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Chili ripresi dopo la dieta? Arriva la pillola blocca peso

Venerdì 8 Agosto 2008

Sarà successo sicuramente a molti di interrompere una dieta e di rimpredere tutti i chili persi, talvolta anche con gli interessi. Per ovviare a questo sgradevole problema si sono attivati i ricercatori dell’Università di Liverpool e hanno scoperto l’esistenza di una pillola in grado di ‘congelare’ il peso raggiunto dopo aver fatto la dieta.

chili-ripresi-dopo-la-dieta-arriva-la-pillola-blocca-peso2 Chili ripresi dopo la dieta? Arriva la pillola blocca peso

La “lieta” notizia, pubblicata sulla rivista Mechanisms of Ageing and Development, spiega che la pillola è un integratore alimentare chiamato ‘acido alfa-lipoico’ già disponibile in commercio, perchè capace di rallentare l’invecchiamento grazie al suo elevato contenuto di antiossidanti.

Gli studiosi che hanno studiato il suo effetto su dei topolini, hanno verificato che, oltre a non esser ingrassate, le cavie hanno allungato la propria vita fino al 40 per cento in più.

Manco a dirlo, le ricerche necessitano di approfondimenti poichè i benefici anti-età sono svaniti quando i topolini hanno ripreso a mangiare normalmente.

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Broccoli, l’”arma” che a tavola contrasta i danni del diabete

Giovedì 7 Agosto 2008

Una ricerca condotta da studiosi della University of Warwick e riportata su Journal of Diabetes rivela che mangiare verdura e broccoli in particolare potrebbe curare i danni causati dal diabete ai vasi sanguigni del cuore.

broccoli-arma-che-a-tavola-contrasta-i-danni-del-diabete1 Broccoli, larma che a tavola contrasta i danni del diabete

Il segreto sarebbe in un composto che si trova nei broccoli, il sulforafano. Questo stimola la produzione di enzimi che proteggono i vasi sanguigni e riduce le molecole che causano gravi danni alle cellule.

Era già risaputo che le verdure della famiglia delle crucifere, cui appartengono anche i broccoli, apportano notevoli benefici all’organismo tanto che i consumatori abituali hanno un rischio inferiore di infarto e ictus.
I pazienti diabetici hanno un rischio cinque volte maggiore delle persone sane di sviluppare malattie cardiovascolari, a causa dei danni ai vasi sanguigni.

I ricercatori hanno dimostrato che il sulforafano induce una riduzione del 73% di una particolare molecola conosciuta come ROS (Reactive Oxygen Species). I ROS sono molecole instabili di ossigeno, innescate nell’organismo da un certo numero di fattori ambientali e di abitudini igieniche. L’iperglicemia, una condizione tipica del diabete, può provocare l’innalzamento dei livelli del ROS anche di tre volte sopra la norma. L’integrazione di broccoli nella dieta può quindi avere un effetto benefico per i pazienti affetti da diabete in quanto contrasta l’innalzamento dei livelli del ROS.

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Dieta in gravidanza: il bambino sarà ciò che mangia la madre

Mercoledì 2 Luglio 2008

Uno studio del Royal Veterinary College e del Wellcome Trust di Londra, pubblicato sulla rivista “The Journal of Physiology“, ha evidenziato come una dieta di povera di nutrienti durante la gravidanza e l’allattamento possa causare, a lungo termine, danni al bambino.

dieta-in-gravidanza-il-bambino-sara-cio-che-mangia-la-madre Dieta in gravidanza: il bambino sarà ciò che mangia la madre

Test sugli animali hanno dimostrato che il rischio di diabete in gravidanza è alto anche se si mangia del cibo sano. Inoltre, dei ratti nati da madri alimentate con “cibo spazzatura“, da adulti erano attratti dalla stessa tipologia di alimentazione che ha nutrito la madre.

La ricercatrice Stephanie Bayol spiega: “Sembra che la dieta della madre durante la gravidanza e l’allattamento sia molto importante per la salute a lungo termine del bambino. Noi abbiamo sempre detto che siamo ciò che mangiamo, ma potrebbe anche essere vero che il bambino sarà quello che sua madre mangia“.

I ricercatori hanno focalizzato l’attenzione anche sugli accumuli di grasso attorno agli organi implicati nello sviluppo del diabete di tipo 2.
Hanno riscontrato delle sostanziali differenze tra i sessi secondo cui un maschio, nato da una madre non alimentata correttamente, ha livelli di zucchero nel sangue e di insulina maggiori del normale, mentre è il contrario per le femmine, che tendono però ad essere più grasse.

Il prof. Neil Stickland, che ha collaborato alla ricerca aggiunge: “Non c’è ragione per cui i risultati dei test fatti sugli animali non debbano valere anche per gli uomini. Noi abbiamo in comune con i ratti molti sistemi biologici, per cui i risultati potrebbero ripetersi anche per gli umani“, e conclude: “Studi precedenti hanno dimostrato uno stretto collegamento tra il peso della madre e il peso del neonato“.

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Spezie e insaporitori alleati della dieta

Venerdì 20 Giugno 2008

Uno studio presentato al meeting annuale della Endocrine Society, in corso a San Francisco conferma, tramite dati, che l’uso di spezie e ‘insaporitori’ sul cibo sia una mossa vincente durante la dieta.

usa-spezie-e-insaporitori-alleati-della-dieta Spezie e insaporitori alleati della dieta

I ricercatori della Smell & Taste Treatment and Research Foundation di Chicago coordinati da Alan Hirsch hanno notato che i pazienti che perdono il senso del gusto e/o dell’olfatto in seguito a traumi salgono significativamente di peso nei mesi successivi.

Così hanno preso in esame 2436 adulti sovrappeso od obesi, ai quali per 6 mesi sono stati somministrati cibi arricchiti di ‘insaporitori’ in cristalli senza sale e senza zucchero o cibi normali.

I risultati hanno evidenziato una perdita di peso corporeo nel gruppo che ha mangiato cibi ‘insaporiti’ maggiore del 15 per cento, rispetto all’altro al 2 dell’altro.

Hirsch commenta: “I sapori e i profumi molto forti attivano i meccanismi della sazietà prima. Il cervello a quel punto riceve il messaggio dello stomaco: Sono pieno! Ecco perché il primo boccone di un piatto è sempre più gradevole dell’ultimoâ€.

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La dieta mediterranea protegge dal rischio diabete

Venerdì 30 Maggio 2008

Uno studio dell’Università di Navarra, pubblicato dalla rivista British Medical Journal, svela che la dieta mediterranea protegge contro il diabete.

dieta-mediterranea-diabete-cuore-studio La dieta mediterranea protegge dal rischio diabete

Il consumo quotidiano di frutta, cereali, pesce, olio di oliva e tutti gli altri cibi che sono i protagonisti della nostra tavola, aiuta non solo a prevenire infarti o malattie del cuore, ma agiscono anche da deterrente contro il diabete.
Lo studio ha analizzato le abitudini alimentari di un gruppo di volontari, evidenziando che coloro che seguivano la dieta mediterranea avevano il 30% in meno delle possibilità di contrarre il diabete, nonostante molti di loro avessero precedenti di questo tipo in famiglia o soffrissero di ipertensione.

Questo risultato dimostra come avere delle corrette abitudini alimentari apporta benefici notevoli nella prevenzione nelle malattie.
Rimane tuttavia importante promuovere stili alimentari salutari e creare al contempo etichette più chiare e leggibili per coloro che acquistano cibi nei supermercati, di modo tale che abbiano la consapevolezza di ciò che stanno per mangiare.

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La patata: un elemento sano e nutriente della dieta mediterranea

Domenica 18 Novembre 2007

La patata è un tubero commestibile, tra i protagonisti delle nostre tavole e della nostra dieta mediterranea.

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Dal punto di vista nutrizionale le patate sono conosciute principalmente per l’alto contenuto in carboidrati, presenti principalmente sotto forma di amidi.
Il contenuto di fibre di una patata con buccia (2 g) è pari al contenuto di fibre del pane integrale, della pasta e dei cereali.
Rispetto al pane, contengono una discreta quantità di vitamina B ( oramai scarsa nelle farine troppo raffinate) e C (15-25 mg per ogni 100 g) che le rende nei Paesi Nordici la fonte principale. Il potassio le rende inoltre un ottimo alleato contro l’ipertensione.
Le sostanze nutritive, presenti sia nella buccia che nella polpa, possono tuttavia alterarsi con la cottura.
Esistono diversi tipi di patate, tra cui:
- Patata a buccia rossa, caratterizzata dalla polpa soda e dal basso contenuto di amido. E’ perfetta per le cotture intense quali cartoccio, forno e frittura.
- Patata a pasta bianca, dalla polpa farinosa che si rompe durante la cottura. E’ indicata per crocchette e gnocchi.
- Patata novella, piccola e con la buccia sottile. Va bollita con la buccia, altrimenti si disfa completamente.
- Patata a pasta gialla, dalla polpa compatta il cui colore deriva dalla presenza dei caroteni. E’ usata per svariati usi.
Infine, bisogna sfatare il mito che le patate siano nemiche della linea: nonostante la presenza di amido, queste sono prive di colesterolo.
Ciò che fa diventare le patate ipercaloriche è il tipo di cottura e l’utilizzo di condimenti. Basti ricordare che 100 g di patatine fritte contengono 188 kcal, che diventano 537 nel caso di quelle confezionate. Al contrario 100 g di patate lessate con poco sale forniscono appena 71 kcal, contro le 260 prodotte dalle stessa quantità di pane bianco comune , di cui rappresentano una valida alternativa.

di G.V.

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