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Il Festival della Scienza 2007 in 100 righe

Pubblicato il 7 novembre 2007 da Sergio

La curiosità è il motore della scoperta scientifica, un’attitudine profondamente umana che ci spinge a conoscere il mondo naturale, a esplorarne gli aspetti più reconditi, a trarne applicazioni innovative. Lo hanno mostrato nei modi più diversi e talvolta insoliti le decine di scienziati convenuti a Genova per la quinta edizione del Festival della Scienza, che ha superato tutte le precedenti per la ricchezza e la varietà del programma degli incontri. I grandi nomi della ricerca internazionale intervenuti nei tredici affollati giorni del Festival hanno confermato quanto sia in continua trasformazione la scienza, non solo grazie alla curiosità solitaria dei geni più inventivi, ma anche attraverso le collaborazioni internazionali e interdisciplinari che fanno della scienza oggi una vera impresa collettiva.
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Curiosare nel mondo è un istinto che sicuramente non ci rende unici e non ci separa del resto del mondo naturale. Lo possiedono anche le scimmie, una delle quali campeggia nel logo dell’edizione 2007 mentre gioca incuriosita con l’asterisco simbolo della manifestazione, e molte altre forme animali. Proprio sotto il segno dei nostri affascinanti ed enigmatici cugini primati è cominciata la quinta edizione del Festival con l’attesissima conferenza magistrale di Jane Goodall, la carismatica etologa che ha cambiato per sempre il nostro modo di osservare e di interagire con le scimmie africane, seguita il giorno successivo da un aggiornamento appassionante sulle ultime scoperte nel campo dell’evoluzione umana offerto dal paleoantropologo dell’American Museum of Natural History di New York Ian Tattersall.

Le giornate del Festival hanno visto ancora una volta grandi platee riunirsi attorno a illustri esponenti della comunità scientifica internazionale, impegnati a declinare la parola chiave della curiosità con la maestria dei grandi comunicatori: il cosmologo russo Alex Vilenkin ha incantato il pubblico con le sue proiezioni verso infiniti universi; lo scienziato cognitivo di Harvard Marc Hauser ha spiegato la sua ipotesi circa l’esistenza di una grammatica morale universale in ogni essere umano; il grande fisico di Princeton Freeman Dyson ha proposto le sue sei provocatorie “eresie” controcorrente su scienza e società; il “fisico di Star Trek” Lawrence Krauss ha giocato con il fascino delle “extradimensioni”; il fisico francese Jean-Marc Lévy-Leblond ha messo in discussione le ambizioni di universalità della scienza occidentale.

Nulla meglio dell’esplorazione spaziale rappresenta il desiderio inarrestabile degli esseri umani di porsi domande sul cosmo e di comprenderne le leggi. Giovanni Bignami, Umberto Guidoni e Sergio Zavoli hanno ricordato, con l’ausilio di preziose immagini inedite, i cinquant’anni del lancio dello Sputnik, l’inizio dell’era spaziale e della corsa internazionale alle navigazioni nel sistema solare. Di esplorazioni estreme, ma questa volta sui ghiacci, ha discusso Reinhold Messner, mentre la stupefacente bellezza degli scenari della vita terrestre sono stati raccontati, oltre che immortalati, dal grande fotografo naturalista Frans Lanting.

da: festivalscienza.it

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