GLAST, partito il telescopio spaziale per studiare le sorgenti celesti dei raggi gamma
Pubblicato il 12 Giugno 2008 da GiòDalla Air Force Station di Cape Canaveral è partito con un razzo delta, alle 18.06 (ora italiana) il telescopio spaziale Glast che studierà le sorgenti celesti di raggi gamma.

Glast (Gamma-ray Large Area Space Telescope) studierà le sorgenti celesti di raggi gamma e consentirà di ottenere informazioni dettagliate su buchi neri, stelle di neutroni, esplosioni di supernovae, lampi gamma, quasar, getti di particelle accelerate in prossimità di buchi neri e brillamenti solari.
Fornirà inoltre, una mappa accurata dell’emissione del gas della nostra galassia che, colpito dai raggi cosmici, è una intensa sorgente di radiazione gamma.
Il supertelescopio è dotato di due strumenti, quali il Large Area Telescope (LAT) per l’osservazione di grandi aree del cielo e la ricostruzione della distribuzione dell’energia emessa dalla sorgente e il Glast Burst Monitor (GBM) per la ricerca dei gamma - ray - burst, ovvero improvvisi e potenti lampi di fotoni di alta energia che appaiono circa una volta al giorno da posizioni qualsiasi del cielo.
Glast è stato realizzato dalla Nasa con un rilevante contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e l’Istituto nazionale di Astrofisica (Inaf).
L’Italia, inoltre, ha ospitato la realizzazione del cuore dello strumento Lat, che è stato progettato e assemblato nei laboratori di Pisa dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
Tag: asi, buchi, gamma, gbm, glast, inaf, infn, lat, nasa, neri, raggi, stelle, telescopio
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