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Nuove ricerche rivelano che il botox agisce anche a livello del sistema nervoso

Pubblicato il 4 aprile 2008 da Sergio

Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Neurofisiologia del Cnr di Pisa in uno studio pubblicato sul «Journal of Neuroscience», ha scoperto che il botulino, la famosa proteina usata per interventi di chirurgia estetica che trova la sua applicazione anche in medicina, ha degli effetti non solo a livello locale ma anche nei neuroni e nel sistema nervoso.

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Nello specifico il botox è una tossina paralizzante, usata per levigare e distendere la pelle, per le malattie in cui ci sono degli spasmi, per il trattamento di alcuni tipi di strabismo e di emicrania.
Gli scienziati stavano studiando gli effetti del botox nella cura dell’epilessia, quando hanno osservato che anche delle dosi simili a quelle usate per l’uomo, iniettate negli occhi, nelle zampe o nel cervello dei topi si estendevano ai neuroni vicini, raggiungendo parte del sistema nervoso centrale.

L’azione del botox non si ferma sottocute: «Era convinzione comune che la tossina botulinica avesse un’azione locale, e interrompesse solo le sinapsi vicine al punto in cui viene iniettata. Invece no, abbiamo scoperto che risale lungo il fascio motorio e, giunta al moto-neurone, si diffonde attraverso gli altri ingressi sinaptici».

I ricercatori, guidati da Matteo Caleo, scrivono: «Questa scoperta oltre a trovare per la prima volta le prove del trasporto della tossina hanno implicazioni importanti per l’uso clinico di questa sostanza».
Anche negli Stati Uniti, la Food and Drug Administration ha recentemente aperto un’inchiesta per verificare la sicurezza di questa tossina.

La letteratura scientifica è piena di casi di modificazioni del sistema centrale successive all’uso del botox, le quali però sono state sinora interpretate come un rimodellamento plastico dovuto all’interruzione di comunicazione con alcune cellule nervose.
E’ importante indagare per far luce su tutta la questione e per non creare allarmismi inutili.

di G.V.

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