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Certificazione alla plastica biodegradabile prodotta da barbabietole

Sabato 19 Aprile 2008

L’ente certificatore internazionale belga Vincotte ha riconosciuto alla bioplastica ‘Minerv Pha’, prodotta con barbabietole da zucchero, la certificazione di prodotto biodegradabile, ‘ok biodegradable water’.

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Lo hanno annunciato due aziende bolognesi, Bio on (azienda attiva nel settore delle moderne biotecnologie) e Co.Pro.B (Cooperativa Produttori Bieticoli), che hanno contribuito alla produzione del ”primo e unico biopolimero da barbabietole da zucchero”.

Nella nota spiegano che il nuovo biopolimero nasce da progetto di ricerca partito nel e ”può sostituire prodotti inquinanti e ottenuti dal petrolio come Pet, Pp, Pvc, con i quali si realizzano bottiglie, packaging alimentare, componentistica auto, arredamento, fibre, pellicole per imballaggio, elettronica”.
Aggiungono: ”L’idea e’ particolarmente innovativa perchè per la prima volta al mondo il ‘Pha’ viene ottenuto da barbabietole e suoi derivati e non da oli o amido di cereali, come la maggior parte dei biopolimeri oggi in commercio. La certificazione ottenuta attesta la competa biodegradabilità in acqua e a temperatura ambiente e pone ‘Minerv Pha’ al primo posto tra le bioplastiche esistenti”.

Concludono infine dicendo che ‘Minerv Pha’ ”ha ottime proprietà termiche e, attraverso la gamma di polimerizzazione, è possibile soddisfare esigenze produttive da -10 a +180 gradi C”.

di G.V.

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La Cina fa progressi nella tutela dell’ambiente: dal primo giugno saranno vietati anche i sacchetti di plastica

Giovedì 10 Gennaio 2008

La Cina all’avanguardia per la tutela dell’ambiente e il risparmio di petrolio. La scelta del Governo di vietare l’uso dei sacchetti di plastica, dettata dalla necessità di tutelare l’ambiente, fa seguito ad altri provvedimenti già varati, concernenti i limiti imposti alle emissioni delle automobili e la nascita di numerose fonti rinnovabili.

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Considerato che ogni giorno i cinesi impiegano circa 3 miliardi di buste, si capisce il grande risparmio di petrolio che si potrà realizzare, pari a circa 5 milioni di tonnellate l’anno, per 2,5 miliardi di euro.
Il provvedimento riguarda le buste di plastica più sottili, mentre proseguirà la produzione di buste più pesanti. Anche in alcune città di Francia, Uganda, Australia, Bangadesh e Stati Uniti sono stati assunti provvedimenti similari. L’Italia, secondo quanto stabilito nella passata Finanziaria, dovrebbe incentivare l’uso di surrogati di origine vegetale e, successivamente, dal 2010 assumere i primi provvedimenti di messa al bando, anche se ancora non sono state definite le modalità di sanzionamento e multe per i trasgressori.

di D.T.

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Busta di plastica, un oggetto altamente inquinante, addio!

Lunedì 5 Novembre 2007

La vecchia busta di plastica potrebbe tra qualche anno diventare un oggetto di antiquariato.
In base alla finanziaria la busta di plastica scomparirà dalle città italiane a partire dal 1° gennaio 2010, così come è già accaduto a Parigi e a San Francisco dove è già fuorilegge.

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Le buste di plastica non degradabili sono altamente inquinanti per l’ambiente e dannose per la nostra salute. I numeri parlano chiaro: nel mondo vengono venduti più di 500 miliardi di sacchetti di plastica ogni anno ma solo il 2% di questa massa viene riciclata. Il solo paese italiano ne consuma ben 300 mila tonnellate. L’anidride carbonica che viene rilasciata nell’aria è pari a 200 mila tonnellate mentre i barili di petrolio utilizzati sono 2 milioni e 700 mila.
La decomposizione di un sacchetto di plastica è molto lunga: per una sola busta sono necessari ben 1000 anni!
Inoltre, le componenti tossiche delle borse inquinano il suolo e l’acqua, intossicando talvolta gli animali che se ne cibano. 100 mila tartarughe marine, balene e altri mammiferi marini muoiono ogni anno soffocate dalle buste di plastica che vengono scambiate per cibo di cui nutrirsi.
Questi dati alquanto preoccupanti rappresentano una minaccia per l’ambiente ma anche per la flora e per la fauna, tanto che spingere l’uomo verso una realtà in cui il sacchetto in plastica sarà sostituito da una borsa riutilizzabile, che permetterà di risparmiare denaro e di preservare le risorse naturali usando più volte un accessorio che magari un giorno potrebbe anche diventare di moda!!

di G.V.

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