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Healthmap di Google, la mappa interattiva che mostra la diffusione delle epidemie nel mondo

Martedì 15 Luglio 2008

Un nuovo servizio on line offerto da Google, HealthMap, mosterà la diffusione delle epidemie: si tratta di una mappa interattiva creata da un gruppo di ricercatori del Boston Children’s Hospital e dell’Università di Harvard.

healthmap-di-google-la-mappa-interattiva-che-mostra-la-diffusione-delle-epidemie-nel-mondo Healthmap di Google, la mappa interattiva che mostra la diffusione delle epidemie nel mondo

Come viene descritto sulla rivista Plos Medicine, HealthMap offrirà un servizio gratuito allo scopo di monitorare le emergenze e facilitarne la gestione.

Opererà raccogliendo i dati da 14 fonti e mantenendo un contatto diretto con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). La ricerca può essere effettuata per malattia, per sintomo oppure tramite delle parole chiave. Un software provvederà ad eliminare automaticamente gli articoli con informazioni i ridondanti.
Essendo l’intero sistema automatizzato, i costi sono contenuti.

John Brownstein, responsabile del progetto, spiega: “Il Web puo’ giocare un ruolo molto importante nella scoperta di nuove epidemie o nel monitoraggio di quelle già in corso. Molte informazioni utili possono essere ricavate dalla rete grazie a siti governativi, ma anche forum e blog“.

Al momento si sta cercando di migliorare il sistema in termini di copertura geografica, che per il momento arriva solo a livello di regione e stato. Il motore, inoltre, monitora e organizza i dati in tempo reale anche in zone geografiche poco coperte dai sistemi sanitari locali. Risulta infine necessario sviluppare contatti con persone residenti nei luoghi meno ‘nominati’ in Rete, soprattutto in Africa e Sud America.

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Ecocho, il motore di ricerca che fa bene all’ambiente

Mercoledì 16 Aprile 2008

Arriva un motore di ricerca verde che strizza l’occhio all’ambiente: www.ecocho.co.nz.

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Come indica lo slogan stesso “You search. We grow trees”, Ecocho è ecologico perchè dovrebbe piantare due alberi ogni mille ricerche effettuate su Internet tramite Yahoo! e Google, i due motori di ricerca americani presenti nella maschera del sito.

Ecocho si serve di un provider, il Global carbon exchange, per acquistare i crediti del programma governativo “New South Wales Greenhouse Gas Abatement Scheme”, che usa quei soldi per piantare nuovi alberi.

L’idea è nata in Australia ma l’iniziativa è già stata lanciata in 14 Paesi, tra cui l’Italia.
I fondatori del sito spiegano: “Ecocho è un servizio gratuito che non modifica o rallenta i risultati delle ricerche in quanto gli utenti si avvalgono di tecnologie che già conoscono bene e che sono affidabili, come Yahoo! e Googleâ€.

Sull’home page gli utenti potranno verificare il numero di alberi raggiunti e il relativo numero di chili di anidride carbonica assorbita. C’è anche una funzione che permette di visualizzare su un planisfero dove gli alberi vengono piantati.
Al momento, i boschi sono tutti in Australia.

Tim Macdonald, il fondatore di Ecocho, spiega: “Il motore di ricerca è lo strumento più facile per fare in modo che tutti possano cambiare il proprio comportamento e avere un impatto positivo sull’ambienteâ€. E continua: «Solo in Australia vengono effettuate al mese circa 800 milioni di ricerche su Internet. Se riuscissimo a catturare anche solo l’1% del traffico, potremmo contribuire in modo significativo ad abbassare il pericoloso impatto di gas nocivi che vengono emessi ogni giorno».

di G.V.

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Dagli Usa arriva il fenomeno dei Google twins, i gemelli di nome

Domenica 13 Aprile 2008

Oggi tramite Internet e la globalizzazione delle informazioni e dei dati personali è facile scoprire di avere omonimi che vivono in altre città o magari in Paesi lontani.

google-twins-googlonimi-samenameasme-cognomix-dati-personali-googlegangers-gemelli-nome-web Dagli Usa arriva il fenomeno dei Google twins, i gemelli di nome

Il fenomeno della caccia agli omonimi impazza oramai negli Stati Uniti, dove è stato addirittura coniato un neologismo, Google twins o Googlegangers ossia “gemelli di nome”, incoronato dall’American Dialect Society come il più creativo del 2007.

L’omonimia sul web, può quindi dar vita a spettacolari “carrambate†e ricongiungimenti virtuali, ma anche a disagi, perchè le identità degli omonimi vengono spesso confuse creando problemi nel lavoro e nella vita privata.

In rete, a parte Google, esistono molti siti espressamente dedicati alla ricerca dei propri “googlonimiâ€, come SameNameAsMe.com o cognomix.it.

Secondo gli esperti di scienza sociale il desiderio di stabilire un legame con chi ha il nostro stesso nome deriva da un’inconscia attrazione verso chi ci somiglia, e ciò prende il nome di “egotismo innatoâ€.

Esiste anche una teoria chiamata «effetto lettera del nome» secondo cui le persone inconsciamente tendono a preferire le lettere dell’alfabeto che sono anche contenute nel proprio nome, soprattutto le proprie iniziali.

Jeremy Bailenson, direttore del laboratorio che studia l’interazione umana alla Stanford University, spiega che «l’affinità (di qualcuno) con noi stessi è una delle motivazioni che influenzano maggiormente il nostro comportamento sociale».

É facile infatti essere attratti da qualcuno che ci assomiglia fisicamente oppure che condivide con noi la data di nascita. E’ sempre per lo stesso motivo che succede di scegliere di frequentare chi appartiene al nostro stesso gruppo etnico, chi ha simili aspirazioni e così via.

di G.V.

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Google Transit: un occhio all’ambiente e un altro al percorso suggerito dal nuovo servizio

Giovedì 6 Marzo 2008

Nasce un nuovo programma di pubblica utilità che, mettendo a disposizione le risorse dell’ICT, incentiverà i cittadini ad usare i mezzi pubblici: Google Transit.

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L’esperimento già avviato, con esiti positivi, in Toscana nella provincia di Firenze e in Piemonte a Torino, farà presto il suo debutto anche in Liguria e in Veneto.

Il servizio è correlato a Google Maps e consente agli utenti di pianificare un tragitto utilizzando i mezzi pubblici. Google Transit segnala sullo schermo le tratte coperte, le fermate più vicine al punto di partenza e di destinazione, i tempi di percorrenza e persino gli orari di riferimento.
Le informazioni aggiornate e personalizzate mirano a soddisfare in tutto e per tutto le esigenze dei cittadini italiani e stranieri che così risparmieranno tempo e fatica.

Le amministrazioni ci tengono a far sapere che l’Italia è stata la prima ad applicare il progetto in Europa dopo l’avvio avvenuto in USA e Canada e al momento Google si sta adoperando per estendere il servizio al maggior numero di aree urbane italiane possibili.

di G.V.

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Google Health: la propria storia clinica a portata di click

Sabato 1 Marzo 2008

La storia clinica di un paziente viaggia in rete con Google Health, il servizio di gestione e ricerca online delle informazioni sulla salute, propria o dei propri pazienti. Si tratterebbe di un servizio sicuro al quale si potrà accedere tramite login e password.

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I medici potranno accedere al servizio solo dopo previa autorizzazione del paziente.
Ogni utente, avrà un proprio profilo certificato Google e tramite il sistema di condivisione in Rete potrà comunicare i propri dati, la propria storia medica o le proprie esigenze a diversi specialisti o alla farmacia di fiducia. Il sistema appare capace di soddisfare le esigenze degli ospedali, delle cliniche e non per ultimi dei pazienti, che potranno utilizzare Google Health quasi a costo zero, perché il servizio è finanziato prevalentemente attraverso messaggi pubblicitari.

Il problema principale nonché il tallone d’Achille dell’iniziativa risulta essere la riservatezza, poiché nel caso in cui le notizie private dei pazienti finissero in mani sbagliate, le ripercussioni non ricadrebbero solo sulla salute del soggetto ma anche sulle sue prospettive di lavoro o di concessione dell’assicurazione medica.

Per adesso non si conosce il piano di ‘advertising’ del nuovo servizio ondine, ma Google rivela che oltre alla collaborazione con la Cleveland Clinic, stipulerà una cooperazione con l’assicuratore sanitario Aetna, la società di diagnostica Quest Diagnostics, le farmacie Walgreens e Walmart e alcuni ospedali.

di G.V.

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Google.org in prima linea contro il cambiamento climatico, la povertà e la diffusione delle malattie

Lunedì 21 Gennaio 2008

Google.org, il braccio filantropico di Google, usa il potere dell’informazione e della tecnologia per aiutare a migliorare la qualità della vita delle persone, sviluppando e investendo in strumenti e partnership che aiutano a portare la conoscenza condivisa ad avere un peso sulle più urgenti sfide mondiali in campo di cambiamenti climatici, sviluppo economico e salute globale.

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Google.org, sosterrà con 25 milioni di dollari iniziative che si occupano di grandi problemi sociali.
Cinque, sono le aree di intervento sulle quali Google.org intende soffermarsi.

Prevedere e Prevenire
Interventi mirati nel sud-est asiatico e nell’Africa tropicale per rafforzare i sistemi di monitoraggio dei cambiamenti climatici, primo fattore alla base di siccità e malattie infettive, in modo da prevenire future epidemie.

Informare e consentire di migliorare i servizi pubblici
Migliorare il flusso di informazioni in India e Africa Orientale a sostegno dei servizi offerti ai cittadini (istruzione, sanità, acqua ed adeguate condizioni igieniche).

Sostenere la crescita delle piccole e medie imprese

Creare un business plan per aiutare gli imprenditori in Ghana e Tanzania.

Sviluppare energia da fonti rinnovabili ad un costo inferiore rispetto al carbone
Conosciuto anche come progetto RE.

Accelerare la commercializzazione di veicoli “Plug-In”
L’obiettivo ultimo è ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera, incentivando l’adozione di veicoli ibridi “plug-in”.

Maggiori informazioni sui progetti in corso sono disponibili all’indirizzo: www.google.org

da: googleitalia.blogspot.com

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Presto l’antagonista di Wikipedia sarà “Knol” di Google

Lunedì 17 Dicembre 2007

Udi Manber, ingegnere di Google, spiega al Times che Knol, (la contrazione di Knowledge, conoscenza in inglese) sfiderà Wikipedia, l’enciclopedia multilingue più famosa del web.

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Il nuovo servizio permetterà a chiunque di scrivere un articolo su qualsiasi argomento e metterlo on line a disposizione di altri utenti perché “ci sono milioni di persone che hanno conoscenze utili e voglia di condividerle. L’idea-chiave è di mettere in luce gli autori, perché conoscere il nome di chi ha scritto un determinato pezzo aiuterà anche gli altri che ne usufruisconoâ€.
Infatti a differenza del servizio diretto concorrente, gli autori firmeranno le proprie produzioni, potranno scegliere di avere dei banner pubblicitari e di conseguenza la possibilità di guadagnare una quota degli incassi. Ogni testo potrà essere accompagnato da commenti, note, riferimenti e fotografie realizzate dagli altri utenti.
Mentre in Wikipedia, ognuno può aggiungere qualcosa alla voce già esistente, il nuovo servizio prevedrà anche che ci siano dei Knol in concorrenza tra di loro su diversi argomenti.
Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, guarda con occhio critico il servizio che sta per entrar sul mercato e commenta così: “Mi chiedo se sia in grado di generare contenuti di qualità e poi mi pare che gli articoli manchino di equilibrio, non hanno il tono neutrale di quelli di Wikipedia e, soprattutto, anziché ispirare la collaborazione fra gli utenti, puntano alla competizioneâ€.

di G. V.

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Google investirà milioni di dollari in Energia Ecologica Eolica e Solare

Giovedì 29 Novembre 2007

Google ha annunciato di voler investire nello sviluppo di strade per generare energia da fonti rinnovabili che saranno più economiche rispetto a quella derivante dall’uso del carbone. L’iniziativa è stata battezzata RE.

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Il co-fondatore della società, Larry Page, ha dichiarato che nel 2008 Google prevede di spendere decine di milioni di dollari in ricerca e sviluppo e altri investimenti relativi all’energia rinnovabile. Attualmente il carbone fornisce il 40% dell”eletricità mondiale, sostiene Google: “Abbiamo sviluppato una expertise nella progettazione e costruzione di imfrastrutture sul larga scala ed con forti esigenze energetiche costruendo data center efficienti”, afferma Page. “Vogliamo applicare la stessa creatività e innovazione alla sfida di generare elettricità rinnovabile su scala significativa a livello globale e produrne di più economica rispetto al carbone”. Page aggiunge che l’obiettivo di Google è in tal senso di generare un gigawatt di capacità energetica rinnovabile: “Siamo ottimisti che questo possa essere fatto in anni, non decenni”, sottolineando che un gigawatt può alimentare un città delle dimensioni di San Francisco.

Page sostiene che Google possa raggiungere tale obiettivo e che installazioni rinnovabili su larga scala siano più econcomiche rispetto al carbone e quindi il mondo potrebbe andrae incontro a una gran parte delle sue necessità energetiche con fonti di energia rinnovabili e ridurre significativamente le emissioni nocive. “Ci aspettiamo anche che questo sarà un buon business per tutti noi”, aggiunge Page.

A investire in RE sarà Google.org, il braccio filantropico di Google, che attualmente sta lavorando sulle tecnologie rinnovabili con due società: eSolar, specializzata nell’energia solare che sostituisce il carburante di un impianto tradizionale con il calore prodotto da questa; e Makani Power, che sviluppa tecnologie per sfruttare l’energia eolica.

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Silicon Valley apre le proprie porte agli imprenditori italiani

Mercoledì 28 Novembre 2007

Una nuova iniziativa non profit, “Mind the Bridgeâ€, creata e proposta da Marco Marinucci, dirigente di Google e ideatore del progetto, attua un “business plan competition†col proposito di offrire ai vincitori la possibilità di presentare la propria idea imprenditoriale alla comunità d’investitori e imprese della Silicon Valley, uno dei principali generatori di innovazione tecnologica al mondo.

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Marinucci afferma a tal riguardo che “Il mondo imprenditoriale Italiano si trova oggi nella strana situazione di avere molte idee innovative ma di essere incapace di realizzarle. Le cause di questo fenomeno sono complesse, ma possono almeno in parte ricondursi alla mancanza di due fattori: una cultura imprenditoriale al passo con i tempi, e dei role model.
L’idea di “Mind The Bridge” è di dare la possibilità di avere accesso a entrambi questi elementi attraverso il migliore apprendimento possibile - l’esperienza diretta.â€
I partner ufficiali di “Mind The Bridge”, sono BAIA (Business Association Italy America), SVIEC (Silicon Valley Executive Council), First Generation Network e il programma “Partnership for Growth†dell’Ambasciata Americana a Roma.
Tali associazioni, metteranno a disposizione i propri imprenditori e professionisti esperti per agevolare e migliorare le possibilità di sviluppo dei progetti migliori.
I business plan dovranno esser presentati sul sito www.mindthebridge.org entro il 21 Dicembre 2007. L’Ambasciatore Spogli annuncerà i vincitori in un evento che si terrà in Silicon Valley il 10 gennaio 2008.

di G.V.

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Arriva Google Maps nei rifornimenti di carburante degli Usa

Domenica 11 Novembre 2007

Una novità farà capolino a dicembre nelle stazioni di rifornimento di carburante degli Usa, vale a dire Google Maps.

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Tutti i viaggiatori sprovvisti di mappa cartacea o di navigatore satellitare, non dovranno far altro che sostare alla più vicina stazione di benzina della catena Gilbarco Veeder-Root, azienda specializzata nella costruzione di sistemi per i distributori di carburante.
Il servizio di Google Maps che permette di ricevere itinerari e informazioni geografiche sarà visibile sui display delle nuove pompe di benzina, che saranno circa 3.500.
Il cliente, che potrà scorrere la mappa sui touch-screen selezionando col dito il proprio punto di arrivo, riceverà anche informazioni su alberghi, ristoranti e punti di interesse turistico.
Le pompe di benzina della Gilbarco Veeder-Root saranno inoltre dotate di stampante per consentire agli automobilisti di conservare su carta le indicazioni stradali raccolte.
I dirigenti di Gilbarco Veeder-Root considerano questa innovazione una mossa per aumentare la fedeltà dei clienti alle stazioni di servizio che montano le loro pompe, mentre Google considera la nuova partnership un modo che gli consentirà di raggiungere i propri utenti in qualsiasi luogo e qualsiasi momento.

di G.V.

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