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Grazie al progetto My Future, pannelli fotovoltaici in sei scuole italiane

Giovedì 18 Settembre 2008

Sei scuole di Agrigento, Comacchio, Grosseto, La Spezia, Palermo e Pesaro hanno aderito al progetto “My Future”, un’iniziativa Vodafone, Enel e Legambiente che hanno collaborato per sostenere l’impianto di pannelli solari sui tetti degli edifici per produrre energia, risparmiare ed abbassare i livelli di anidride carbonica nell’aria.

my-future-pannelli-solari-scuole1 Grazie al progetto My Future, pannelli fotovoltaici in sei scuole italiane

Questi pannelli sono capaci di produrre mediamente oltre 7.000 kilowattora all’anno, riducendo in 12 mesi l’emissione di circa 5 tonnellate di Co2 nell’atmosfera.

Con la campagna “Il tuo telefonino ha ancora tanta energia“, Vodafone ha raccolto in tutta Italia telefoni cellulari usati per devolvere il ricavato al piano “My Future“. Legambiente ha individuato invece le scuole adatte, mentre sarĂ  Enel.si (societĂ  del Gruppo Enel che realizza, impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili) si occupa di installare i pannelli.

Il Gruppo Vodafone fa sapere che si è proposto di ridurre del 50% delle emissioni di CO2 entro il 2020 e che sul sito www.myfuture.vodafone.it si può seguire il telefonino durante il suo percorso di rigenerazione.

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Il riciclo del vecchio cellulare crea energia pulita nelle scuole

Venerdì 9 Maggio 2008

Con lo slogan «Il tuo telefonino ha ancora tanta energia» parte il 12 la campagna della Vodafone, con il contributo di Enel e Legambiente, per la raccolta e rigenerazione dei telefoni non più utilizzati: il progetto contribuirà alla realizzazione di impianti fotovoltaici nelle scuole d’Italia.

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Gli edifici scolastici saranno individuati insieme a Legambiente, mentre Enel con l’ausilio di Enel.si si occuperà dell’installazione dei pannelli fotovoltaici. Ogni impianto fotovoltaico installato produrrà mediamente oltre 7 mila kilowattora all’anno e ridurrà l’emissione in atmosfera di circa 5 tonnellate di CO2 all’anno (corrispondente all’anidride carbonica emessa da un’automobile che percorre 1100 km o dal consumo di 3 barili di petrolio). In questo modo le scuole risparmieranno sulla bolletta e potranno decidere per quali altri fini utilizzare i risparmi.

La raccolta e la rigenerazione dei telefoni sono a cura di Primatech Service azienda specializzata in soluzioni integrate per la gestione dell’intero ciclo di vita dei prodotti elettronici.

Non solo i clienti Vodafone, potranno prender parte all’iniziativa, la cui raccolta avverrà oltre che nei negozi, anche durante il «recycling tour», che attraverserà l’Italia in dieci tappe.
In cambio del vecchio cellulare si riceveranno tre lampadine a basso consumo messe a disposizione da Enel.si.

I clienti Vodafone possono contribuire anche inviando un sms di 3 euro al numero 48535.
Per maggiori informazioni consultare il sito www.myfuture.vodafone.it

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Presentato oggi Ambiente Italia 2008, il rapporto annuale di Legambiente, interamente dedicato alla sfida energetica e climatica

Venerdì 15 Febbraio 2008

Peggiora l’efficienza energetica,aumentano i consumi dei trasporti, diminuiscono le tasse sull’inquinamentoSi allontana il rispetto degli impegni di Kyoto, peggiora l’efficienza energetica, aumentano i consumi dei trasporti, diminuisce la tassazione ambientale, le rinnovabili sono in crescita, ma restano sotto la media europea.

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Nelle politiche energetiche e nella lotta al cambiamento climatico, insomma, l’Italia è indietro. Ma ce la può fare. Il rapporto Ambiente Italia 2008 di Legambiente, Scenario 2020: le politiche energetiche dell’Italia, dimostra che, cifre alla mano, anche da noi è possibile realizzare gli obiettivi fissati dalla Ue al 2020 per il potenziamento dell’efficienza energetica, la diffusione delle fonti rinnovabili e la riduzione delle emissioni di gas serra. L’edizione 2008 di Ambiente Italia, l’annuale rapporto di Legambiente edito da Edizioni Ambiente (256 pagine, 18 euro), è interamente dedicata all’energia e alla lotta al cambiamento climatico. Con tutti i numeri italiani ed europei sui consumi energetici, le fonti rinnovabili, le emissioni di CO2, i costi e le tassazioni energetiche, suddivisi in 30 indicatori. Una nuova sezione del volume presenta invece una rassegna di buone pratiche, dalla Germania alla Grecia, passando ovviamente per l’Italia. Interventi che mostrano come gli obiettivi della strategia europea “20-20-20” a tutela del clima non siano utopistici, ma già raggiungibili con le tecnologie a disposizione. Anche nel nostro Paese.

Il ruolo che l’Unione Europea si è candidata a svolgere sul palcoscenico internazionale, con la decisione di as­sumere chiari e vincolanti obiettivi per il 2020 (-20% di riduzione di CO2, aumento del 20% dell’efficienza energetica, 20% di energia da fonti rinnovabili) è infatti una novità fondamentale degli ultimi mesi. Ambiente Italia 2008 è stato presentato questa mattina a Roma dal presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, da Roberto Della Seta, della segreteria di Legambiente e da Duccio Bianchi, della direzione di Ambiente Italia. I numeri parlano chiaro: nello scorso decen­nio, in Italia, tutti gli indicatori energetici e quelli relativi alle emissioni climalteranti hanno mostrato un segno contrario alle speran­ze di un’evoluzione verso una economia più efficiente e rin­novabile.

- crescono le emissioni di gas serra, giunte nel 2005 a oltre 580 milioni di tonnellate di CO2 equivalente (+ 0,3% sull’anno precedente), ma nei due anni successivi si registra finalmente una lieve inversione di tendenza;

- siamo il terzo paese europeo per emissioni (eravamo il quinto nel 1990 e il quarto nel 2000);

- mentre l’Unione Europea ha ridotto del 7,9% le proprie emissioni rispetto al 1990 (nell’Europa a 15 sono scese del 3%), l’Italia le ha viste crescere del 12,1%, soprattutto a causa dell’aumento dei consumi per trasporti (+27%), della produzione di energia elettrica (+16%) e della produzione di riscaldamento per usi civili (+21%);

- le nostre emissioni procapite di gas climalteranti sono, sia pure di poco, superiori alla media europea e circa il doppio della media mondiale;

- l’intensità di emissioni di CO2 rispetto alla ricchezza prodotta (misurata come Pil) è aumentata in Italia del 2% tra il 2000 e il 2005; rispetto al 1990 per ogni milione di euro (a valori costanti) le emissioni di CO2 sono diminuite in Italia del 7%, mentre in Germania e negli Stati Uniti sono scese del 24%, in Gran Bretagna del 33% e in Cina del 44%.

da: legambiente.eu

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Parte la settimana WWF per Kyoto

Martedì 12 Febbraio 2008

Sarà una settimana di iniziative nel segno di Kyoto quella organizzata dal WWF per festeggiare il terzo anniversario della firma dell’importante trattato internazionale (16 febbraio). Prosegue così la Campagna del WWF GenerAzione Clima con iniziative che coinvolgeranno il grande pubblico ma anche associazioni, enti, aziende che possono contribuire a ridurre concretamente i gas serra nel nostro paese. Due le parole d’ordine: efficienza energetica e divulgazione del tema dei cambiamenti climatici in atto.

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“Questo 3° anniversario deve indurci all’ottimismo - commenta Michele Candotti, direttore generale del WWF Italia - Dagli Stati Uniti, che non hanno mai ratificato il Protocollo di Kyoto, arriva un segnale di svolta: i candidati dati per vincenti nelle primarie si sono espressi con chiarezza a favore di impegni precisi e vincolanti per il taglio delle emissioni di CO2, causa dell’aumento dell’effetto serra naturale e dei cambiamenti climatici in atto. Il mondo ha atteso quasi 10 anni, ma proprio il Protocollo di Kyoto ha rappresentato la pervicace volontĂ  di andare avanti e applicare tutte le soluzioni possibili. Ora tocca passare dalle parole ai fatti per cogliere la sfida della nuova rivoluzione industriale, giĂ  cominciata, e costruire un’economia a impatto zero. La sfida vale ancora di piĂą per l’Italia, dove invece di ridurre le emissioni del 6,5 % rispetto ai valori del 1990 entro il 2012 come previsto dal trattato. Fino ad oggi le emissioni sono invece aumentate di circa il 13%. SarĂ  anche questo un vero banco di prova per una Politica -a cominciare dalle prossime elezioni- e per un Economia davvero capaci di futuro”.

L’obiettivo che l’Italia si è posta per allinearsi con la richiesta dell’Unione Europea è di impegnarsi a tagliare le emissioni del 20% entro il 2020 - ma questo target di riduzione salirà al 30% quando, nel 2009, si concluderà un accordo globale per il post 2012, anno di scadenza del primo periodo di azione del Protocollo di Kyoto.

da: www.wwf.it

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Allevamenti e crescente consumo di carne sono tra le fonti principali dei gas serra

Domenica 3 Febbraio 2008

Secondo una recente relazione della FAO, gli allevamenti sono una delle principali cause dei problemi ambientali di oggi: alle emissioni di gas dei ruminanti durante la digestione si affiancano la continua deforestazione per aumentare le zone di pascolo e l’utilizzo di energia per gli impianti.
Nel rapporto la FAO comunica che gli allevamenti sono responsabili del 18% delle emissioni di gas serra misurate in anidride carbonica equivalente. Questo comprende il 9% delle emissioni di anidride carbonica, il 27% del metano e 65% dell’ossido di azoto. In totale, queste superano le emissioni causate dai mezzi di trasporto.

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Tali cifre, e quindi le emissioni di questi gas, potrebbero aumentare con un crescente consumo di prodotti derivati dagli allevamenti. In vista dell’aumento del benessere e della prosperità i dati sul consumo di carne negli ultimi decenni sono aumentati esponenzialmente tanto da rendere il settore dell’agricoltura e degli allevamenti quello con la crescita più alta. E’ stato calcolato che solo in Italia si consumano ben 90 chili di carne pro capite all’anno.

Alcuni propongono come soluzione una netta diminuzione dei consumi di carne, o meglio ancora, l’adozione di una tipologia di alimentazione vegetariana che ridurrebbe le emissioni dei gas serra piĂą velocemente rispetto alla diminuzione dell’uso dei combustibili fossili (il turnover per gli allevamenti è piĂą breve rispetto a quello per le automobili e per le centrali elettriche).
A tal proposito alcuni ricercatori dell’UniversitĂ  di Chicago hanno paragonato l’impatto sul riscaldamento globale di coloro che mangiano carne rispetto ai vegetariani, scoprendo che la una comune dieta americana produce 1.5 tonnellate in piĂą di CO2-equivalente all’anno, sotto forma di tutti i gas serra.

Noam Mohr spiega nella sua relazione che “anche se oggi fossero disponibili delle fonti di combustibile a emissione zero, occorrerebbero parecchi anni per costruire e lentamente sostituire le grandi infrastrutture dalle quali dipende la nostra economia attuale”.
Anche in questo caso la soluzione giusta è la via di mezzo: basta affiancare a macchine che riducono le emissioni annue di CO2 un uso morigerato di carne.

di G.V.

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Google.org in prima linea contro il cambiamento climatico, la povertĂ  e la diffusione delle malattie

Lunedì 21 Gennaio 2008

Google.org, il braccio filantropico di Google, usa il potere dell’informazione e della tecnologia per aiutare a migliorare la qualitĂ  della vita delle persone, sviluppando e investendo in strumenti e partnership che aiutano a portare la conoscenza condivisa ad avere un peso sulle piĂą urgenti sfide mondiali in campo di cambiamenti climatici, sviluppo economico e salute globale.

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Google.org, sosterrĂ  con 25 milioni di dollari iniziative che si occupano di grandi problemi sociali.
Cinque, sono le aree di intervento sulle quali Google.org intende soffermarsi.

Prevedere e Prevenire
Interventi mirati nel sud-est asiatico e nell’Africa tropicale per rafforzare i sistemi di monitoraggio dei cambiamenti climatici, primo fattore alla base di siccitĂ  e malattie infettive, in modo da prevenire future epidemie.

Informare e consentire di migliorare i servizi pubblici
Migliorare il flusso di informazioni in India e Africa Orientale a sostegno dei servizi offerti ai cittadini (istruzione, sanitĂ , acqua ed adeguate condizioni igieniche).

Sostenere la crescita delle piccole e medie imprese

Creare un business plan per aiutare gli imprenditori in Ghana e Tanzania.

Sviluppare energia da fonti rinnovabili ad un costo inferiore rispetto al carbone
Conosciuto anche come progetto RE.

Accelerare la commercializzazione di veicoli “Plug-In”
L’obiettivo ultimo è ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera, incentivando l’adozione di veicoli ibridi “plug-in”.

Maggiori informazioni sui progetti in corso sono disponibili all’indirizzo: www.google.org

da: googleitalia.blogspot.com

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Auto piĂą ecocompatibili, biocarburanti anche in Formula 1

Mercoledì 16 Gennaio 2008

Il Parlamento Europeo ha approvato con 607 voti favorevoli, 76 contrari e 14 astensioni la relazione di Georgios CHATZIMARKAKIS (ALDE/ADLE, DE) che risponde alla posizione della Commissione in merito alle raccomandazioni sulle politiche e sulla normativa nel settore automobilistico per accrescerne la competitivitĂ , migliorare la sicurezza e la protezione dell’ambiente, formulate dal gruppo di alto livello CARS 21. I deputati sottolineano anzitutto che l’industria automobilistica dell’UE rappresenta uno dei suoi settori economici piĂą importanti, con una produzione annua di 19 milioni di veicoli e 2,3 milioni di addetti diretti e altri 10 milioni nell’indotto. Si compiacciono quindi della relazione finale di CARS 21 e della comunicazione della Commissione che, a loro parere, «indicano la direzione della futura politica nel settore dell’automobile».

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Sottolineando il potenziale contributo del comparto auto europeo alla riduzione dell’inquinamento, il Parlamento chiede incentivi alla rottamazione, tassazione basata sulle emissioni, obiettivi vincolanti di riduzione delle emissioni di CO2 (dal 2015), sensibilizzazione dei conducenti e migliori infrastrutture. Ma occorre anche promuovere un maggiore ricorso a biocarburanti e motori ibridi, pure in Formula 1, il miglioramento della qualitĂ  dei carburanti e l’aumento dei fondi per la ricerca.

Il Parlamento chiede inoltre di completare il mercato interno delle auto, dalla vendita alla riparazione, ma anche delle multe. Bisogna poi ridurre e semplificare la normativa, ed eliminare gli oneri burocratici, migliorare la sicurezza stradale, nonchĂ© garantire una leale concorrenza internazionale e l’accesso ai mercati esteri.

da: europa.eu

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La foresta Amazzonica a rischio per la deforestazione e i cambiamenti climatici

Giovedì 6 Dicembre 2007

La notizia arriva dalla 13° Conferenza ONU sui cambiamenti climatici, tenuta a Bali, e viene rilanciata nel mondo dal WWf, perché si corra ai rimedi per salvare la foresta amazzonica definita, da sempre, il polmone verde del pianeta.

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Entro il 2030 la foresta potrebbe rilasciare una quantità enorme di CO2 dai 55,5 a 96,9 miliardi di tonnellate, più di due anni delle attuali emissioni globali di gas serra, minacciando, così, l’equilibrio climatico del pianeta. Lo studio è stato condotto al “Woods Hole Research Centre” in Massachussets dal prof. Dan Nepstad, Senior Scientist, che ha sottolineato l’importanza del mantenimento dell’area amazzonica, che rappresenta un immenso serbatoio di carbonio e una fonte preziosa per i processi di raffreddamento delle temperature.
Mariagrazia Midolla, responsabile del Programma clima del WWf Italia, informa che “L’accordo sul clima, il cosiddetto Kyoto Plus, in discussione a Bali, include misure tese a ridurre le emissioni generate dalle foreste”.
Come è noto, la conversione delle foreste in pascoli genera carbonio che finisce nell’atmosfera. Con l’aumento, inoltre, degli incendi e della siccità esso potrebbe aumentare raddoppiando le quantità già presenti. Se, ad esempio, in futuro si ridurranno le precipitazioni del 10 per cento , si avrà un ulteriore danneggiamento del 4 per cento delle foreste, con conseguenze di cui, ormai, conosciamo i gravi effetti.

di D.T.

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Con lo slogan “Alt ai cambiamenti climatici! Riduciamo la CO2″ parte la seconda settimana di educazione allo sviluppo sostenibile

Giovedì 1 Novembre 2007

Al grido ”Alt ai cambiamenti climatici! Riduciamo la CO2” parte dal 5 all’11 novembre la seconda settimana dello sviluppo sostenibile promossa dall’Unesco per ridurre le emissioni di anidride carbonica.
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Questa iniziativa s’inserisce all’interno della campagna per il ”decennio Onu dell’educazione allo sviluppo sostenibile 2005-2014” e promuove diverse iniziative in oltre 205 iniziative in piazze, scuole e palazzi istituzionali allo scopo di approfondire i temi quali i cambiamenti climatici e la riduzione dei gas nocivi, l’agricoltura, il turismo, e lo sviluppo sostenibile. La manifestazione di propone inoltre di sensibilizzare le coscienze e invitare i cittadini europei a cambiare abitudini volgendo sempre un occhio di riguardo all’ambiente.
A tal proposito Giovanni Puglisi, presidente della Commissione nazionale italiana dell’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, ribadisce che “ per ridare ossigeno al pianeta e scongiurare la catastrofe annunciata, occorre un immediato e concreto cambiamento degli stili di vita e dei sistemi produttivi”.
Il programma della settimana prevede: la proiezione in scuole, universitĂ  e biblioteche del documentario “Una scomoda verita” del premio Nobel per la Pace Al Gore; lezioni di Slow Food nelle scuole per conoscere il legame tra il consumo di cibo e l’emissione di gas nocivi nell’atmosfera; il lancio di numerose campagne delle organizzazioni ambientaliste, come quella del Wwf “GenerAzione Clima” sul tema del risparmio energetico; percorsi e visite guidate in aree protette e ‘case ecologiche’.
Per avere maggiori informazioni a proposito si consiglia di consultare il sito: www.unescodess.it

di G.V.

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Catturare e far Sparire l’ Anidride Carbonica CO2

Domenica 7 Ottobre 2007

L’Italia non potendo utilizzare l’energia nucleare, per fornire energia, deve puntare tutto sui combustibili fossili, tuttavia da questo tipo di fonte si forma un enorme quantitĂ  di anidride carbonica, principale imputato dell’effetto serra. Per ovviare a questo problema è possibile utilizzare la tecnica di “cattura e sequestro del CO2″, vuol dire prendere la sostanza incriminata e “nasconderla” in serbatoi naturali, in genere ex giacimenti di gas svuotati.

Il governo ritiene che gli arbitri della strategia debbano essere i grossi operatori tipo Enel, ma è persuaso che la loro azione vada sostenuta da un piano di incentivi coordinato fra stati e Unione europea. E’ con questo in mente che il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani (che oggi a Bruxelles vede lo sceriffo Antitrust Neelie Kroes) ha scritto ad Andris Piebalgs, responsabile Ue per l’Energia, per illustrare la sua ricetta anti-Co2. Nella lettera, di cui La Stampa ha letto una copia, l’esponente del governo definisce la via della cattura e dello stoccaggio dell’anidride carbonica “come soluzione promettente per garantire la sostenibilitĂ  ambientale della produzione elettrica”.

A tal fine, spiega, “occorre perseguire un mix equilibrato delle fonti”, tenendo a mente l’esigenza di “rendere compatibili i combustibili fossili con la riduzione delle emissioni serra”. Bersani ricorda che l’Italia lavora al dossier dal 2003 e sottolinea come l’Enel, in particolare, si sia dimostrata “particolarmente attiva” sul fronte della “cattura post-combustione” e della “combustione in ossigeno”, per le quali è giĂ  prevista la realizzazione di impianti dimostrativi.

Dice il ministro: è la strada da seguire, con azioni “opportunamente incentivate”. Lo si potrebbe fare con delle direttive per lo scambio di quote di emissione dei gas serra. (fonte: lastampa)

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