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Il nucleo di ferro di Mercurio si raffredda e il pianeta si restringe

Lunedì 7 Luglio 2008

Una foto scattata dalla sonda spaziale Messenger ha confermato agli scienziati della Nasa che Mercurio si sta pian piano rimpicciolendo.

il-nucleo-di-ferro-di-mercurio-si-raffredda-e-il-pianeta-di-restringe Il nucleo di ferro di Mercurio si raffredda e il pianeta si restringe

La sua superficie si sta raggrinzendo, dando forma a nuove catene montuose, eruzioni vulcaniche e asperità della crosta.
Gli ultimi rilievi hanno evidenziato che il diametro si è già ridotto di quasi cinque chilometri rispetto ai 4.880 misurati in passato.

Questo fenomeno di contrazione della superficie è dovuto al raffreddamento progressivo del nucleo del pianeta, particolarmente grande rispetto alla media.

Si stima infatti, che il cuore di ferro del pianeta rappresenti il 60% della sua massa totale. Il conseguente raffreddamento del ferro liquido, solidificando il metallo, diminuirebbe il volume di tutto il pianeta, compresa la superficie aderente al nucleo che tenderebbe così a raggrinzirsi.

Grazie alle immagini a colori inviate da Messenger, gli scienziati della Nasa hanno appurato inoltre, che il campo magnetico del pianeta è creato dal nucleo metallico (analogamente alla Terra) e non da un deposito superficiale di ferro.

Le analogie riscontrate finora tra Mercurio e la Terra potrebbero essere importanti per capire come il nostro pianeta si sia evoluto nelle sue prime fasi di vita.

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Il suolo del Pianeta Rosso è adatto alla vita

Domenica 29 Giugno 2008

Gli scienziati della Nasa responsabili della missione della sonda Phoenix, annunciano che su Marte esistono le condizioni per la vita.
Questa scoperta apre la strada a scenari che fino ad oggi era solo possibile ipotizzare.

il-suolo-del-pianeta-rosso-e-adatto-alla-vita1 Il suolo del Pianeta Rosso è adatto alla vita

Lo scienziato Sam Kounaves spiega: “Abbiamo trovato quelli che sembrano essere i requisiti base, cioè le sostanze nutrienti per sostenere la vita nel passato, nel presente o nel futuro“.

Ciò non significa che in passato c’era la vita sul Pianeta Rosso.
In relazione al suolo marziano commenta: “E’ il tipo di suolo che potrebbe essere trovato nel vostro giardino, ricco cioè di sostanze alcaline. E’ un suolo dove potrebbero crescere degli asparagi. Sono dati molto eccitanti per noi“.

E inoltre, le sonde della Nasa Mars Reconnaissance Orbiter e Mars Global Surveyor hanno fotografato quello che potrebbe essere il cratere più grande del nostro sistema solare.

Il gigantesco cratere è situato nell’emisfero settentrionale di Marte, nella conca Boreale, e copre circa il 40% della superfice del pianeta. Potrebbe essere stato creato da un impatto cosmico risalente a 3,9 miliardi di anni fa, ossia all’inizio della formazione del sistema solare.
E’ largo 8.500 chilometri ed è quattro volte più grande del cratere risultato da un’altra collisione, Hellas, nell’emisfero meridionale di Marte.

Michael Meyer, esperto della NASA commenta: “Sono dati impressionanti che hanno implicazioni non soltanto in relazione all’evoluzione di Marte ma anche della Terra“.

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Scoperto Sistema Solare simile al Nostro con 2 enormi pianeti simili a Saturno e Giove

Venerdì 15 Febbraio 2008

Scoperto un sistema solare con una stella gemella del sole e due enormi pianeti orbitanti, simili a Saturno e Giove. La sensazionale scoperta astronomica, frutto del lavoro di un’equipe internazionale di scienziati, è stata fatta grazie all’ausilio di una nuova microlente gravitazionale.

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«Abbiamo trovato un sistema solare simile, in versione ridotta, al nostro», ha detto Scott Gaudì dell’Ohio State University, che ha guidato lo studio. La stella è leggermente più piccola, oscura e debole del sole e i pianeti hanno una massa inferiore, ma orbitano alla stessa distanza dei giganti gassosi del nostro sistema solare. Per scoprire i due pianeti (OGLE-2006-BLG-109L) il team di astronomi ha usato una nuova tecnica chiamata “microlensing”, che individua le distorsioni di luce provocate dalla gravità di una stella, quando un corpo massiccio le transita dinanzi. Resta da sapere se, nel sistema solare scoperto, ci sia una terra. «Per quello che ne sappiamo, potrebbero esserci pianeti rocciosi, ma non siamo stati in grado di trovarli».

Nell’equipe anche alcuni italiani tra cui gli astronomi di Campo Catino e Arcetri.

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