Cancro al seno - Ricercatori italiani scoprono NUMB
Pubblicato il 3 Gennaio 2008 da SergioPorta la firma di un gruppo di studiosi italiani l’ultima ricerca pubblicata sulla rivista “Nature” che scopre una proteina che contribuisce a tener a bada il tumore al seno.

Tale studio è stato compiuto dalla Fondazione Istituto FIRC di Oncologia Molecolare di Milano, dall’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e dall’Università degli Studi di Milano.
La proteina “NUMB”, già conosciuta in quanto associata a tumori meno aggressivi, protegge dalla crescita del cancro in collaborazione con la proteina p53, già nota come uno dei principali guardiani anti-cancro. Quest’ultima si conosce da molto tempo e svolge un’azione importante nel frenare la moltiplicazione cellulare e prevenire l’insorgenza del cancro.
La proteina p53 non riesce a funzionare senza NUMB tanto che, in sua assenza, il tumore ha una prognosi meno favorevole e riesce anche a resistere alla chemioterapia.
Secondo lo studio svolto, NUMB si rivela essere una proteina di sicurezza che protegge p53 e le permette di svolgere il proprio lavoro di oncosoppressore.
Gli scienziati, studiando colture cellulari isolate da tumore umano della mammella, hanno individuato e caratterizzato il meccanismo di interazione della proteina NUMB con p53. NUMB lega p53 e la protegge dalla degradazione che potrebbero esser attivata da un’altra proteina, ‘HDM2′.
Per dimostrar ciò, i ricercatori hanno effettuato uno screening genetico su tessuti prelevati da 443 pazienti precedentemente sottoposti a chiemioterapia adiuvante, evidenziando che in molti di questi tumori la proteina NUMB era assente o presente in quantità esigue, tanto da determinare un peggioramento della prognosi e della chemioresistenza.
La proteina NUMB è utilizzabile sin da subito come indicatore prognostico: è sufficiente valutare la quantità di NUMB presente nel tessuto prelevato dai pazienti.
Salvatore Pece, ricercatore all’IEO e autore dello studio, spiega: “Utilizzare NUMB come marcatore prognostico ci può senz’altro aiutare a definire con maggior precisione la prognosi e a individuare un più adeguato trattamento farmacologico”.
Ivan Colaluca (IFOM, IEO) conclude: “Vorremmo identificare e caratterizzare il meccanismo responsabile della perdita di NUMB nei tumori” e capire come “ripristinare farmacologicamente il livello della proteina eliminando, per così dire, il problema alla radice”.
di G.V.
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