il trattamento dellepilessia" title="bianchi" width="376" height="340" class="aligncenter size-full wp-image-1772" /></p>
<p>Ricercatori dell’Università di Verona, guidati da Gabriela Constantin e Paolo Fabene, hanno scoperto il ruolo importante svolto dai leucociti, la cui funzione  è quella di preservare l&#8217;integrità biologica dell&#8217;organismo con meccanismi di difesa,  nell’epilessia. </p>
<p>La ricerca, effettuata in laboratorio sui topi,  ha messo in evidenza che impedendo ai globuli bianchi il contatto con le pareti dei vasi sanguigni del cervello si possono ridurre e persino prevenire  le crisi della malattia. </p>
<p>In particolare, è stato osservato che alcuni anticorpi riescono a  ridurre le crisi bloccando le molecole alla base del legame tra i leucociti  e  l&#8217; endotelio vascolare,  tessuto  che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni.</p>
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		<title>A rischio diabete se si mangia un uovo al giorno</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Blogscienze/~3/uwHK2S2z4-g/20081123</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2008 14:51:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>

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Ricercatori americani, dell&#8217;Harvard Medical School e Brigham e Women&#8217;s Hospital di Boston,  hanno scoperto che  l’uovo,  un alimento che entra frequentemente nella dieta, può essere dannoso per il diabete.
Le   persone  sane  rischiano di sviluppare la patologia,  quelle che   sono già portatrici del diabete mellito di [...]]]></description>
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<p><a href="http://feedads.googleadservices.com/~a/GqCFGUoy6N_pUy_yyPBdn41Xh04/a"><img src="http://feedads.googleadservices.com/~a/GqCFGUoy6N_pUy_yyPBdn41Xh04/i" border="0" ismap="true"></img></a></p><p><img src="http://www.blogscienze.com/wp-content/uploads/2008/11/egg.jpg" alt="egg A rischio diabete se si mangia un uovo al giorno  " title="egg" width="500" height="333" class="aligncenter size-full wp-image-1768" /></p>
<p>Ricercatori americani, dell&#8217;Harvard Medical School e Brigham e Women&#8217;s Hospital di Boston,  hanno scoperto che  l’uovo,  un alimento che entra frequentemente nella dieta, può essere dannoso per il diabete.</p>
<p>Le   persone  sane  rischiano di sviluppare la patologia,  quelle che   sono già portatrici del diabete mellito di tipo 2, invece,  peggiorano la loro condizione.</p>
<p>A provocare il danno non è l’uso, bensì l’abuso.<br />
Gli scienziati hanno sottoposto a controllo 57.000 uomini e donne per circa 20 anni. Di questi, gli  uomini che  mangiavano un uovo al giorno  correvano il rischio del 60%  e le donne  del 77% di sviluppare il diabete, rispetto a quanti non ne mangiavano.</p>
<p>La dieta ideale, a parere degli scienziati, è di un uovo a settimana, considerato che contiene molto colesterolo e grassi saturi che, oltre a  fare aumentare i livelli di colesterolo, possono fare insorgere, come  evidenziato il diabete di tipo 2.</p>
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		<item>
		<title>Lo shopping natalizio provoca danni alla salute psico-fisica</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Blogscienze/~3/baCWsrKLWiI/20081121</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 21:35:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Salute]]></category>

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I ricercatori della University of East London, in collaborazione con Moneysupermarket Shopping, hanno condotto uno studio che dimostra come lo shopping natalizio abbia una ricaduta sulla salute psico- fisica del soggetto. L’aumento del 50%  della pressione sanguigna starebbe alla base del malessere che può provocare danni, anche gravi, ai reni.
 All’ipertensione, all’aumento  del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<p><a href="http://feedads.googleadservices.com/~a/Fx-0HbV0OvCZeT9OgO9v0gw8gz4/a"><img src="http://feedads.googleadservices.com/~a/Fx-0HbV0OvCZeT9OgO9v0gw8gz4/i" border="0" ismap="true"></img></a></p><p><img src="http://www.blogscienze.com/wp-content/uploads/2008/11/1080.jpg" alt="1080 Lo shopping natalizio provoca danni alla salute psico-fisica" title="1080" width="222" height="227" class="aligncenter size-full wp-image-1760" /></p>
<p>I ricercatori della University of East London, in collaborazione con Moneysupermarket Shopping, hanno condotto uno studio che dimostra come lo shopping natalizio abbia una ricaduta sulla salute psico- fisica del soggetto. L’aumento del 50%  della pressione sanguigna starebbe alla base del malessere che può provocare danni, anche gravi, ai reni.</p>
<p> All’ipertensione, all’aumento  del 10% dei ritmi  cardiaci, possono aggiungersi infarti e ictus. Con una sperimentazione eseguita su quindici uomini e quindici donne, che dovevano impegnarsi in uno shopping in soli 7 minuti, si è venuti a conoscenza che lo stress delle donne si era triplicato e quello degli uomini raddoppiato</p>
<img src="http://feedproxy.google.com/~r/Blogscienze/~4/baCWsrKLWiI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Decodificato il Dna dei mammut</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Blogscienze/~3/y9KbMofgxWM/20081121</link>
		<comments>http://www.blogscienze.com/decodificato-il-dna-dei-mammut/20081121#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 22:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Biologia]]></category>

		<category><![CDATA[Paleontologia]]></category>

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		<category><![CDATA[campioni]]></category>

		<category><![CDATA[dna]]></category>

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		<category><![CDATA[progenitori]]></category>

		<category><![CDATA[Scoperta]]></category>

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		<description><![CDATA[I mammut popolavano la terra 4,8 milioni di anni fa, ma potrebbero tornare in vita, considerato che il loro Dna è stato decodificato.

I progenitori degli elefanti,  di proporzioni gigantesche, con zanne lunghe e  ricurve, potrebbero infatti rivivere modificando  il Dna dell’animale estinto non più tardi di 60 anni fa, che  verrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<p><a href="http://feedads.googleadservices.com/~a/iEWGQ8GLReCS6IjecuuCfkn8c3w/a"><img src="http://feedads.googleadservices.com/~a/iEWGQ8GLReCS6IjecuuCfkn8c3w/i" border="0" ismap="true"></img></a></p><p>I mammut popolavano la terra 4,8 milioni di anni fa, ma potrebbero tornare in vita, considerato che il loro Dna è stato decodificato.</p>
<p><img src="http://www.blogscienze.com/wp-content/uploads/2008/11/decodificato-il-dna-dei-mammut.jpg" alt="decodificato-il-dna-dei-mammut Decodificato il Dna dei mammut" title="decodificato-il-dna-dei-mammut" width="400" height="303" class="alignnone size-full wp-image-1756" /></p>
<p>I progenitori degli elefanti,  di proporzioni gigantesche, con zanne lunghe e  ricurve, potrebbero infatti rivivere modificando  il Dna dell’animale estinto non più tardi di 60 anni fa, che  verrebbe impiantato negli ovuli dell’elefante.</p>
<p>Analizzando i campioni estratti dai peli di due esemplari vissuti circa 20 anni fa e rimasti sepolti nel ghiaccio, l’equipe di  Stephan Schuster e Webb Miller, ha fatto l’importante scoperta.</p>
<p>Usando la medesima tecnica potrebbe essere riportato in vita l’ uomo di di Neanderthal, antenato dell’uomo scomparso circa 25mila anni fa.</p>
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		<title>Individuata una delle basi molecolari che guida il cancro del pancreas</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 19:27:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		
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Il cancro del pancreas colpisce il 5% della popolazione, ma rappresenta un killer che raramente consente la guarigione. Solo il 5% dei pazienti operati, infatti, sopravvive. Questo tipo di cancro rappresenta la quarta causa di morte della popolazione.
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<p><a href="http://feedads.googleadservices.com/~a/S9z7JQghXKGKyszCRei8hD1urBY/a"><img src="http://feedads.googleadservices.com/~a/S9z7JQghXKGKyszCRei8hD1urBY/i" border="0" ismap="true"></img></a></p><p><img src="http://www.blogscienze.com/wp-content/uploads/2008/11/pancreas-300x236.jpg" alt="pancreas-300x236 Individuata una delle basi molecolari che guida il cancro del pancreas" title="pancreas" width="300" height="236" class="aligncenter size-medium wp-image-1747" /></p>
<p>Il cancro del pancreas colpisce il 5% della popolazione, ma rappresenta un killer che raramente consente la guarigione. Solo il 5% dei pazienti operati, infatti, sopravvive. Questo tipo di cancro rappresenta la quarta causa di morte della popolazione.</p>
<p> E’ per questo che la notizia relativa ad una nuova scoperta richiama l’attenzione del mondo scientifico. Con il sostegno dell’Airc, la collaborazione dei ricercatori dell’Istituto San Raffaele, un’equipe della Fondazione Humanitas, ha condotto uno studio molto importante che evidenzia il ruolo di una delle basi molecolari,  una chemochina, che aiuta il cancro a diffondersi e ad aggredire i nervi circostanti, impedendo di fatto, la possibilità di eseguire cure mirate nel punto in cui il tumore si sviluppa, perché esso  migra lontano. </p>
<p>Lo studio è stato pubblicato sulla rivista &#8216;Cancer Research&#8217;. Il Professore Alberto Mantovani, che ha guidato la ricerca assieme a Paola Allavena,  ha sottolineato l&#8217;importanza della scoperta e la pericolosità del male per la capacità che possiede di dare origine a metastasi.</p>
<p> &#8220;Cellule maligne che lasciano il tumore d&#8217;origine per migrare lontano, colonizzare altri organi, riprodursi e formare altri tumori, sono uno dei principali problemi legati al cancro. Se si trattasse solo di una malattia locale sarebbe più semplice sconfiggerla, rimuovendola chirurgicamente e con la radioterapia&#8221;. &#8220;Perciò è molto importante - aggiunge - capire con quale meccanismo i tumori invadono e metastatizzano. Una via è quella nervosa: alcuni tipi di cancro infatti, primi fra tutti quello del pancreas e del colon, invadono i nervi e li utilizzano come una vera e propria &#8216;autostrada&#8217; per diffondersi nei tessuti circostanti&#8221;. </p>
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