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Boom di cellulari: scatta il programma di riciclo dei rifiuti tecnologici

Venerdì 28 Dicembre 2007

Il quotidiano inglese Indipendent lancia l’allarme: per il bene dell’ambiente sarebbe opportuno procedere al riciclo dei cellulari non più in uso.

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Il rischio aumenta nel periodo natalizio quando, causa regali, i vecchi apparecchi vengono sostituiti dai nuovi: addio alle vecchie edizioni della console per giocare, lettori mp3, computer e telefonini.
All’utente europeo medio un telefonino dura 18 mesi circa. La tecnologia avanza e le funzioni dei nuovi modelli allettano gli occhi dei compratori soprattutto italiani che, nell’anno 2006, con 139 telefoni cellulari ogni 100 abitanti hanno stabilito un nuovo record.
Ma questi rifiuti tecnologici costituiscono un grave pericolo per l’ambiente a causa di sostanze chimiche dannose e tossiche come zinco, nichel, ferro, litio, piombo, cadmio e plastica contenuti sia nei cellulari che nelle batterie.
Per far fronte al problema la legislazione comunitaria prevede che i produttori provvedano a garantire il ritiro e il riciclo dei vecchi modelli.
Le aziende a loro volta hanno creato un mercato del riciclo grazie anche alle nuove policy che inducono i produttori a essere ecologicamente responsabili e a usare materiali meno inquinanti e facilmente riciclabili.
Tali programmi di rottamazione prevedono sconti per nuovi acquisti e la restituzione dei telefonini vecchi alle ditte che li hanno prodotti.
Un’altra iniziativa lodevole ha raccolto dalla vendita dei vecchi apparecchi una somma che è stata devoluta per la costruzione di una casa di accoglienza per donne con bambini in difficoltà.
Quando bisogna sbarazzarsi del vecchio apparecchio tecnologico non resta che da scegliere quale soluzione preferire.

di G.V.

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Sempre più spazio e attenzione alla raccolta differenziata

Domenica 28 Ottobre 2007

La raccolta differenziata cominciata a diventar sempre più protagonista della realtà quotidiana degli italiani.

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Il Comieco, Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, per celebrare la conclusione del decennale della nascita di Conai e dei Consorzi di Filiera degli imballaggi, riunisce in questi giorni a Roma i pionieri della raccolta differenziata.
Il Conai, Consorzio nazionale per il recupero imballaggi, ha effettuato un sondaggio in ben 23 città italiane ad oltre 13.000 persone per recuperare dati in merito all’argomento. I risultati sono del tutto confortanti: dall’11%, pari a tre milioni circa di tonnellate, del 1998 si è giunti al 25,2%, ossia 8,2 milioni di tonnellate di materiali riciclati del 2006.
Dai risultati si evince che il materiale, che per eccellenza viene raccolto separatamente per poi finire nell’apposito cassonetto dei rifiuti, è la plastica seguito dalla carta e dal vetro.
L’inconveniente maggiore, a cui gli italiani che effettuano la separazione dei rifiuti vanno incontro, è l’ingombro in casa dei materiali separati seguito dalla lontananza dei cassonetti.
Quest’ultimo è l’ostacolo maggiore per i residenti al Sud Italia mentre al Nord grande difficoltà viene rilevata nel riconoscere i materiali da separare.
Da tale quadro emerge che la sensibilità ambientale al Sud deve crescere e che i comuni dovrebbero impegnarsi di più a tal riguardo.

di G.V.

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Apple è davvero più “Green”?

Lunedì 22 Ottobre 2007

In seguito al successo della campagna “Green my Apple” e dell’eco guida di Greenpeace ai prodotti elettronici, Steve Jobs affermò che presto la Apple avrebbe scavalcato tutti i suoi concorrenti sulla questione ambientali. A circa sei mesi da questa dichiarazione, e a fronte di un “chiassoso silenzio” da parte del colosso di Cupertino, Greenpeace ha deciso di acquistare il nuovo iPhone e l’ha fatto analizzare da un laboratorio di ricerca indipendente nel Regno Unito.
I risultati ottenuti hanno riportato la presenza di composti pericolosi come il BFR e il PCV: nel caso di quest’ultimo, è emersa la presenza di alcuni ftalati (additivi tossici) del valore di 1,5 % del peso dei rivestimenti plastici dei fili dell’auricolari.

Un altro aspetto allarmante è determinato dalla batteria dell’iPhone, stranamente saldata al telefono, che non consente una sua facile sostituzione, oltre a complicarne riciclo e smaltimento.

Fortunamente, sul fronte Nokia e Sony Ericcson dei passi avanti sono stati fatti: entrambe, infatti, hanno rimosso i PCV e hanno quasi del tutto eliminato i BFR, oltre ad essersi fatte carico del riciclo dei loro prodotti (passo che invece Apple, ancora, sembra lontano dal fare).
Adesso si attende il nuovo lancio europeo (il prossimo mese) per promuovere, perché no, un telefonino “verde”…non ci resta che aspettare. (fonte: greenpeace.it)

di Anna Mennella

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