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Il “sesto senso” che si attiva a tavola e che ci fa ingrassare

Giovedì 27 Marzo 2008

Una ricerca condotta dai biologi del Duke University Medical Center (Durham) e pubblicata sulla rivista Neuron, ha svelato che il cervello può sentire le calorie nel cibo indipendentemente dal gusto.

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E’ come se il sistema cerebrale della ricompensa fosse attivato da una sorta di “sesto senso”
Lo studio è stato effettuato su topi geneticamente modificati in modo che il recettore cellulare che permette di rilevare il gusto dolce mancasse di una proteina essenziale, rendendoli così insensibili alla sensazione di dolce.

Questi i topi così modificati insieme ad un gruppo di topi normali sono stati poi sottoposti a test in cui venivano loro somministrate soluzioni zuccherine e dolcificanti non calorici.
Per quanto insensibili al gusto del dolce i topi preferivano il liquido calorico: è come se un conta-calorie cerebrale, un sesto senso, li inducesse a scegliere l’alimento con più calorie.

E’ risultato anche che in tutti i topi i circuiti cerebrali della ricompensa e i livelli di dopammina venivano attivati dall’assunzione calorica, indipendentemente dalla capacità di sentirne il gusto.
La dopamina, il neurotrasmettitore che risponde in modo forte al gusto dei cibi particolarmente gradevoli al gusto, ricchi di zuccheri e grassi, è la chiave di tutto.

Ivan Araujo, che ha condotto la ricerca spiega: “Il sistema di ricompensa del cervello può essere descritto come l’insieme delle regioni cerebrali che permettono agli animali, uomo compreso, di individuare gli stimoli esterni importanti per la loro sopravvivenza e di ‘aggiustare’ le risposte comportamentali in modo da moltiplicare le possibilità di incontrare tali stimoli in futuro: fra questi ci sono i cibi appetitosi come carboidrati o grassi, ma anche le immagini di tipo sessuale”.

E poi continua: “Abbiamo mostrato che il sistema della ricompensa, che in precedenza era stato associato con la rilevazione di un valore di ricompensa da parte dei composti gustativamente gradevoli, risponde al valore calorico dello zucchero in assenza del segnale proveniente dai recettori del gusto. Quindi questi circuiti cerebrali non codificano solamente l’impatto correlato alla gradevolezza dei cibi, ma possono eseguire funzioni non ancora identificate che comprendono la rilevazione di segnali gastrointestinali e metabolici.”
Lo studio potrebbe offrire in futuro delle importanti rivelazioni in merito alle cause dell’obesità.

di G.V.

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Diabete di tipo 2: il caffé aumenta il livello di glucosio nel sangue

Mercoledì 30 Gennaio 2008

Alcun ricercatori del Duke University Medical Center di Durham (USA) hanno scoperto che la caffeina contenuta nel caffé, tè e bibite gassate, seppure in piccola quantità, potrebbe aumentare il livello di zuccheri nelle persone affette da diabete di tipo 2.

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I risultati della ricerca che sarà pubblicata sulla rivista scientifica Diabetes Care di febbraio sono stati portati avanti dal prof. James Lane grazie ad un nuovo apparato diagnostico che ha consentito per la prima volta di tracciare l’andamento degli zuccheri nei pazienti durante l’arco della giornata, verificando che i livelli di glucosio nel sangue divengono molto più stabili e controllabili quando si elimina la caffeina dalla dieta.

Lo studio è condotto su una decina di soggetti affetti da diabete di tipo 2 che consumavano circa due tazze di caffé americano al giorno, facevano una giusta dieta, praticavano regolare esercizio fisico e assumevano alcuni farmaci per via orale.
Ogni paziente è stato dotato di un piccolo dispositivo portatile per la rilevazione dei livelli di glucosio nell’arco di 72 ore. Il ricercatore ha dato, inoltre, delle capsule, alcune contenti caffeina e altre riempite con un semplice placebo. La caffeina è stata infatti assunta a giorni alterni, in quan quantità equivalente a quattro tazzine di caffé. Colazione esclusa, i pasti erano a scelta dei pazienti.
Dai dati forniti dai rilevatori di glucosio, gli scienziati hanno scoperto che nei giorni in cui i pazienti avevano ingerito le capsule contenenti caffeina, i livelli di glucosio nel sangue erano aumentati di circa otto punti percentuali.
Dopo i pasti i valori aumentano: +9% a colazione, +15% dopo pranzo e +26% dopo cena.
James Lane conclude: “Ora l’indagine andrà effettuata su un numero maggiore di diabetici, e occorre comunque sottolineare che nelle persone sane il caffé non ha effetti collaterali come questo, e anche fra i diabetici potrebbero esserci persone più o meno ’sensibili’ agli effetti negativi legati al consumo massiccio di questa bevanda”.

di G.V.

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Un buon riposo notturno allontana il rischio di diabete di tipo 2

Mercoledì 9 Gennaio 2008

Ricercatori americani dell’University of Chicago Medical Center, hanno scoperto che disturbare le fasi più profonde del sonno determina una riduzione della capacità di regolare il livello di zucchero nel sangue e quindi aumenta il rischio di sviluppare un diabete di tipo 2.

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I risultati dello studio, pubblicati sul sito dei Proceedings of the National Accademy of Science, hanno evidenziato come gli effetti benefici di un sonno ristoratore influiscano sul benessere generale della persona e soprattutto sul soggetto affetto da diabete di tipo 2,che diventa resistente all’insulina o non riesce a produrne a sufficienza per regolare il livello di zucchero nel sangue.
L’esperimento è stato condotto su nove volontari di peso normale ed in buona salute tra i 20 e i 31 anni.
Gli studiosi hanno constatato che dopo tre giorni di sonno disturbato da rumori e quindi mai profondo, la capacità dei soggetti di regolare il tasso di zucchero nel sangue era diminuita del 25%.
Eve Van Caute, che ha diretto la ricerca spiega: “Dato che la riduzione dei periodi di sonno profondo sono tipici dell’invecchiamento e dei disturbi del sonno correlati all’obesità, come per esempio l’apnea ostruttiva, questi risultati suggeriscono che strategie miranti al miglioramento della qualità del sonno possano concorrere a prevenire o quanto meno a ritardare l’insorgenza del diabete di tipo 2 nella popolazione a rischio.”
I ricercatori osservano infine: “La diminuzione di sonno a onde lente che abbiamo indotto corrisponde al cambiamento nella struttura del sonno a cui si assiste dopo un invecchiamento di 40 anni. I giovani adulti passano nel sonno profondo dagli 80 ai 100 minuti per notte, mentre le persone oltre i 60 anni godono di meno di 20 minuti di sonno a onde lente per notte. Nell’esperimento abbiamo dato ai volontari ventenni il sonno dei loro futuri 60 anni”.

di G.V.

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La Nasa manderà in orbita il modulo Columbus il nuovo anno

Martedì 11 Dicembre 2007

Il lancio dello Shuttle Atlantis dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral in Florida, contente il modulo europeo Columbus, slitta al giorno 2 gennaio, data stabilita a causa di un’anomalia nel serbatoio del carburante.

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L’appuntamento del 6 dicembre è saltato poiché durante i controlli della navetta spaziale effettuati prima del volo si è riscontrato un malfunzionamento dei sensori posti sul serbatoio di alimentazione esterno dello shuttle, che contiene 2.273 milioni di litri di idrogeno e ossigeno liquidi necessari per la corsa di 8,5 minuti verso lo spazio.
I sensori fanno parte di sistema di backup che spegne i tre principali motori a idrogeno della navetta qualora in fase di decollo e in caso di perdita o altro problema il serbatoio restasse a secco.
Qualora una situazione simile dovesse verificarsi, l’efficiente funzionamento dei sensori sarebbe indispensabile, perché se i motori continuassero a funzionare il rischio di esplosione sarebbe altissimo.
Dopo la tragedia del Columbia nel 2003 e il cattivo funzionamento dei sensori avvenuto anche nel luglio del 2005, la Nasa prende tutte le dovute cautele.
Foto tratta da: www.esa.int

di G.V.

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La prossima missione spaziale manda in orbita il Columbus

Martedì 4 Dicembre 2007

Al Kennedy Space Center in Florida si preparano gli astronauti che prenderanno parte al lancio in programma per giovedì 6 dicembre alle 22:31 a bordo dello Shuttle Atlantis con il volo Sts-122.

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Il gruppo di sette astronauti porterà in orbita un laboratorio scientifico europeo, il Columbus, che aggancerà alla Stazione Spaziale Internazionale sabato prossimo. L’Italia darà il proprio apporto al progetto, grazie al modulo che rimarrà all’esterno della stazione orbitante costruito dalla “ Carlo Gavazzi Space”.
Whitson, il comandante della stazione spaziale, ha già portato a termine altre tre passeggiate nello spazio e un altro seguirà nel mese di gennaio con il laboratorio giapponese Kibo. Infatti la Nasa deve ancora compiere 10 voli per portar a termine la costruzione della stazione orbitale dal valore di 100 miliardi di dollari e che coinvolge 16 paesi.
L’operazione che aggancia il Columbus alla ISS fornirà gli astronauti di apparecchiature che permetteranno di condurre ricerche scientifiche e tecnologie anche in assenza di gravità. Sarà pertanto possibile effettuare esperimenti nel campo della scienza dei materiali, della medicina, della biologia e della tecnologia.

di G.V.

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Missione compiuta: atterraggio perfetto dello Shuttle Discovery

Giovedì 8 Novembre 2007

Si è conclusa alle ore 19,01 con l’atterraggio al Kennedy Space Center di Cape Canaveral in Florida, la missione Esperia, che ha portato lo Shuttle Discovery in orbita per agganciare il Nodo 2 alla ISS preparando così la strada ad una futura espansione della base orbitante.

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Sebbene l’atterraggio sia stato complesso ( mezz’ora prima di toccare il suolo lo Shuttle procedeva ad una velocità di 27.330 Km orari, cioè 15 volte quella del suono), esso ha siglato la giusta conclusione di un’avventura fantastica ed emozionante in cui non sono mancanti gli imprevisti, dai danni causati da due micrometeoriti allo strappo del pannello solare.
E’ doveroso ricordare tutti astronauti che hanno partecipato alla missione: la comandante , Pamela Melroy, il pilota George Zamka, Scott Parazynski, Doug Wheelock, Stephanie Wilson, Clayton Anderson, che ha lavorato sulla stazione spaziale per cinque mesi e infine l’astronauta italiano Paolo Nespoli, regista delle quattro passeggiate spaziali della missione.
Dopo i dovuti festeggiamenti per l’esito positivo della missione, gli astronauti hanno effettuato i controlli medici e salutato le famiglie.
Il prossimo atto aprirà il sipario il 6 dicembre quando sarà trasferito sulla ISS il laboratorio europeo Columbus che viaggerà con la nuova missione dello Shuttle Atlantis che partirà nuovamente dalla Florida.
Foto tratta da: space.com

di G.V.

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