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Con lo slogan “Alt ai cambiamenti climatici! Riduciamo la CO2″ parte la seconda settimana di educazione allo sviluppo sostenibile

Giovedì 1 Novembre 2007

Al grido ”Alt ai cambiamenti climatici! Riduciamo la CO2” parte dal 5 all’11 novembre la seconda settimana dello sviluppo sostenibile promossa dall’Unesco per ridurre le emissioni di anidride carbonica.
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Questa iniziativa s’inserisce all’interno della campagna per il ”decennio Onu dell’educazione allo sviluppo sostenibile 2005-2014” e promuove diverse iniziative in oltre 205 iniziative in piazze, scuole e palazzi istituzionali allo scopo di approfondire i temi quali i cambiamenti climatici e la riduzione dei gas nocivi, l’agricoltura, il turismo, e lo sviluppo sostenibile. La manifestazione di propone inoltre di sensibilizzare le coscienze e invitare i cittadini europei a cambiare abitudini volgendo sempre un occhio di riguardo all’ambiente.
A tal proposito Giovanni Puglisi, presidente della Commissione nazionale italiana dell’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, ribadisce che “ per ridare ossigeno al pianeta e scongiurare la catastrofe annunciata, occorre un immediato e concreto cambiamento degli stili di vita e dei sistemi produttivi”.
Il programma della settimana prevede: la proiezione in scuole, università e biblioteche del documentario “Una scomoda verita” del premio Nobel per la Pace Al Gore; lezioni di Slow Food nelle scuole per conoscere il legame tra il consumo di cibo e l’emissione di gas nocivi nell’atmosfera; il lancio di numerose campagne delle organizzazioni ambientaliste, come quella del Wwf “GenerAzione Clima” sul tema del risparmio energetico; percorsi e visite guidate in aree protette e ‘case ecologiche’.
Per avere maggiori informazioni a proposito si consiglia di consultare il sito: www.unescodess.it

di G.V.

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Bersani alle Regioni: Cercasi deposito unico per scorie radioattive

Domenica 14 Ottobre 2007

Il Ministro per lo Sviluppo Economico Bersani all’ultima riunione con le Regioni annuncia che entro 6 mesi bisognerà trovare un deposito unico per deporre e trattare i 90mila metri cubi di rifiuti radioattivi italiani.

Il Ministro per l’Ambiente Pecoraro Scanio sottolinea quanto sia importante trovare una soluzione condivisa anche dalle Regioni, onde evitare in seguito proteste e malcontenti. Si costruirà così a breve un tavolo di lavoro del quale faranno parte il Ministero, l’Apat, l’ Enea, le Regioni con il supporto della Sogin, la società costituita nel ‘99 per la gestione del post nucleare in Italia.
Lo scopo è quello di realizzare un sito di superficie per le scorie di seconda e terza categoria, che sia al tempo stesso un centro di ricerca in modo da smantellare gli attuali 20 impianti nucleari dimessi, distribuiti in ben 11 Regioni.
Basti ricordare che il precedente governo, grazie ad un accordo con Parigi aveva spedito all’estero le scorie italiane per sottoporle a un trattamento di depurazione da uranio e plutonio. Ma la francese Areva, che si occupa del cosiddetto riprocessamento, li rimanderà in Italia entro il 2025 e l’Italia deve risultare pronta per quel momento.

di G.V.

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