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Decifrata la telomerasi: svolta importante verso un farmaco anti-cancro

Giovedì 4 Settembre 2008

I ricercatori del Wistar Institute di Philadelphia sono giunti a delle interessanti conclusioni in materia di farmaci per la cura dei tumori.

decifrata-la-telomerasi-svolta-importante-verso-un-farmaco-anti-cancro Decifrata la telomerasi: svolta importante verso un farmaco anti-cancro

Lo studio, pubblicato su Nature, riferisce che si è riusciti a decifrare la struttura tridimensionale dell’enzima che ‘custodisce’ il nostro codice genetico, la ‘telomerasi’, la cui funzione è di proteggere l’integrità del Dna di ogni cellula: senza di esso le cellule invecchierebbero inesorabilmente.

Con l’ausilio della cristallografia a raggi X, Emmanuel Skordalakes e il suo team hanno scoperto dettagli atomici dell’enzima ricostruendo per la prima volta in 3D l’immagine della telomerasi e scoprendo il suo sito attivo, ossia la parte dell’enzima cruciale per il suo funzionamento.

Questa scoperta apre la strada allo studio e alla messa a punto di molecole inibitrici della telometrasi da usare come farmaci anti-cancro.
Si potrà altresì capire come attivarla per contrastarne l’invecchiamento.

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Uno studio tedesco fa slittare il riscaldamento globale al 2020

Lunedì 5 Maggio 2008

Secondo uno studio tedesco, basato su un nuovo modello matematico e pubblicato dalla rivista Nature , si sta entrando in un periodo in cui la Terra tenderà naturalmente a raffreddarsi per effetto di alcune correnti dell’Oceano Atlantico.

globale-istituto-matematico-meteorologico-modello-nature-riscaldamento-temperatura Uno studio tedesco fa slittare il riscaldamento globale al 2020

Il nuovo modello matematico dei ricercatori dell’Istituto per le Scienze Marine di Kiel e dell’Istituto metereologico di Amburgo tiene conto solamente delle variazioni di temperatura della superficie degli oceani, la cui misura negli ultimi anni è diventata molto più precisa.

Stando a quanto riferiscono gli scienziati, nei prossimi 15 anni ci sarà una frenata del riscaldamento globale, con la temperatura che resterà quasi invariata, almeno in Europa e in Nord America, le prime zone a cui è stato applicato il modello, per poi ricominciare a salire bruscamente dopo il 2020.
I ricercatori sottolineano però che, nonostante il modello sia stato testato sulle variazioni di temperatura dal 1950 al 1980, dando risultati abbastanza positivi, non bisognerà per questo arrestare le misure messe in atto per mitigare l’effetto dell’uomo sul clima.

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Dna: i due geni amici, Fto e Mc4r, nemici dell’obesità

Lunedì 5 Maggio 2008

Durante uno studio, pubblicato da “Nature Geneticsâ€, che ha coinvolto 77 Istituti in Inghilterra, Usa, Francia, Germania, Italia (l’Istituto di neurogenetica e neurofarmacologia del Cnr di Cagliari), Finlandia e Svezia, alcuni ricercatori, guidati da Mark McCarthy, hanno cercato nella popolazione i geni ricorrenti legati all’aumento di peso e scoperto che, al già noto gene Fto se ne affianca un altro che si chiama Mc4r. Le varianti “cattive†di questi due geni insieme sono responsabili in media di 3,8 chili di aumento di peso.

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Dalla ricerca è emerso che le varianti cattive sono più comuni in coloro che hanno antenati asiatici rispetto agli europei, anche se tra gli inglesi sono presenti in circa il 50% della popolazione.
I soggetti più sfortunati, invece, portatori delle varianti di entrambi i geni, guadagnano sulla bilancia, in media, ben 3,8 chili in più. Va meglio a chi presenta solo la variante individuata di recente: per lui, infatti, la bilancia segna “solo†1,5/2 chili in più.
Infine si è potuto verificare che anche da solo l’Mc4r è responsabile di almeno due centimetri di giro-vita in più e soprattutto dell’aumento della resistenza all’insulina, da cui deriva il diabete di tipo 2.

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Grazie ad una nuova tecnica, mappatura genetica a un milione di dollari

Giovedì 17 Aprile 2008

Uno studio pubblicato da Nature, descrive un metodo innovativo per sequenziare completamente il Dna, dello scienziato James Watson, uno degli scopritori della struttura del Dna. Il costo per ottenere la mappatura del proprio Dna è di un milione di dollari.

dna-genoma-mappatura-nature-progetto Grazie ad una nuova tecnica, mappatura genetica a un milione di dollari

L’ultima generazione delle tecnologie per mappare il Dna umano sta rivoluzionando la genomica, promettendo mappe molto più rapide da ottenere (un mese circa) , e soprattutto a prezzi “più convenienti†del passato.

Il metodo usato dai ricercatori è completamente diverso da quello del progetto Genoma.
Paolo Vezzoni, ricercatore del Cnr che partecipò al progetto Gemma, ne spiega le diversità: “La prima differenza è che invece che diviso ordinatamente il Dna è stato frammentato ‘a caso’, poi analizzato e in seguito il risultato riunito con algoritmi matematici in pratica è come se per sequenziare la Divina Commedia se ne siano strappate venti a caso, si siano guardati i singoli pezzi e si siano rimessi assieme sfruttando il fatto che avevano piccole parti in comune, e questo è molto più veloce. Inoltre si è usata una macchina che permette di analizzare un singolo frammento di Dna in una piastra dove se ne possono mettere centinaia alla volta. C’é però da dire una cosa, che questo è potuto avvenire solo perché c’era già stato il progetto Genoma, che ha dato la cornice entro cui si sono mossi”.

di G.V.

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Sondaggio sugli scienziati e le sostanze usate per accrescere le prestazioni intellettuali

Lunedì 14 Aprile 2008

Nature Network, il forum per scienziati diretto dalla rivista Nature, ha intervistato oltre 1400 ricercatori, di cui più della metà, ha ammesso di usare farmaci per migliorare la concentrazione e la memoria.
Gli scienziati lavorano in 60 paesi diversi ma la maggioranza proviene da Stati Uniti, Regno Unito e Australia.

anfetamine-ansioliti-attenzione-beta-bloccanti-capacita-collaterali-concentrazione-effetti-intellettuali Sondaggio sugli scienziati e le sostanze usate per accrescere le prestazioni intellettuali

L’indagine, effettuata tramite un questionario on line completamente anonimo, ha concentrato l’attenzione su tre farmaci: Ritalin, Modavigil e beta bloccanti.

Il Ritalin (metilfenidato MPH) viene assunto in ambito accademico per amplificare le prestazioni cognitive e similmente alle anfetamine è utilizzato per il trattamento del disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività in bambini (noto come ADHD) e adulti.

I ricercatori fanno uso anche di Provigil, uno stimolante mentale e beta-bloccanti, che fungono anche da ansiolitici e sono i preferiti da chi soffre di ipertensione.

288 tra gli interpellati dichiarano, inoltre, di usare queste sostanze anche al di fuori del contesto medico, magari in vista di un particolare impegno scientifico o per annullare il jet lag. Riferiscono che gli effetti collaterali sono poca cosa quando si ha la possibilità di accrescere le proprie capacità intellettuali.

Dal sondaggio emerge quindi, come la linea di demarcazione che separa l’uso di sostanze che aumentano le prestazioni per la cura delle malattie e la ricerca del benessere sia impercettibile anche per coloro che ne conoscono bene i pro e i contro.

di G.V.

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Si spezza ma non si rompe: dalla Francia un materiale in grado di ripararsi da solo

Domenica 24 Febbraio 2008

Addio calze smagliate, vetri infranti e vestiti logori dal tempo e dall’usura! In nostro soccorso è arrivato un materiale speciale, una sorta di gomma formata da un insieme di componenti chimici che permetterà di creare dei vestiti e degli oggetti in grado di ripararsi da soli.

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Ludwik Leibler e i suoi colleghi dell’Industrial Physics and Chemistry Higher Educational Institution (ESPCI) di Parigi hanno spiegato alla rivista scientifica britannica “Natureâ€, che la speciale gomma potrà servire per creare vernici e rivestimenti che non necessitano di riparazione e che quindi permetterebbero ai clienti di risparmiare notevoli somme di denaro.

Il ricercatore aggiunge in merito al materiale: “Lo si potrà usare per i vasi di vetro così che non si rompano quando i bambini li buttano in terra. Potrebbe servire a creare un vetro che rimbalza”.
L’indistruttibile materiale è costituto da acidi grassi, urea e idrocarburi a catena allungata e qualcos’altro che non è noto.

I ricercatori spiegano che il potere attrattivo dei lembi deriva dal fatto che, similmente ad una calamita, le estremità sono capaci di instaurare forti legami a idrogeno, ossia di natura magnetica.

Gli scienziati si spingono oltre e sperano di poter applicare le proprietà autoguarenti del materiale alla medicina dove servirebbero alle ossa e alle cartilagini artificiali.
Perché avvenga il ricongiungimento delle parti strappate o tagliate è sufficiente avvicinare a temperatura ambiente le due parti senza comprimere, per 15 minuti e il gioco è fatto. Questa opera di ricostruzione può essere ripetuta fino a 20 volte.

di G.V.

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L’abbigliamento del futuro produce energia grazie al movimento del corpo

Sabato 16 Febbraio 2008

Sulla rivista “Nature†i ricercatori del Georgia Institute of Technology spiegano come funziona una loro nuova invenzione: una fibra tessile ricoperta di circuiti elettrici tramite cui si può ottenere un abbigliamento in grado di generare energia.

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Gli scienziati del gruppo guidato da Zhong Lin Wang hanno creato del tessuto (con fibre di Kevlar) capace di convertire l’energia generata dal corpo in movimento (dalle vibrazioni del battito cardiaco o dal vento) in una fonte per alimentare piccoli dispositivi.
Si tratta di microcircuiti in ossido di zinco con uno spessore cha va dai 59 fino ai 200 nanometri (un nanometro corrisponde a un milionesimo di millimetro) e una lunghezza di 3500 nanometri.
Wang spiega: «Quando i fili vengono deformati producono corrente. La nostra ricerca punta all’uso del cosiddetto processo di ‘corrente piezoelettrica’, usato per esempio da diverso tempo anche negli orologi al quarzo o per gli accendini elettrici».
Secondo Wang un metro quadrato di tessuto è in grado di generare almeno 80 milliwatt di potenza, vale a dire quanto basta per alimentare un cellulare, piccoli sensori di uso militare o per l’iPod.
Ai ricercatori non resta che studiare un modo per riparare le fibre dall’acqua dei lavaggi poiché l’ossido di zinco si degrada quando viene bagnato.
Foto tratta da: www.gatech.edu

di G.V.

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L’Helicoverpa zea ha la meglio sul cotone OGM

Sabato 9 Febbraio 2008

La rivista “Nature Biotechnology†riporta che un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Arizona ha documentato l’esistenza di un insetto capace di attaccare il cotone Ogm.

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La pianta di cotone geneticamente modificata, il cotone BT ( da Bacillus turingiensis ), è coltivata sin dal 1996. Grazie ad una tossina inserita nel suo Dna uccide i parassiti delle normali piante di cotone al fine di usare meno pesticidi ed ottenere migliori raccolti. Ma adesso che la natura ha preso i suoi provvedimenti, è nato un insetto, l’Helicoverpa zea, capace di resistere all’insetticida. I ricercatori hanno spiegato che si tratta solo di una limitata popolazione di vermi del cotone trovati in una decina di campi agricoli negli Stati del Mississippi e dell’Arkansas tra il 2003 e il 2006.

La loro presenza è circoscritta alle cosiddette ‘zone rifugio’, appezzamenti di terreno con coltivazioni ‘cuscinetto’ di cotone non Ogm. I ricercatori spiegano che anche l’accoppiamento con parassiti normali creerebbe nuove generazioni di parassiti normali. Il pericolo rientra se si pensa, inoltre, che già nelle nuove coltivazioni di cotone Ogm si usano dei pesticidi a cui l’insetto è vulnerabile.

di G.V.

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In America batte il primo cuore bioartificiale

Martedì 15 Gennaio 2008

La rivista “Nature Medicine†segnala un esperimento che ha portato alla creazione di un cuore artificiale, avvenuto all’Università del Minnesota, a Minneapolis grazie alla dott.ssa Doris Taylor, direttrice del centro per la ricostruzione cardiaca.

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Questo organo è stato costruito in laboratorio partendo da quello di una cavia morta, un maiale o un topolino, e completamente “restaurato†e rimesso a nuovo grazie a cellule neonatali.
Il cuore di topolini e maiali morti, con valvole, vasi sanguigni e geometria atriale e ventricolare intatte, ha fatto da scheletro cellulare al nuovo organo che è stato plasmato da centinaia di migliaia di cellule neonatali. Il primo battito del nuovo organo si è avuto a quattro giorni dalla “semina†delle cellule, mentre otto giorni dopo ha cominciato a pompare sangue.
Uno dei grandi vantaggi del cuore bioartificiale è che si riduce di molto il rischio di rigetto. La speranza è che in futuro si possa costruire un cuore usando le cellule staminali del paziente.
Tale esperimento, inoltre, apre la strada alla possibilità di generare qualsiasi organo: reni, fegato o pancreas.
Secondo la rivista “Nature Medicine†questo passo potrebbe segnalare una svolta nel mondo dei trapianti e abbattere così le interminabili liste di attesa che, ogni anno a causa della carenza di donatori, portano al decesso di numerosi pazienti.

foto: KGET 2007

di G.V.

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Dopo 30 anni di ricerca gli studiosi scoprono l’origine dell’antimateria esistente nella Via Lattea

Venerdì 11 Gennaio 2008

La notizia, pubblicata sulla rivista “Natureâ€, viene fornita da Gerry Skinner dell’ University of Maryland College Park, che ha coordinato un gruppo internazionale di studiosi, e dai dati raccolti dal satellite europeo Integral, lanciato nel 2002, orbitante a raggi gamma.

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Una informazione astrofisica di grande rilievo che mette a conoscenza sull’origine dei positroni, particelle di antimateria, di cui già si conosceva l’esistenza al centro della nostra galassia, ma nulla si sapeva sulla loro origine. La nuova scoperta ha dimostrato che l’antimateria è diffusa e decentrata e non derivante da una sorgente puntiforme. Essa, secondo gli studiosi, avrebbe origine da un sistema binario formato da buchi neri e stelle di neutroni che perdono nello spazio positroni e potrebbe essere ipotizzabile anche per galassie simili alla nostra.

Nella foto un buco nero in una rappresentazione artistica della NASA.

di D.T.

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