Sul fronte del trapianto di fegato
Pubblicato il 2 ottobre 2007 da Sergio
La tecnica di split liver (trapianto di parti di fegato), già introdotta alle fine degli anni 80, ed utilizzata per consentire il trapianto di un fegato diviso in due lobi (di cui uno più piccolo) fra un ricevente adulto ed un bambino, diventata una metodica assai diffusa per fronteggiare la scarsità di organi da trapiantare, ha messo a segno, in tempi recenti, progressi significativi che hanno consentito di soddisfare sia le esigenze pediatriche che quelle di adulti in lista di attesa. Spostando, infatti, verso destra il piano lungo il quale si divide il parenchima epatico si possono ottenere due graft di dimensioni sufficienti per essere trapiantati in due riceventi adulti.
Il fegato da trapiantare può essere donato da un donatore deceduto, ma, parte di esso, può essere donato anche da un donatore vivente.
Considerato che il trapianto del fegato occupa il secondo posto in Italia dopo quello del rene, si comprenderà bene l’importanza della nuova tecnica, già sperimentata con successo in molti ospedali italiani.
di D.T.
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