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Pacemaker e hacker: l’attacco che mira al cuore

Pubblicato il 16 marzo 2008 da Sergio

Così come qualsiasi altro dispositivo elettronico anche il pacemaker è suscettibile agli attacchi degli hacker. Due ricercatori americani dell’Università di Washington e Harvard hanno descritto su Secure Medicine un esperimento, che è poi apparso in un articolo dal New York Times, tramite il quale sono riusciti a riprogrammare l’apparecchio dall’esterno.

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Fortunatamente però tale tentativo non è alla portata di tutti poiché le apparecchiature elettroniche usate per l’emulazione hanno un costo elevato (30 mila dollari) e il gruppo di cervelli capace di decodificare i segnali di uno dei pacemaker più diffusi al mondo è di tutto rispetto.

Gli esperti spiegano che al momento gli hacker potranno difficilmente sfruttare il fatto che i dispositivi siano privi di protezione anche perché il test bisognerebbe effettuarlo a pochi centimetri dal pacemaker da colpire.

I ricercatori sostengono però: “Il pericolo crescerà quando saranno introdotti dispositivi regolabili via Internet, che avranno il grande vantaggio di poter esser controllati dal medico anche a grande distanza ma che necessiteranno di misure di sicurezza aggiuntive”.

di G.V.

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