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Morti 3 Orsi Marsicani nel Parco nazionale degli Abruzzi

Mercoledì 3 Ottobre 2007

Un probabile avvelenamento ha portato alla morte tre orsi marsicani, due femmine e un maschio, nel Parco nazionale degli Abruzzi.

Dopo il ritrovamento dei primi 2 esemplari, Bernardo e la sua “compagna”, è stato trovato il terzo che era un esemplare più giovane rispetto agli altri due animali rinvenuti. Diventa sempre più probabile l’ipotesi dell’avvelenamento portata avanti dagli investigatori del Corpo forestale dello Stato. Le ricerche sono condotte con la collaborazione dei ricercatori del Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo dell’Università La Sapienza e del personale dell’Ente Parco. «La stretta sequenzialità dei ritrovamenti rafforza la tesi di un possibile avvelenamento - dichiara Livia Mattei, esperta biologa e funzionario del Corpo forestale dello Stato - anche se non è escluso che sia stato accidentale e non necessariamente legato alla volontà di sopprimere Bernardo, considerato in passato un orso problematico.

La vicenda pone in evidenza - conclude la Mattei - l’esistenza di sacche di profondo abbandono del territorio, terre di nessuno dove, per colpa di alcuni irresponsabili, si rischia di compromettere il prezioso patrimonio biologico della specie in via di estinzione».L’altro esemplare di orso è stato trovato morto intorno alle 11 a Pescasseroli, a poca distanza da quella in cui sono stati trovati gli altri due, in località Acqua ventilata. Le guardie del Parco stanno procedendo attualmente al recupero.

Sempre nella stessa zona è stata trovata una pecora parzialmente sbranata. L’ipotesi è che le carni della pecora siano state avvelenate e gli orsi, dopo averle parzialmente mangiate, sarebbero morti.

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Provvedimento che limita la possibilità di costruire impianti eolici

Giovedì 27 Settembre 2007

La Conferenza Stato-Regioni ha dato l’ok allo schema del decreto Natura che stabilisce norme assai limitanti per l’inserimento di parchi eolici nei Siti di importanza comunitaria (Sic) e Zone a protezione speciale (Zps).
A dire no al provvedimento però ci sono l’Associazione Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili (Aper), Assoelettrica e l’Associazione nazionale energia del vento (Anev) che ritengono la norma molto restrittiva

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