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Olio di cocco come carburante

Venerdì 2 Novembre 2007

La ricerca di energie alternative, che abbiano un basso impatto ambientale, si è guadagnata un posto in prima pagina negli ultimi tempi, grazie agli appelli di Al Gore (ultimo Premio Nobel per la Pace) e alle ultime riunioni europee.

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E’ in questo ambito che s’inserisce una notizia che viene direttamente dalla Polinesia francese: l’azienda di Huilderie de Tahiti userà l’olio di cocco (estratto dai frutti delle palme) per alimentare una caldaia.
Che i gas di scarico siano tra le cause maggiori d’inquinamento dell’aria è una storia arcinota e la speranza è quella di poter arrivare a creare dei generatori di corrente e automobili che usino l’olio di cocco come carburante. Questa soluzione sarebbe non inquinante e rinnovabile ma soprattutto economica considerando il fatto che un litro d’olio di cocco deriva da cinque noci e costa solo 60 centesimi. Un ulteriore vantaggio sarebbe che le automobili diesel non dovrebbero neanche subire delle modifiche tecniche.
L’unico neo sarebbe rappresentato invece dal fatto che solo i paesi tropicali potrebbero usare macchine che vanno ad “olio di cocco” perché funzionano solamente quando la temperatura esterna è superiore è 17 gradi.

di G.V.

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Al Gore: l’impegno per l’ambiente gli è valso il Nobel per la pace

Domenica 14 Ottobre 2007

L’impegno e gli sforzi profusi a favore dell’ambiente sono valsi il Nobel per la pace all’ex vice presidente degli Stati Uniti, Al Gore.

Al Gore, che condivide il premio con l’Ipcc (Comitato intergovernativo dell’Onu per i cambiamenti climatici), “un gruppo – a suo dire - i cui membri sono impegnati da anni in un lavoro instancabile e altruista per la causa dell’ambiente”, si sente profondamente onorato del conferimento e specifica, che l’intero corrispettivo in denaro del premio sarà devoluto all’Alleanza per la Protezione del Clima.
E’ doveroso ricordare il suo libro “Una scomoda verità”, che una volta divenuto documentario ha vinto l’Oscar nonché il megaevento, da lui promosso, del Live Earth, con i maggiori artisti mondiali mobilitati per sensibilizzare gli animi e scandire a chiare lettere che il problema cambiamento del clima è allarmante e che il nostro pianeta è a serio rischio.
Alla notizia del Nobel, Bush, che ha sempre rifiutato di ratificare il trattato di Kyoto sui cambiamenti climatici, ha fatto sapere che non cambierà le politiche degli Usa in materia ambientale.

di G.V.

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