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Legambiente boccia un lago italiano su tre perchè inquinato

Martedì 5 Agosto 2008

La Goletta dei Laghi” di Legambiente, la campagna per il monitoraggio delle acque di balneazione lacustri che ha analizzato 29 specchi d’acqua con 180 prelievi in ben sette regioni d’Italia, ha concluso che un lago su tre è fuorilegge.

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L’inquinamento microbiologico di origine fecale è fuori dai limiti nel 33% dei casi (ossia un campione su tre): una percentuale di oltre quattro volte superiore a quella riscontrata sul mare dalla Goletta Verde, che a metà del suo viaggio di quest’estate, ha rilevato una presenza batterica eccessiva solo nell’8% dei campioni monitorati lungo le coste della penisola.

Preoccupante anche il dato emerso dalle analisi alle foci dei fiumi che si riversano negli specchi d’acqua, risultate inquinate nell’83% dei casi, di cui il 50% gravemente oltre i limiti.

Se è positivo il dato del lago Maggiore, le analisi di Legambiente evidenziano che appartengono al Nord i verdetti più preoccupanti riguardo allo stato di salute dei laghi italiani.

A detenere la maglia nera è la Lombardia, dove il lago di Como si classifica ultimo.

In netto miglioramento il bilancio emerso sulle acque del Garda, dove risulta pulito il 67% dei campioni.

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Premiati i comuni campioni nel 2008 nella raccolta differenziata: primo classificato Costigliole d’Asti

Lunedì 14 Luglio 2008

Nella classifica stilata da Legambiente nel 2008 per premiare i comuni italiani che si sono distinti nella raccolta differenziata, Costigliole D’Asti, una località piemontese di soli 6.000 abitanti, vince il titolo di “Comune Riciclone 2008.

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Al secondo e terzo posto si collocano rispettivamente Bozzolo (piccolo comune mantovano) e Ziano di Fiemme in Trentino.
Al Sud, invece, primeggia un paese campano, Bellizzi in provincia di Salerno.

Dai dati offerti da Legambiente è emerso inoltre, che i piccoli centri hanno superato le grandi città: Torino, l’unica classificata nel 2007, è stata esclusa quest’anno perché non ha raggiunto la soglia minima percentuale di raccolta differenziata, fermandosi al 38,8% di RD (i centri grossi devono raggiungere il 40% annuo).

Ai comuni con meno di 10.000 abitanti è stata imposta la soglia del 55%. In base a tali paramentri ben 1081 comuni sono entrati a far parte della classifica: di questi 968 al Nord, 42 al centro e 71 al Sud, di cui 39 solo in Campania.

Le regioni più riciclone sono al Nord: Veneto, Trentino e Lombardia.

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Legambiente: il cemento deturpa le coste italiane

Mercoledì 25 Giugno 2008

Anche per questa XXIII edizione, due Golette Verdi di Legambiente navigheranno lungo le coste dell’Adriatico e del Tirreno per documentare la qualità dell’acqua dove ci tuffiamo e lo stato di salute dell’ecosistema marino. Purtroppo la situazione dei 7.400 chilometri di costa italiana, è già nota.

legambiente-il-cemento-deturpa-le-coste-italiane Legambiente: il cemento deturpa le coste italiane

In Mare Monstrum, un dossier dell’associazione con storie e numeri sulle ferite inferte al nostro litorale, scrivono: “Nel 2007 intorno al ciclo del mattone selvaggio si sono registrate quasi 4.000 infrazioni e sono scattati 1.399 sequestri e 5.066 denunce“.

Nello scorso anno Lagambiente ha registrato 14.315 reati ai danni del mare e delle coste italiane, vale a dire quasi due infrazioni per ogni chilometro di costa.
In cima alla classifica si posiziona la Campania, con 2.355 illegalità accertate da forze dell’ordine e capitanerie di porto.

Molte sono, secondo Legambiente, le scelte politiche sbagliate che danneggaino mare e coste tanto che la “bandiera nera” assegnata ai “nuovi pirati del mare” è andata quest’anno tra gli altri alle regioni Abruzzo e Campania, rispettivamente per aver rivisto in senso meno restrittivo la legge sugli scarichi e per la pessima gestione degli impianti di depurazione.

Il business del mattone sulle coste coinvolge case di villeggiatura ma anche e soprattutto grandi alberghi, parcheggi e porti.

Un esempio citato da Legambiente è l’abusivismo edilizio accertato lungo i 38 chilometri della Riserva marina di Capo Rizzuto.

Il fine ultimo che dovrebbe essere quello dello sviluppo turistico, finisce per creare ecomostri in cemento che di certo non fanno bene al nostro paese.

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Il riciclo del vecchio cellulare crea energia pulita nelle scuole

Venerdì 9 Maggio 2008

Con lo slogan «Il tuo telefonino ha ancora tanta energia» parte il 12 la campagna della Vodafone, con il contributo di Enel e Legambiente, per la raccolta e rigenerazione dei telefoni non più utilizzati: il progetto contribuirà alla realizzazione di impianti fotovoltaici nelle scuole d’Italia.

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Gli edifici scolastici saranno individuati insieme a Legambiente, mentre Enel con l’ausilio di Enel.si si occuperà dell’installazione dei pannelli fotovoltaici. Ogni impianto fotovoltaico installato produrrà mediamente oltre 7 mila kilowattora all’anno e ridurrà l’emissione in atmosfera di circa 5 tonnellate di CO2 all’anno (corrispondente all’anidride carbonica emessa da un’automobile che percorre 1100 km o dal consumo di 3 barili di petrolio). In questo modo le scuole risparmieranno sulla bolletta e potranno decidere per quali altri fini utilizzare i risparmi.

La raccolta e la rigenerazione dei telefoni sono a cura di Primatech Service azienda specializzata in soluzioni integrate per la gestione dell’intero ciclo di vita dei prodotti elettronici.

Non solo i clienti Vodafone, potranno prender parte all’iniziativa, la cui raccolta avverrà oltre che nei negozi, anche durante il «recycling tour», che attraverserà l’Italia in dieci tappe.
In cambio del vecchio cellulare si riceveranno tre lampadine a basso consumo messe a disposizione da Enel.si.

I clienti Vodafone possono contribuire anche inviando un sms di 3 euro al numero 48535.
Per maggiori informazioni consultare il sito www.myfuture.vodafone.it

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Legambiente e la Terra del futuro: tra utopia e immaginazione

Mercoledì 9 Aprile 2008

In occasione dell’Earth Day del 22 aprile, Legambiente pubblicherà, sulla rivista La Nuova Ecologia, il dossier “2108, la Terra che verra”, in cui dispensa rosse previsioni per la terra del futuro: la tecnologia sarà al servizio dell’uomo per aiutarlo nella salvaguardia del pianeta e l’umanità vivrà in armonia tra natura e high-tech.

earth-day-22-aprile-legambiente-terra-futuro-utopia-immaginazione Legambiente e la Terra del futuro: tra utopia e immaginazione

Come nei film di fantascienza, i viaggi saranno a bordo di dirigibili fotovoltaici, le case saranno ricoperte da una speciale vernice polimerica capace di produrre energia, al posto delle automobili ci saranno i modulor (robot trasportisti che si modificano a seconda dei passeggeri), si coltiverà l’orto sotto casa e i rifiuti di oggi non ci saranno più.

Pietro Cambi, l’autore dello scritto riferisce che gli imballaggi deriveranno da molecole vegetali e non dal petrolio, troppo caro per quel momento.

Rasi al suolo grattacieli e palazzi in cemento per recuperare i materiali, le grandi città lasceranno il posto a nuovi ed arditi esperimenti urbanistici. Ci sarà un maggiore utilizzo della bicicletta, del trasporto pubblico e un incremento del car sharing.
I paesi non produttori di petrolio, useranno il motore elettrico per tutti i mezzi di trasporto comprese le navi.

Cambi prevede inoltre una profonda crisi nel 2060 a causa dell’esaurimento delle falde acquifere, l’aumento esponenziale del costo del petrolio e ciò condurrà ad un progressivo ritorno ad un’agricoltura simile a quella di due secoli fa, con prodotti tipici e biologici.

di G.V.

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Con la semina torna in auge il problema della strage degli alveari

Martedì 1 Aprile 2008

Secondo quanto denuncia Legambiente e l’Unione Nazionale Apicoltori italiani (Unaapi) l’inizio della semina del mais coincide con la strage di api che è dovuta ai numerosi insetticidi sparsi a scopo preventivo insieme alle sementi. Qui gli apicoltori, per salvare gli alveari, si spostano verso i monti e le colline.

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Francesco Panella, presidente di Unaapi, denuncia la strage del 30-40% degli alveari che costringe gli apicoltori a ricominciare da zero col lavoro. Secondo Panella, l’utilizzo di neonicotinoidi è fatale per gli insetti e la procedura che ne regola l’uso è estremamente inadeguata.

Le sementi durante la semina rilasciano polveri sottili d’insetticida, che disperdendosi nell’ambiente contaminano rugiada e fioriture circostanti. Le molecole di questi veleni uccidono tutti gli insetti con cui entrano in contatto, e il loro raggio d’azione si estende fino a svariati chilometri di distanza dai campi di semina.

Legambiente e Unaapi chiedono perciò la sospensione dell’uso di tali sostanze che alla lunga intossicano l’ambiente circostante, almeno per tutte le colture visitate dagli insetti impollinatori. Domandano inoltre di aggiornare in Italia e nella Ue anche in campo agricolo le procedure per la valutazione di impatto ambientale delle sostanze chimiche che vengono immesse nell’ambiente.

di G.V.

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22 Marzo giornata mondiale dell’acqua: “Imbrocchiamola”!

Venerdì 21 Marzo 2008

Il 22 marzo si festeggia la giornata mondiale dell’acqua e in tale occasione Legambiente e Altraeconomia rilanciano «Imbrocchiamola», la campagna nazionale della rivista dei consumatori nata per promuovere nei locali pubblici la somministrazione di acqua del rubinetto.

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Bere l’ “acqua del sindaco†significa usufruire di un bene che è sicuro, controllato e soprattutto economico.

Pietro Raitano, direttore del mensile Altreconomia spiega: “I consumatori e i clienti devono avere il diritto di chiedere l’acqua di rubinetto anche nei locali, che non possono rifiutarsi di servirlaâ€. Il sito www.imbrocchiamola.org riporta quasi 600 gli esercizi pubblici in tutta Italia segnalati negli ultimi 12 mesi dai lettori di Altreconomia .

L’uso di acqua minerale in bottiglia ha subito soprattutto in Italia una forte impennata negli ultimi decenni e ciò va a discapito delle tasche dei consumatori e dell’ambiente, facendo dall’altro lato ingrossare le tasche dei produttori, il cui numero è aumentato considerevolmente anche a causa della crescente richiesta.

Tale business miliardario è favorito, secondo Legambiente e Altreconomia, anche dai canoni di concessione molto bassi che vengono versati alle Regioni, costi che spesso non badano ai reali volumi di acqua prelevati.

Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale di Legambiente commenta: «È giunto il momento di definire e applicare una volta per tutte un criterio unitario a livello nazionale e più oneroso per il rilascio delle concessioni, […] penalizzando ad esempio chi utilizza bottiglie di plastica o esegue il trasporto su gomma e premiando invece chi favorisce il vuoto a rendere o utilizza la ferrovia».

di G.V.

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Presentato oggi Ambiente Italia 2008, il rapporto annuale di Legambiente, interamente dedicato alla sfida energetica e climatica

Venerdì 15 Febbraio 2008

Peggiora l’efficienza energetica,aumentano i consumi dei trasporti, diminuiscono le tasse sull’inquinamentoSi allontana il rispetto degli impegni di Kyoto, peggiora l’efficienza energetica, aumentano i consumi dei trasporti, diminuisce la tassazione ambientale, le rinnovabili sono in crescita, ma restano sotto la media europea.

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Nelle politiche energetiche e nella lotta al cambiamento climatico, insomma, l’Italia è indietro. Ma ce la può fare. Il rapporto Ambiente Italia 2008 di Legambiente, Scenario 2020: le politiche energetiche dell’Italia, dimostra che, cifre alla mano, anche da noi è possibile realizzare gli obiettivi fissati dalla Ue al 2020 per il potenziamento dell’efficienza energetica, la diffusione delle fonti rinnovabili e la riduzione delle emissioni di gas serra. L’edizione 2008 di Ambiente Italia, l’annuale rapporto di Legambiente edito da Edizioni Ambiente (256 pagine, 18 euro), è interamente dedicata all’energia e alla lotta al cambiamento climatico. Con tutti i numeri italiani ed europei sui consumi energetici, le fonti rinnovabili, le emissioni di CO2, i costi e le tassazioni energetiche, suddivisi in 30 indicatori. Una nuova sezione del volume presenta invece una rassegna di buone pratiche, dalla Germania alla Grecia, passando ovviamente per l’Italia. Interventi che mostrano come gli obiettivi della strategia europea “20-20-20†a tutela del clima non siano utopistici, ma già raggiungibili con le tecnologie a disposizione. Anche nel nostro Paese.

Il ruolo che l’Unione Europea si è candidata a svolgere sul palcoscenico internazionale, con la decisione di as­sumere chiari e vincolanti obiettivi per il 2020 (-20% di riduzione di CO2, aumento del 20% dell’efficienza energetica, 20% di energia da fonti rinnovabili) è infatti una novità fondamentale degli ultimi mesi. Ambiente Italia 2008 è stato presentato questa mattina a Roma dal presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, da Roberto Della Seta, della segreteria di Legambiente e da Duccio Bianchi, della direzione di Ambiente Italia. I numeri parlano chiaro: nello scorso decen­nio, in Italia, tutti gli indicatori energetici e quelli relativi alle emissioni climalteranti hanno mostrato un segno contrario alle speran­ze di un’evoluzione verso una economia più efficiente e rin­novabile.

- crescono le emissioni di gas serra, giunte nel 2005 a oltre 580 milioni di tonnellate di CO2 equivalente (+ 0,3% sull’anno precedente), ma nei due anni successivi si registra finalmente una lieve inversione di tendenza;

- siamo il terzo paese europeo per emissioni (eravamo il quinto nel 1990 e il quarto nel 2000);

- mentre l’Unione Europea ha ridotto del 7,9% le proprie emissioni rispetto al 1990 (nell’Europa a 15 sono scese del 3%), l’Italia le ha viste crescere del 12,1%, soprattutto a causa dell’aumento dei consumi per trasporti (+27%), della produzione di energia elettrica (+16%) e della produzione di riscaldamento per usi civili (+21%);

- le nostre emissioni procapite di gas climalteranti sono, sia pure di poco, superiori alla media europea e circa il doppio della media mondiale;

- l’intensità di emissioni di CO2 rispetto alla ricchezza prodotta (misurata come Pil) è aumentata in Italia del 2% tra il 2000 e il 2005; rispetto al 1990 per ogni milione di euro (a valori costanti) le emissioni di CO2 sono diminuite in Italia del 7%, mentre in Germania e negli Stati Uniti sono scese del 24%, in Gran Bretagna del 33% e in Cina del 44%.

da: legambiente.eu

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Legambiente conferisce a Torino il premio Ecosistema Bambino 2008

Domenica 6 Gennaio 2008

La città più attenta ai bisogno dei giovanissimi è Torino, seguita da Ravenna, Roma e Modena. L’indagine, dal nome “Ecosistema bambinoâ€, viene fatta annualmente per scoprire dove i piccoli cittadini sono maggiormente seguiti e dove le politiche sociali sono attente al loro benessere.
Gli ultimi posti della classifica sono occupati da Lecco, Enna, Agrigento e Crotone.

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La capitale piemontese è risultata dotata di uffici comunali competenti, che nonostante i cambi di giunta, sono riusciti a portare avanti diversi progetti rivolti ai giovani.
Ravenna è considerata la migliore tra le città di una regione tradizionalmente attenta alle politiche sociali.
Roma si distingue per la ricca offerta di stimoli e iniziative culturali, per i progetti, sia in periferia che in centro città, dentro e fuori la scuola.
Modena viene premiata per l’ampiezza di iniziative e la continuità dell’impegno a favore dei bambini negli ultimi dieci anni.
Infatti tale lista di città lodate cambia, quando l’indagine si estende gli ultimi dieci anni: Modena occupa il primo posto, a seguire Pistoia, e infine Torino. Fanalino di coda sono le città di Catanzaro, Oristano e Nuoro.
I parametri che Ecosistema Bambino 2008 adotta per stilare la sua classifica sono gli strumenti di coinvolgimento (consulte giovanili e incontri con le istituzioni), la presenza e al funzionamento di strutture e uffici dedicati ai giovani, la quantità e qualità dell’offerta culturale (musei, aree riservate, eventi, teatri, ludoteche, biblioteche) e anche iniziative di promozione culturale e sociale create proprio per i più piccoli (pubblicazioni e riviste per ragazzi, soggiorni in città e fuori città, laboratori).

di G.V.

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Patrimonio artistico italiano a rischio inquinamento

Mercoledì 24 Ottobre 2007

Il dossier “Salvailmuseoâ€, presentato da Legambiente ai musei Capitolini nell’ambito della campagna per la tutela del patrimonio artistico minore, Salvalarte, ha evidenziato come i monumenti e le opere conservate nelle nostre pinacoteche sono a forte rischio inquinamento.

L’analisi condotta in 15 pinacoteche italiane registra la presenza in quei locali di articolato, ozono e gas acidi, elementi molto pericolosi per le opere d’arte in quanto capaci di erodere e scolorire dipinti, rigonfiare il legno delle tele e annerire i marmi.
L’allarme è molto alto al Museo della Navigazione fluviale di Battaglia Terme a Padova dove i livelli di ozono (O3) presenti nell’aria superano di 20 volte il limite dettato dalla legge.
La presenza di ozono, che al pari dell’acqua ossigenata deteriora le tele scolorendole, è stata riscontrata anche al Museo della Arti Orientali di Roma e al Galata di Genova.
Al Museo Archeologico di Napoli e all’Istituto del Risorgimento Italiano di Roma è invece il livello del biossido di azoto (NO2) a destare preoccupazione in quanto supera di rispettivamente 15 e 10 volte il limite consentito dalla legge. L’inquinamento penetra anche al Pac di Milano, alla Pinacoteca Nazionale di Bologna e ai Musei Capitolini di Roma.
Il biossido di zolfo (SO2) , altro elemento inquinante rilasciato nell’aria dai combustibili usati per il riscaldamento, risulta presente in quantità esigua perché si sviluppa durante l’inverno, quindi per un periodo relativamente breve.

di G.V.

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