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Progetto per una nave spaziale europea

Mercoledì 14 Maggio 2008

Un nuovo progetto in corso di sviluppo da parte della societĂ  EADS potrebbe dare all’Europa la sua nave spaziale per portare in orbita con mezzi propri i suoi astronauti.
Astrium, una delle societĂ  che fanno capo ad Eads, ha elaborato il progetto di una navicella spaziale che potrebbe portare un equipaggio di tre uomini a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

berlino-eads-esa-europa-iss-navicella-orbita-spaziale Progetto per una nave spaziale europea

Ulteriori informazioni a proposito saranno fornite nel corso dell’Air Show previsto per questo mese a Berlino.
Pare che il progetto a cui sta lavorando Astrium in collaborazione con l’agenzia spaziale tedesca, sia un’evoluzione dell’Automated Transfer Vehicle (ATV) il veicolo automatico di trasporto testato recentemente con successo nello spazio. Il primo veicolo europeo dovrebbe essere pronto giĂ  nel 2017.
Sinora l’Esa, l’Agenzia Spaziale Internazionale, si è servita di navicelle americane o russe per inviare i suoi uomini nello spazio.

Foto tratta da: http://cs.astrium.eads.net

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Inaugurato il modulo europeo Columbus

Giovedì 14 Febbraio 2008

Il sesto giorno della missione STS-122 Atlantis ha visto l’equipaggio entrare per la prima volta nel modulo europeo Columbus.

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Alle 15.08 ora dell’Europa Centrale gli astronauti dell’ESA il francese Léopold Eyharts ed il tedesco Hans Schlegel, muniti di mascherine ed occhiali di protezione hanno aperto il portello e assistiti dai colleghi, hanno iniziato quindi ad attivare tutti i sistemi del nuovo laboratorio.

Columbus è un fondamentale contributo che l’Europa da al mondo della ricerca che studia la scienza sviluppata in stato di microgravità. Al suo interno il laboratorio europeo può ospitare 13 rack che contengono esperimenti che spaziano dalla fisica dei fluidi alla fisiologia umana, dalla biologia alla scienza dei materiali.

Nella foto in alto, tratta dal sito esa.it, astronauti al lavoro all’interno del laboratorio Columbus.

da: www.esa.int

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BepiColombo, la piĂą completa missione di studio di Mercurio mai effettuata

Sabato 19 Gennaio 2008

Lo sviluppo industriale di BepiColombo, la prima missione europea verso Mercurio, ha avuto ufficialmente inizio. Il contratto principale, assegnato dall’ESA ad Astrium, è stato firmato ieri durante una cerimonia che si è svolta a Friedrichshafen, in Germania.

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Il lancio di BepiColombo è previsto per l’agosto del 2013. La sonda raggiungerĂ  Mercurio nel 2019 dopo un viaggio di sei anni verso la parte piĂą interna del sistema solare. Si tratta della prima missione doppia verso Mercurio, che prevede la fornitura di una sonda europea ed una giapponese. Sotto la leadership dell’ESA, il programma verrĂ  portato avanti come missione congiunta della Japanese Aerospace Exploration Agency (JAXA) e dell’ESA.

da: www.esa.int

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Ghiaccio o polvere sul pianeta rosso? Marte stupisce ancora

Mercoledì 2 Gennaio 2008

Come rivela la rivista “Science”, Marte è una fonte inesauribile di sorprese che non smettono mai di stupire. Recentemente si è scoperta la possibilità che vi sia un ghiacciaio attivo lontano dai poli del pianeta e che lo zolfo (non il carbonio) sia l’elemento che ha condotto al surriscaldamento del clima.

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Se ciò trovasse conferma si rivoluzionerebbero non solo le ipotesi circa l’evoluzione di Marte ma anche quelle circa il passato della Terra.
L’ESA (European Space Agency) ha identificato i tratti del ghiacciaio in una regione chiamata Deuteronilus Mensae, tramite una telecamera ad alta risoluzione posizionata all’esterno della navicella Mars Express.
Gli scienziati hanno ipotizzato che il materiale fosse acqua ghiacciata accumulata circa 10.000 anni proveniente da una fonte sotterranea.
Ulteriori depositi di ghiaccio sono stati individuati ai poli marziani, ma questi sono vecchi milioni di anni e hanno una ampiezza parecchio maggiore.
La notizia provoca sconcerto poiché si riteneva che qualsiasi fonte d’acqua raggiungesse la superficie del pianeta rosso evaporasse velocemente ed eventualmente fluttuasse nello spazio.
Ronald Greeley dell’Arizona State University di Tempe, geologo e membro del gruppo di ricerca, conferma che sinora tutte le caratteristiche fisiche dell’immagine corrispondono a quelle di un ghiacciaio.
Nel numero del 21 Dicembre di Science un team di scienziati della Harvard University e del Massachusetts Institute of Technology offrono delle possibili spiegazioni all’insolita assenza di minerali a base di carbonio su Marte.
Un composto di biossido di carbonio nell’antica superficie marziana ha prodotto un effetto serra tale da consentire che acqua fluida scorresse sulla superficie. Il problema sta nel fatto che un tale processo avrebbe dovuto depositare sul suolo del pianeta minerali contenenti carbonio, cosa che non è stata riscontrata.
I ricercatori sono pervenuti pertanto ad un’altra spiegazione: grandi quantità di biossido di zolfo (SO2) nell’atmosfera, il risultato di una precedente attività vulcanica, hanno catturato calore a sufficienza da far scorrere acqua. Questa ipotesi spiegherebbe la grande presenza di solfati tra i minerali marziani.
Itay Halevy di Harvard spiega che rivelazioni di questo genere potrebbero lasciar intendere che “il biossido di zolfo ha avuto un ruolo ben più importante nella storia della Terra di quanto si è finora pensato”.
Il geologo Alfred McEwen dell’University of Arizona di Tucson, si esprime con cautela a riguardo poiché in passato simili configurazioni marziane si erano rivelate essere costituite da polvere indurita che assomiglia a ghiaccio nelle immagini orbitali.
da: sciencenow.sciencemag.org
Credit: ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum)

di G.V.

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Il pianeta Venere è il pianeta del sistema solare più simile alla Terra per dimensioni e massa

Venerdì 30 Novembre 2007

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INTERVISTA 35-2007. Il pianeta Venere è il pianeta del sistema solare più simile alla Terra per dimensioni e massa. Ma: con una temperatura superficiale superiore ai 400 °C e una pressione circa 100 volte maggiore di quella terrestre, la superficie venusiana à poco meno che infernale.

Ma che cosa ha reso Venere così diverso dalla Terra?

Tra gli astrofisici, Venere viene spesso indicato come il gemello della Terra: gemelli, ma evidentemente separati alla nascita. Con questa battuta, si vuole mettere in evidenza che se le condizioni iniziali (massa e dimensioni) dei due pianeti sono simili, è difficile pensare a due corpi che oggi presentano condizioni ambientali tanto diverse. Oltre a temperatura e pressione, l’atmosfera di Venere non sembra neppure parente di quella terrestre. Composta per la maggior parte di biossido di carbonio (anidride carbonica), l’atmosfera venusiana ospita nuvole formate da goccioline di acido solforico.

Oggi, però, anche grazie anche alle scoperte di Venus Express, la prima sonda dell’ESA per lo studio di Venere, abbiamo la conferma che questo pianeta deve essere stato simile alla Terra anche dal punto di vista ambientale, e non solo per dimensioni e massa. All’inizio della sua vita da pianeta, probabilmente Venere era pianeta ricco di acqua, che però oggi è quasi assente.

La presenza di acqua residua, tutta nell’atmosfera, è così scarsa che se potessimo raccoglierla tutta quanta e usarla per allagare il pianeta, l’oceano che si formerebbe sarebbe solo una pozzanghera alta non più di 3 centimetri. Sulla Terra, lo stesso esperimento darebbe un oceano profondo oltre tre kilometri. Se questo è vero, come crediamo, Venere deve aver subito uno o più eventi catastrofici dal punto di vista ambientale. Ma ancora non sappiamo dire come, perché o quando.

Per leggere l’intervista completa: www.esa.int

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Missione Esperia: lo shuttle Discovery ritorna a casa

Mercoledì 7 Novembre 2007

Come reso noto dal centro di informazione sulla missione Esperia (Esa-Asi) lo shuttle Discovery, a bordo del quale si trova l’astronauta italiano dell’Esa Paolo Nespoli, sta proseguendo il viaggio verso Terra, dove l’atterraggio è previsto per le 19:01 di oggi (ora italiana) al Kennedy Space Center della Nasa a Cape Canaveral (Florida).

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Alle prime luci dell’alba l’Italia avrebbe potuto ammirare il Discovery e la stazione orbitale, mentre gli Usa li potranno scorgere poco prima dell’atterraggio.
I tecnici della Nasa fanno sapere che la scelta dell’atterraggio diurno del Discovery è stata fatta onde evitare problemi, come quelli che portarono alla tragedia dell’esplosione dello shuttle Columbia nel 2003.
Nel contempo il centro di informazione sulla missione Esperia (Esa-Asi) rende noto che piccolo cratere delle dimensioni di tre millimetri sul finestrino numero due alla sinistra del comandante dovuto all’impatto di un micrometeorite sullo shuttle Discovery non desta alcuna preoccupazione. Ricordiamo che durante la missione non sono mancati gli imprevisti come per esempio la scoperta di uno strappo di 80 centimetri per 20 sul pannello solare, che poi è stato riparato durante una passeggiata spaziale da Scott Parazynski.
Foto tratta da: esa.int
Per ulteriori informazioni: www.esa.int

di G.V.

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Con la missione Esperia un astronauta lombardo nello spazio

Sabato 20 Ottobre 2007

Ci sarĂ  anche un astronauta della regione Lombardia nella missione della Nasa STS-120/Esperia, che partirĂ  il prossimo 23 ottobre alle 17:35 circa, con il lancio dello Shuttle Discovery da Cape Canaveral in Florida.

Paolo Nespoli, nato a Milano e residente in Brianza sarà uno dei sette membri dell’equipaggio, che aggancerà il modulo 2 alla stazione orbitante.
La missione Esperia, che prende il nome dal nome greco della nostra penisola, durerĂ  due settimane e in tale periodo dovrĂ  agganciare il nuovo modulo abitabile Harmony alla stazione spaziale, proseguendo la costruzione delle Stazione Spaziale Internazionale e preparandola a ricevere altri moduli scientifici in future missioni.
Nespoli, che coordinerĂ  il lavoro di altri due astronauti della missione durante quattro delle cinque passeggiate spaziali previste, userĂ  il braccio robotico della stazione per estrarre Harmony dalla stiva dello Shuttle e fissarlo alla stazione.
L’apporto tecnologico della Lombardia in questa missione è rintracciabile nel modulo creato a Milano da tre aziende Carlo Gavazzi Space, Thales Alenia Space e Galileo Avionica.
Grande soddisfazione è espressa da Massimo Zanello, assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia, e Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura del Comune di Milano.
Il professor De Maio del Politecnico di Milano spera che questa missione incentivi i giovani a “diventare futuri passeggeri dello spazio”.

Foto tratta da: www.esa.int

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