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La Broncopneumopatia cronico-ostruttiva (Bpco) rappresenta un’emergenza nel nostro Paese con 18 mila morti l’anno

Lunedì 6 Ottobre 2008

Quando si ha il fiato corto e si prova difficoltà nel compiere anche piccoli sforzi, è necessario ricorrere dal medico pneumologo. I disturbi, infatti, possono essere sintomi di una grave malattia: la Broncopneumopatia cronico-ostruttiva (Bpco) che miete in Italia 18mila morti l’anno.

bpco-bronchite-broncopneumopatia-cronico-ostruttiva-enfisema-fumo-inquinamento-malattie-respiratorie-pneumologi-prevenzione-sintomi-tiotropio La Broncopneumopatia cronico-ostruttiva (Bpco) rappresenta unemergenza  nel nostro Paese con 18 mila morti lanno

I medici riuniti a Berlino, in occasione del meeting annuale della European Respiratory Society (Ers), hanno posto in rilievo un dato preoccupante relativo alla scarsa consapevolezza che hanno molte persone delle malattie respiratorie, di cui sottovalutano i sintomi. Molto importante appare una maggiore identificazione dei rischi, riconducibili, per lo più a fumo e inquinamento e la prevenzione, con controlli periodici delle vie respiratorie.

Al congresso, al quale hanno partecipato 20 mila pneumologi, è stato presentato uno studio clinico ‘Uplift’, condotto su 6 mila pazienti, che ha preso in esame l’evoluzione delle patologie dei malati affetti da Bpco ed enfisema, trattati per quattro anni con tiotropio.

Il risultato finale ha evidenziato una riduzione della mortalità del 16% e l’attenuazione dei sintomi e delle riacutizzazioni.

foto tratta da: it.dada.net

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Gb: la vita si fa dura per i fumatori inglesi

Martedì 27 Maggio 2008

Vita difficile per i fumatori inglesi: il ministro della Sanità Alan Johnson prevede di metter in atto nuove misure restrittive contro il fumo.

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Si vuole dichiarare fuori legge i distributori automatici, la vendita dei pacchetti da 10 e relegare infine le sigarette ad un cassetto sotto la cassa dei negozi, lontano dalla vista dei consumatori.
Il fine ultimo di questa serie di nuove misure è di rendere sempre meno popolare il vizio.

La categoria considerata più a rischio è quella dei giovani, tanto che oltre l’80% dei fumatori nel Paese ha iniziato a fumare prima dei 20 anni.
Il ministro ribadisce che nonostante la vendita delle bionde sia vietata ai ragazzi al di sotto di 16 anni, questi riescono ad aggirare l’ostacolo acquistandole nei distributori automatici.
E’ rivolto anche a loro il divieto dei pacchetti da 10, poichè servirebbe a scoraggiare i ragazzi dal cominciare.

Per i sudditi di Sua Maestà, il problema è serio perchè: “duecentomila ragazzi di età inferiore ai 16 anni iniziano a fumare ogni anno e le loro chances di morire di malattie legate al fumo sono tre volte maggiori rispetto a chi ha iniziato dopo i 20 anni” riferisce il ministro.

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Divorzi e licenziamenti aumentano le possibilità d’infarto

Sabato 26 Aprile 2008

Degli shock improvvisi, siano essi positivi o negativi, come una vincita inaspettata o un lutto fulmineo, possono essere talvolta addirittura fatali per la salute di un cuore compromesso.

divorzi-licenziamenti-aumento-possibilita-infarto Divorzi e licenziamenti aumentano le possibilità dinfarto

Questo è ciò che emerge ad un incontro organizzato a Roma sul tema delle sindromi coronariche acute: eventi fortemente stressanti possono intaccare il cuore e aumentare considerevolmente le possibilità di avere un attacco cardiaco.

Tra i fattori causa di stress rientrano anche un licenziamento inatteso, un tradimento o una rottura repentina. Giuseppe Di Pasquale, direttore dell’Unità operativa di Cardiologia dell’ospedale Maggiore di Bologna, spiega: “Tutti episodi della vita, questi, responsabili di stress e forte preoccupazione da qualche tempo al centro di studi scientifici che hanno confermato come essi siano correlati con il rischio di eventi cardiovascolari”. E aggiunge: “se a fattori importanti come il vizio del fumo, il colesterolo alto, l’obesità o il diabete è attribuibile l’80% del rischio di infarto, i fattori psicosociali si ‘aggiudicano’ il restante 20%, rappresentando un elemento concreto di pericolo anche per chi non ha problemi cardiovascolari preesistenti”.

Di Pasquale, sottolinea che il fumo resta il nemico uno del cuore e che dall’introduzione della legge Sirchia,contro il fumo nei locali pubblici, si è assistito ad una diminuzione del 10% dei ricoveri ospedalieri per infarto.

Adesso non resta che incentivare i giovani a fare più attività fisica e a nutrirsi in modo corretto onde prevenire malattie cardiovascolari.

di G.V.

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Una coltre di fumo ricopre Buenos Aires

Domenica 20 Aprile 2008

La capitale dell’Argentina, Buenos Aires, è immersa in una nuvola di fumo a causa degli incendi dei campi attorno al delta del suo grande fiume: i porteños tossiscono infuriati, città e campagna si scambiano accuse.

agricoltori-aieres-buenos-campi-fumo-incendi-nebbia-vento Una coltre di fumo ricopre Buenos Aires

La foschia che da giorni si è gettata nella capitale si è intensificata tanto che le autorità sono state costrette ad adottare misure di emergenza come la sospensione degli atterraggi dell’aeroporto urbano Aeroparque, la chiusura di alcune strade di grande comunicazione e la sospensione di molte linee di autobus.
Sono centinaia di persone affette da disturbi alla respirazione o agli occhi.

Secondo le rilevazioni dei satelliti, la nebbia, è da imputare ad almeno 300 incendi che, fuori controllo, hanno colpito un totale di 70mila ettari nella regione del Delta, dove il fiume Paranà si apre nel grande Rio de la Plata. Il vento, che soffia da nord-ovest, ha spinto il fumo proprio sulla capitale, colpendo in particolare i quartieri che si affacciano sul fiume.
Da governo, Cristina Kirchner spiega: «Non è un fenomeno naturale, è opera della natura umana, dell’irrazionalità di alcuni. Contiamo già le prime vittime in incidenti stradali, e un disagio enorme per milioni di persone».

A causa dei blocchi stradali per alcuni giorni è mancata la carne in alcuni negozi di Buenos Aires e di altre città. Anche se, grazie al cambio di direzione del vento, la nebbia si è rarefatta bella capitale argentina, il fumo si è spostato sull’altra sponda del Rio de la Plata, attingendo l’Uruguay.
Il governo argentino ha promesso che i colpevoli saranno puniti ma gli agricoltori sono convinti che l’origine sia dovuta all’accensione di singoli fuochi da piccoli allevatori poi sfuggiti al controllo a causa del vento anomalo.

di G.V.

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Le “bionde” raddoppiano il rischio di un secondo infarto

Martedì 4 Marzo 2008

“Conoscere e curare il cuore 2008†è il tema che sarà trattato in un congresso che si svolgerà a Firenze nei prossimi giorni, ma già trapelano importanti notizie, quasi un’allerta sul fumo.

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Bastano, infatti, anche tre o quattro sigarette al giorno per avere un rischio doppio di infarto. L’avviso viene da illustri cardiologi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e interessa, per 80%, coloro che hanno già subito un infarto e che conducono uno stile di vita poco confacente alla patologia da cui sono affetti.

Divieto di fumo, dunque, ma non solo quello. I medici raccomandano di fare anche una moderata attività fisica per produrre una proteina che è capace di proteggere le arterie e di mantenere una dieta equilibrata, povera di grassi che danneggiano le coronarie fino a provocare ostruzioni molto pericolose.

Sarebbe auspicabile, aggiungono i cardiologi, educare soprattutto i bambini che, nell’età compresa fra i 6 e gli 11 anni, assorbono gli insegnamenti, ad avere uno stile di vita corretto e abitudini sane fin da piccoli.

di D.T.

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Longevità: 14 anni di vita in più per chi segue 4 regole comportamentali

Mercoledì 9 Gennaio 2008

Uno studio dell’Università di Cambridge e del Medical Research Council pubblicato sulla rivista scientifica Public Library of Science Medicine conferma che seguire in contemporanea le 4 regole d’oro del benessere allunga la vita.

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Già il buon senso ci detta di non fumare, di non eccedere con gli alcolici (è tollerabile un bicchiere di vino al giorno), di mangiare tanta frutta e verdura (5 pasti) e di praticare una regolare attività sportiva (almeno mezz’ora, sia essa anche una passeggiata) per avere un corpo e una mente in salute.
Ma questi comportamenti quanto ci costano in termini di tempo a disposizione?
Secondo tale studio pare che siano proprio questi semplici comportamenti a contenere l’elisir di lunga vita: infatti 14 anni è il periodo che ci regala uno stile di vita sano.
La ricerca è stata condotta dal 1993 al 2006 su 20.244 soggetti ambosessi di età compresa tra i 45 e 79 anni, che non hanno mai avuto particolari patologie.
Ogni partecipante ha compilato un questionario ed è stato classificato con un punteggio da 0 a 4 in base al proprio stile di vita.
I risultati hanno evidenziato che le persone con un punteggio 0 (coloro che non seguono nessuna delle quattro regole) presentano una frequenza di mortalità quattro volte superiore ai partecipanti classificati con un 4. Questi soggetti, inoltre, hanno gli stessi rischi di mortalità di chi ha 14 anni di più con un punteggio massimo.
Tali esiti hanno riscontrato che non vi nesso alcuno col ceto sociale e con l’indice di massa corporea.
Il passo successivo sta nel confermare questi dati con quelli condotti su diverse popolazioni per analizzare le modalità con cui la combinazione dei quattro comportamenti influenzano l’aspettativa e la qualità della vita.

di G.V.

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Collegamento tra sigaretta e psoriasi: si allunga la lista dei problemi causati dal fumo

Giovedì 27 Dicembre 2007

Uno studio pubblicato sull’American Journal of Medicine e nato dalla collaborazione fra ricercatori del Vancouver General Hospital e scienziati del Massachusetts General Hospital, Brigham, Women’s Hospital e Harvard School of Public Health di Boston ha scoperto un nesso tra il fumo e la psoriasi.

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Questa è una patologia che colpisce il 2% della popolazione e che si accompagna ad altri disturbi quali depressione, obesità e diabete.
Gli studiosi hanno esaminato i dati della situazione clinica di 116.608 donne, fumatrici e non, con un’età compresa tra i 25 e i 42 anni, di 14 anni di seguito, dal 1991 al 2005.
I risultati, che hanno registrato ben 887 nuovi casi di psoriasi durante i 14 anni di studio, sono stati pubblicati nel numero di dicembre di Attualità Tabacco dell’Istituto nazionale per la prevenzione e l’educazione alla salute (Inpes).
Tali esiti hanno evidenziato che rispetto alle donne che non avevano mai fumato, le fumatrici avevano un rischio di ammalarsi di psoriasi del 78 per cento in più. Il pericolo degli ex-fumatori di sviluppare la malattia raggiunge quello dei non-fumatori (ossia rischio 1) solo dopo 20 anni di astinenza da tabacco.
Secondo gli scienziati che hanno effettuato le ricerche, le tossine del fumo di sigaretta riescono a colpire parti del sistema immunitario associate con questa malattia della pelle.
Il rischio di sviluppare la malattia si estende anche alle donne esposte al fumo passivo durante la gravidanza o a quei bambini che vicini ai fumatori e alle sigarette durante l’infanzia.

di G.V.

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Nuove ricerche svelano un forte nesso tra fumo e diabete di tipo 2

Sabato 15 Dicembre 2007

Una ricerca svizzera pubblicata su “Jamaâ€, (Journal of American Medical Association), la rivista dell’Associazione dei medici americani, ha contribuito ad allungar la lista dei danni provocati dal fumo: i fumatori hanno il 44% in più di probabilità di sviluppare il diabete di tipo 2. Il rischio aumenta fino al 61% tra i forti fumatori (oltre le 20 sigarette al giorno) mentre per i fumatori meno accaniti il pericolo scende sino al 29%.

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La ricerca condotta dal team guidato da Carole Willi, dell’Università di Losanna, ha analizzato i dati di 25 studi, pubblicati tra il 1992 e il 2006, per un totale di 1,2 milione di pazienti, riscontrando un nesso tra fumo e diabete di tipo due o altri disturbi del metabolismo del glucosio.
Questo accadrebbe perché il fumo di tabacco, influendo in maniera rilevante sullo sviluppo della cosiddetta ‘insulinoresistenza’, che crea una sorta di ‘sordità progressiva’ dell’organismo all’insulina, condurrebbe ad un aumento del glucosio nel sangue.
Il dato alquanto preoccupante è che anche coloro che hanno smesso di fumare corrono il rischio di sviluppare tale patologia con una probabilità del 23%.
A tal riguardo i ricercatori aggiungono: “La questione rilevante - non è più se un’associazione esista o meno, ma se il fumo sia una causa nell’insorgenza del diabeteâ€. Dai dati ottenuti questa ipotesi pare sia convalidata perché vi è “innanzitutto la relazione temporale: il fumo precede l’insorgenza del diabete in tutti gli studi. Secondo, esiste una relazione dose-risposta, cioè più si fuma tanto maggiore è l’associazione. Terzo l’esistenza di una teoria biologica: il fumo porterebbe a una resistenza all’insulinaâ€.

di G.V.

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Il malato più preoccupante d’Europa: la Gran Bretagna

Mercoledì 24 Ottobre 2007

Recenti indagini evidenziano che la Gran Bretagna è il più grave malato d’Europa. L’Indipendent riporta che l’obesità, l’alcolismo e il fumo sono le cause prevalenti di malattia dell’inglese medio.

Health Profile of England 2007 ha pubblicato i dati secondo cui l’obesità in UK è il doppio della Germania e di 2,5 volte maggiore rispetto alla Francia.
E’ importante ricordare che un obeso muore 9 anni prima di una persona normopeso poiché può sviluppare malattie come diabete, disturbi cardiaci e alcune forme di cancro, mentre i super obesi vivono in media 13 anni in meno.
Il Governo sta vagliando varie ipotesi e vuole attuare delle riforme per informare i genitori circa le situazioni di salute dei figli, istruendoli circa la dieta da seguire.
L’assenza di movimento e la poca pratica di sport dei cittadini inglesi spingerebbe anche verso l’istituzione dell’â€ora di ginnastica†nelle grande aziende e della “licenza di fumare†che si dovrebbe esibire quando si acquistano le sigarette.
Tali proposte estreme, sono purtroppo la conseguenza della situazione allarmante in cui si trova il paese che costa al Servizio Sanitario Nazionale circa un miliardo di sterline.
Queste possibili disposizioni sono state considerate come una sorta di paternalismo da parte del governo, che assumerebbe così le sembianze di una tata che controlla, bacchettando quando serve, gli “i bimbi disubbidientiâ€.

di G.V.

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