Blog Network Social Network Cercasi collaboratori!

Il corteggiamento è una questione di testa o meglio di alcuni neuroni del cervello

Sabato 13 Settembre 2008

Sapere o volere corteggiare è un fatto di testa. E’ questo in sintesi quello che un gruppo di ricercatori giapponesi ha scoperto individuando dei neuroni responsabili del corteggiamento.

il-corteggiamento-e-una-questione-di-testa-o-meglio-di-alcuni-neuroni-del-cervello Il corteggiamento è una questione di testa o meglio di alcuni neuroni del cervello

Individuare l’oggetto del desiderio e sfoderare le armi per portar a termine la conquista avrebbe a che fare, solo in un secondo tempo, col carattere.

Come si legge su “Neuron“, si tratta di una ventina di cellule nervose collocate della regione dorsale posteriore del cervello.

Il team dell’Hokkaido University of Education ha effettuato gli esperimenti sono stati sui moscerini della frutta, maschi e femmine, modificandone all’accorrenza alcuni gruppi di cellule nel cervello.

Gli esperti si sono concentrati sui neuroni che esprimono il gene fruitless (fru) che agisce in parallelo con un altro gene chiamato doublesex (dsx), che gestiscono l’organizzazione dei centri cerebrali del comportamento sessuale.

Pubblicato in Biologia, News | Nessun Commento »

Sindrome di Down: individuati segni già nelle staminali embrionali

Sabato 6 Settembre 2008

Un gruppo di esperti di diverse nazionalità ha scoperto che i segni della sindrome di Down sono prensenti già a livello delle cellule staminali embrionali.

sindrome-di-down-individuati-segni-gia-nelle-staminali-embrionali Sindrome di Down:  individuati segni già nelle staminali embrionali

I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista ”American Journal of Human Genetics”, potrebbero aprire le porte a terapie capaci di alleviare gli effetti della malattia, grazie all’intervento durante i primi anni vita ossia quando il cervello è ancora in fase di sviluppo e quindi più duttile.

I ricercatori hanno tenuto sotto osservazione alcune staminali embrionali di topi geneticamente modificati e portatori di una copia del cromosoma umano 21.
Ne consegue la scoperta della presenza di questo cromosoma ‘extra’ in coloro che hanno la sindrome di Down, che interferisce negativamente con la regolazione di un gene chiamato Rest.
Quest’ultimo, a sua volta disturba gli altri geni che controllano il normale sviluppo delle staminali embrionali.

E’ stato rilevato inoltre che è il gene Dyrk1a, presente nel cromosoma 21, che innesca questo meccanismo di disturbo.

Pubblicato in Biologia, Medicina | Nessun Commento »

Un’accurata cernita dei ricordi durante il sonno

Martedì 19 Agosto 2008

Una ricerca pubblicata su Psychological Science e condotta da ricercatori di Beth Israel Deaconess Medical Center e Boston College rivela che durante il sonno, il cervello riorganizza i ricordi dando priorità a quelli più importanti.

un-accurata-cernita-dei-ricordi-durante-il-sonno Unaccurata cernita dei ricordi durante il sonno

Agli 88 volontari che si sono sottoposti alla sperimentazione, gli studiosi hanno mostrato diverse immagini, alcune rappresentanti per esempio una macchina parcheggiata lungo una strada, altre, invece, ritraevano scene di maggior impatto emotivo come un incidente.

Ha fatto seguito un test per verificare la qualità dei ricordi e una divisione dei volontari in tre gruppi, in cui i primi dovevano stare svegli per 12 ore di seguito, i secondi dormire per 12 ore mentre agli ultimi è stato chiesto di ricordare le immagini 30 minuti dopo la visione.

E’ emerso che i volontari rimasti svegli per 12 ore avevano dei ricordi vaghi in merito alle scene “negative”, al contrario di coloro che avevano dormito, che invece ricordavano con maggiore chiarezza le medesime scene.
In pratica è come se i ricordi delle persone che avevano dormito per 12 ore erano paragonabili a quelli di coloro che avevano risposto alle domande nei 30 minuti successivi alla prima visione.

La coordinatrice della ricerca, Jessica Payne, spiega che una buona qualità del sonno aiuta il cervello a selezionare i ricordi da conservare e quelli da scartare: saranno prescelti solo i più importanti dal punto vista emotivo.

Questa studio va oltre la conoscenza odierna sul fatto che il sonno consolidi le procedure operative per evidenziare una relazione tra il sonno e i ricordi legati alle emozioni.

Gli esperti spiegano che questo processo potrebbe essere lo stesso che sta alla base della memoria selettiva: per tale motivo la vittima di un’aggressione ricorda spesso l’arma del crimine ma conserva solo vaghi ricordi dei particolari della scena.

Pubblicato in News, Psicologia | 1 Commento »

Sclerosi laterale amiotrofica: da cellule della pelle a motoneuroni

Lunedì 4 Agosto 2008

Un team di ricercatori della Harvard Stem Cell Insitute e del Center for Motor Neuron Biology and Disease della Columbia University di New York è riuscito a riprogrammare le cellule della pelle di un paziente affetto da sclerosi laterale amiotrofica in motoneuroni.

sclerosi-laterale-amiotrofica-da-cellule-della-pelle-a-motoneuroni Sclerosi laterale amiotrofica:  da cellule della pelle a motoneuroni

Lo studio, guidato da Kevin Eggan della Harvard Stem Cell Institute e pubblicato su Science rapprenta un passo importante verso la comprensione di questa malattia.

La SLA, sclerosi laterale amiotrofica, è una malattia degenerativa e progressiva del sistema nervoso che colpisce selettivamente le cellule responsabili del trasferimento dei segnali del cervello al midollo spinale e a tutti gli altri nervi del corpo.

Nello specifico, i motoneuroni, che trasferiscono i comandi ai muscoli, intaccati dalla malattia, inducono ad una progressiva paralisi dei pazienti.

Il processo di riprogrammazione cellulare potrebbe ora essere impiegato in futuro per avere cellule staminali su misura di pazienti malati.
Per la ricreca gli studiosi hanno prelevato alcune cellule della pelle di due persone malate di Sla e le hanno indotte a regredire fino a tornare allo stadio di cellule staminali inserendo all’interno del nucleo quattro geni specifici. Gli stessi che sono poi stati attivati per far ricrescere le cellule staminali e trasformarle in motoneuroni.

Questa scoperta offre un ottimo punto di partenza per proseguire le ricerche di laboratorio.

Pubblicato in News | Nessun Commento »

Dai pomodori geneticamente modificati un vaccino contro il morbo di Alzheimer

Venerdì 11 Luglio 2008

I pomodori geneticamente modificati potrebbero esser usati come vaccino per curare il morbo di Alzheimer.
Questo studio si sta attuando presso il Korea Research Institute of Bioscience and Biotechnology (KRIBB) di Seoul, mentre alcuni particolari sulla ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Biotechnology Letters.

da-pomodori-geneticamente-modificati-un-vaccino-contro-il-morbo-di-alzheimer Dai pomodori geneticamente modificati un vaccino contro il morbo di Alzheimer

I ricercatori coreani, coordinati da HyunSoon Kim, hanno inserito il gene della proteina che causa l’Alzheimer, la beta amiloide, nel Dna della pianta del pomodoro al fine di realizzare un vaccino.
Questo è stato sperimentato poi in laboratorio su topoplini a cui è stata somministrata settimanalmente una mini porzione del pomodoro OGM.
Passate tre settimane, i ricercatori hanno prelevato dalle cavie alcuni campioni di sangue per effettuare l’analisi.
Stando ai risultati i pomodori sarebbero riusciti a stimolare il sistema immunitario dei topolini sviluppando degli anticorpi in grado di neutralizzare la proteina responsabile dell’insorgenza del morbo di Alzheimer.

Al momento, anche se i farmaci in commercio rallentano il decorso della malattia, non possono però prevenirla o arrestarla.
Ma se i risultati della ricerca coreana saranno confermati, si potrebbe avere una cura in grado di impedire la formazione di nuove placche di proteina beta amiloide nel cervello bloccando così la malattia neurodegenerativa. In base a quanto si è visto finora però, se già conclamata, la malattia non potrà regredire.

Pubblicato in Chimica, Medicina, Salute | 2 Commenti »

Se stimolato il cervello cresce anche a 50 anni

Giovedì 10 Luglio 2008

Ricercatori dell’università di Amburgo e dell’Ospedale universitario di Jena hanno hanno dimostrato, tramite un loro studio, che il cervello, se tenuto attivo con stimoli sempre nuovi, continua a svilupparsi e a crescere anche a 50 anni.

se-stimolato-il-cervello-cresce-anche-a-50-anni Se stimolato il cervello cresce anche a 50 anni

I risultati, pubblicati sulla rivista «Journal of Neuroscience», sono emersi grazie ad una ricerca effettutata su 44 adulti, tra i 50 e i 67 anni, a cui è stato chiesto di apprendere giochi di prestigio.
Sono stati necessari tre mesi continui di prove per arrivare al risultato: le regioni cerebrali accresciute con i giochi di prestigio sono state l’ippocampo, l’area preposta all’apprendimento e che può produrre nuove cellule cerebrali, e il “nucleus accumbensâ€, l’area cerebrale coinvolta nel piacere.
L’interruzione degli esercizi, invece, ha comportato una leggera diminuzione di “materia grigiaâ€.

Arne May, direttore dello studio, spiega: «L’esperimento mostra che le trasformazioni cerebrali non si limitano esclusivamente ai giovani. La struttura anatomica del cervello adulto può cambiare anche in età molto avanzata».

Bisogna tenersi, però, continuamente in allenamento con esercizi di memoria.

In un precedente studio, pubblicato su “Natureâ€, il team di studiosi dimostrava che dopo il processo di maturazione, considerato chiuso a vent’anni, il cervello è in condizioni di continuare a crescere. Adesso, l’attuale ricerca va oltre, dimostrando che il processo può continuare dopo i 50 e i 60 anni.

Pubblicato in Biologia, Salute | Nessun Commento »

Presto l’emicrania si spegnerà con il telecomando

Lunedì 30 Giugno 2008

Presto l’emicrania si potrà spegnere come la Tv grazie ad un “telecomando”, ossia un dispositivo portatile per stimolare in modo indolore e non invasivo il cervello, utilizzabile all’occorrenza autonomamente dal paziente.

presto-lemicrania-si-spegnera-con-il-telecomando Presto lemicrania si spegnerà con il telecomando

E’ stato già testato con successo presso la Ohio State University (USA) su molti pazienti americani per prevenire, al momento, l’emicrania preceduta da ’sintomi premonitori’ come flash luminosi, stelline, abbassamenti visivi.

Il dispositivo basato sulla Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS), è stato presentato al meeting annuale della American Headache Society (società americana per lo studio delle cefalee) tenutosi a Boston.

A differenza del comune mal di testa, l’emicrania, che si ritiene causata da ipereccitabilità neurale, si manifesta con attacchi di dolore intenso e pulsante che colpiscono di solito una parte della testa, per poi diffondersi alla fronte, agli occhi, al viso e alla mascella. Il dolore si accompagna a nausea, vomito, fotofobia, intolleranza al rumore, difficoltà nel linguaggio. La durata degli attacchi varia da due ore fino a tre giorni.

In Italia ne sono colpiti sei milioni di persone, ma molti sono coloro che non sanno di avere una vera e propria malattia e quindi si affidano a cure ‘fai-da-te’ che possono procurare dipendenza o addirittura peggiorare il problema.

Contro l’emicrania gli esperti avevano constato l’efficacia della TMS, una procedura indolore e non invasiva da anni usata per studiare e modificare l’attività del cervello, che trova già impiego in numerose patologie come la depressione. Essa manda al cervello campi elettromagnetici che ne modificano l’attività spegnendo o attivando determinate aree neurali.

Tuttavia lo strumento per la TMS è disponibile negli ospedali e non rappresenta certo una pratica “fai da te”.
Così la ditta californiana NeuraLieve ha realizzato il dispositivo portatile e il neurologo Yousef Mohammad dell’ateneo Usa l’ha sperimentato con successo su 164 pazienti confrontando l’efficacia della stimolazione con una finta stimolazione (placebo).
L’idea è quindi che un giorno il paziente, riconoscendo i ’sintomi premonitori’ dell’emicrania, si ‘autosomministri’ la stimolazione con lo strumento portatile e in questo modo sia in grado di prevenire l’attacco, senza dover ricorerre a medicine.

Pubblicato in Salute, Tecnologia | Nessun Commento »

Ecco dove sta il senso dell’avventura e la propensione alla novità

Giovedì 26 Giugno 2008

I ricercatori inglesi del Wellcome Trust Centre for Neuroimaging dell’University College di Londra hanno scoperto l’area cerebrale sede del senso dell’avventura e della ricerca della novità grazie ad uno studio che è stato pubblicato sulla rivista scientifica “Neuronâ€.

ecco-dove-sta-il-senso-dell-avventura-e-la-propensione-alle-novita Ecco dove sta il senso dellavventura e la propensione alla novità

Gli studiosi britannici hanno “fotografato†l’area del cervello grazie ad alcuni volontari, alle prese con una serie di immagini da selezionare nella speranza di vincere dei premi.

Nonostante vi fossero delle foto familiari, il campione si mostrava spesso propenso a optare per le foto meno note anche se il rischio di vincere dei premi fosse teoricamente meno sicuro.

Grazie alla risonanza magnetica, i ricercatori hanno scoperto che quando la scelta cadeva su un’opzione nuova, nella testa dei volontari si accendeva lo striato ventrale, una delle regioni più antiche del cervello.

La ricercatrice Bianca Wittmann spiega: «Optare per esperienze nuove e non familiari è un tendenza fondamentale in esseri umani e animali. Ha senso provare le novità perchè, alla lunga, possono rivelarsi più vantaggiose».

Se la scelta si rivela vantaggiosa, nel cervello si rilasciano neurotrasmettitori come la dopamina che fanno sentire bene. L’area del cervello individuata dai ricercatori britannici è cruciale in questo meccanismo. Infine conclude la Wittmann: «a spingerci verso le novità sarebbe proprio un legame tra lo striato ventrale e l’ormone del benessere».

Pubblicato in Biologia | Nessun Commento »

Spezie e insaporitori alleati della dieta

Venerdì 20 Giugno 2008

Uno studio presentato al meeting annuale della Endocrine Society, in corso a San Francisco conferma, tramite dati, che l’uso di spezie e ‘insaporitori’ sul cibo sia una mossa vincente durante la dieta.

usa-spezie-e-insaporitori-alleati-della-dieta Spezie e insaporitori alleati della dieta

I ricercatori della Smell & Taste Treatment and Research Foundation di Chicago coordinati da Alan Hirsch hanno notato che i pazienti che perdono il senso del gusto e/o dell’olfatto in seguito a traumi salgono significativamente di peso nei mesi successivi.

Così hanno preso in esame 2436 adulti sovrappeso od obesi, ai quali per 6 mesi sono stati somministrati cibi arricchiti di ‘insaporitori’ in cristalli senza sale e senza zucchero o cibi normali.

I risultati hanno evidenziato una perdita di peso corporeo nel gruppo che ha mangiato cibi ‘insaporiti’ maggiore del 15 per cento, rispetto all’altro al 2 dell’altro.

Hirsch commenta: “I sapori e i profumi molto forti attivano i meccanismi della sazietà prima. Il cervello a quel punto riceve il messaggio dello stomaco: Sono pieno! Ecco perché il primo boccone di un piatto è sempre più gradevole dell’ultimoâ€.

Pubblicato in Nutrizione | Nessun Commento »

I “neuroni specchio” spiegano l’eccitazione maschile dinanzi a film porno

Martedì 17 Giugno 2008

L’erezione maschile, di fronte a scene di film hard, ha origine prima nel cervello.
Lo afferma Harold Mouras dell’Università di Picardie Jules Verne di Amiens (Francia), che, insieme ai suoi colleghi ha pubblicato sulla rivista NeuroImage, i risulatati della loro ricerca mirante a comprendere il meccanismo cerebrale su cui si basa l’erezione indotta visivamente.

i-neuroni-specchio-spiegano-leccitazione-maschile-dinanzi-a-film-porno I neuroni specchio spiegano leccitazione maschile dinanzi a film porno

Le conclusioni a cui il gruppo di studiosi sono giunti si chiamano «neuroni specchio», cellule nervose che vengono attivate in modo specifico quando si compiono delle azioni o si guarda qualcuno che le compie.

Per l’esperimento, gli scienziati hanno misurato gli effetti di diverse immagini sull’attività cerebrale e su altri organi di otto uomini cui sono stati fatti vedere tre diverse tipologie di filmati: un documentario sulla pesca, uno sketch del personaggio comico Mr. Bean e una pellicola porno.

Mentre i volontari guardavano le proieizioni una risonanza magnetica funzionale registrava l’attività dei loro cervelli e il pletismografo penile, misurava la tumescenza del loro pene.
Come previsto, l’erezione è arrivata quando gli uomini vedevano il film hard.

Incrociando le informazioni della risonanza magnetica e del pletismografo, al fine di osservare la correlazione tra meccanismo cerebrale ed erezione, sono giunti alla conclusione che: «Il volume dell’organo sessuale maschile è risultato proporzionale alla potenza dell’attivazione di un’area del cervello specifica: il pars opercularis, nell’area di Broca dove appare l’attivitá dei neuroni specchio» e che «l’attivazione dei neuroni, e dunque di quell’area specifica cerebrale, precede l’eccitazione e l’erezione automatica. Più o meno come se quelle cellule cerebrali rappresentassero una sorta di telecomando del processo di erezione».

Pubblicato in News, Sessuologia | Nessun Commento »