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Uno studio di Messenger conferma la “teoria del mondo piccolo”

Domenica 3 Agosto 2008

Il Washington Post rende noto che la teoria dei «sei gradi di separazione», presentata negli anni sessanta da Stanley Milgram, psicologo di Harvard, potrebbe avere un fondamento scientifico grazie ad uno studio della Microsoft.

uno-studio-di-messenger-conferma-la-teoria-del-mondo-piccolo Uno studio di Messenger conferma la teoria del mondo piccolo

Ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 30 miliardi di conversazioni elettroniche fra 180 milioni di persone sparse nei cinque continenti giungendo alla conclusione che sono sufficienti sei passaggi per raggiungere qualsiasi abitante della Terra.

Lo studio, partito nel giugno del 2006, ha analizzato i gradi di separazione che intercorrono tra tutti quelli che utilizzano il programma di messaggi istantanei Messenger.
Partendo dal principio secondo cui due persone sono conoscenti se si scambiano messaggi di testo, la ricerca ha monitorato la lunghezza dei legami necessari per connettere 180 miliardi di diverse coppie presenti nel database del sistema.

E’ venuto fuori che la media è di poco superiore ai sei gradi (6,6).
Il ricercatore Eric Horvitz, che ha condotto lo studio con il collega Jure Leskovec, ha commentato: «Per me è stato abbastanza sconvolgente, abbiamo visto che ci potrebbe essere una connessione sociale costante tra i membri dell’umanitĂ . L’idea che siamo molto vicini l’uno all’altro è sempre stata molto diffusa ma abbiamo dimostrato che questa idea va oltre il folklore».
Gli scienziati conludono infine: «Per quanto ne sappiamo, questa è la prima volta che una social network può convalidare la teoria dei sei gradi di separazione».

La «teoria del mondo piccolo» fu esposta per primo dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy nel 1929 per poi esser ripresa e approfondita nel 1967 dallo psicologo Stanley Milgram.
Nel 1993 ispira anche un film con Donald Sutherland e Will Smith.

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Il nucleo di ferro di Mercurio si raffredda e il pianeta si restringe

Lunedì 7 Luglio 2008

Una foto scattata dalla sonda spaziale Messenger ha confermato agli scienziati della Nasa che Mercurio si sta pian piano rimpicciolendo.

il-nucleo-di-ferro-di-mercurio-si-raffredda-e-il-pianeta-di-restringe Il nucleo di ferro di Mercurio si raffredda e il pianeta si restringe

La sua superficie si sta raggrinzendo, dando forma a nuove catene montuose, eruzioni vulcaniche e asperitĂ  della crosta.
Gli ultimi rilievi hanno evidenziato che il diametro si è già ridotto di quasi cinque chilometri rispetto ai 4.880 misurati in passato.

Questo fenomeno di contrazione della superficie è dovuto al raffreddamento progressivo del nucleo del pianeta, particolarmente grande rispetto alla media.

Si stima infatti, che il cuore di ferro del pianeta rappresenti il 60% della sua massa totale. Il conseguente raffreddamento del ferro liquido, solidificando il metallo, diminuirebbe il volume di tutto il pianeta, compresa la superficie aderente al nucleo che tenderebbe così a raggrinzirsi.

Grazie alle immagini a colori inviate da Messenger, gli scienziati della Nasa hanno appurato inoltre, che il campo magnetico del pianeta è creato dal nucleo metallico (analogamente alla Terra) e non da un deposito superficiale di ferro.

Le analogie riscontrate finora tra Mercurio e la Terra potrebbero essere importanti per capire come il nostro pianeta si sia evoluto nelle sue prime fasi di vita.

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Il suolo del Pianeta Rosso è adatto alla vita

Domenica 29 Giugno 2008

Gli scienziati della Nasa responsabili della missione della sonda Phoenix, annunciano che su Marte esistono le condizioni per la vita.
Questa scoperta apre la strada a scenari che fino ad oggi era solo possibile ipotizzare.

il-suolo-del-pianeta-rosso-e-adatto-alla-vita1 Il suolo del Pianeta Rosso è adatto alla vita

Lo scienziato Sam Kounaves spiega: “Abbiamo trovato quelli che sembrano essere i requisiti base, cioè le sostanze nutrienti per sostenere la vita nel passato, nel presente o nel futuro“.

Ciò non significa che in passato c’era la vita sul Pianeta Rosso.
In relazione al suolo marziano commenta: “E’ il tipo di suolo che potrebbe essere trovato nel vostro giardino, ricco cioè di sostanze alcaline. E’ un suolo dove potrebbero crescere degli asparagi. Sono dati molto eccitanti per noi“.

E inoltre, le sonde della Nasa Mars Reconnaissance Orbiter e Mars Global Surveyor hanno fotografato quello che potrebbe essere il cratere piĂą grande del nostro sistema solare.

Il gigantesco cratere è situato nell’emisfero settentrionale di Marte, nella conca Boreale, e copre circa il 40% della superfice del pianeta. Potrebbe essere stato creato da un impatto cosmico risalente a 3,9 miliardi di anni fa, ossia all’inizio della formazione del sistema solare.
E’ largo 8.500 chilometri ed è quattro volte piĂą grande del cratere risultato da un’altra collisione, Hellas, nell’emisfero meridionale di Marte.

Michael Meyer, esperto della NASA commenta: “Sono dati impressionanti che hanno implicazioni non soltanto in relazione all’evoluzione di Marte ma anche della Terra“.

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Nuove dallo spazio: scoperte 3 Super-Terre nella costellazione del Pittore

Mercoledì 18 Giugno 2008

Sensazionale la scoperta tutta europea di una serie di tre super-Terre“, tre pianeti extrasolari che orbitano intorno ad una stella, l’HD 40307 nella costellazione del Pittore.

nuove-dallo-spazio-scoperte-3-super-terre-nella-costellazione-del-pittore Nuove dallo spazio: scoperte 3 Super-Terre nella costellazione del Pittore

Michel Mayor dell’Osservatorio di Ginevra ha presentato il rilevamento di 42 pianeti extrasolari individuati negli ultimi mesi nonchè la tripletta del Pittore ad una conferenza in corso a Nantes .

Questi pianeti, la cui natura dovrebbe essere rocciosa, hanno una taglia di poco superiore alla Terra avendo una massa, uno 4,2 volte superiore e gli altri due 6,7 e 9,4 volte maggiore.
Ruotano intorno alla propria stella ad altissima velocitĂ , con uno dei pianeti che fa un moto di rivoluzione completo in soli quattro giorni, contro i 365 della Terra, un altro in 10 giorni, e il piĂą lento in 20.

La scoperta è stata possibile grazie ad Harps (High Accuracy Radaial Velocity Planet Search), un telescopio dell’European Southern Observatory a La Silla in Cile.

Finora gli astronomi sono riusciti a scoprire l’esistenza di quasi trecento corpi planetari intorno ad altri astri della nostra galassia Via Lattea.
La maggior parte sono di grande taglia, simili a Giove; quelli piĂą piccoli sono difficili da individuare.
La conclusione positiva di 13 anni di ricerche, conduce Mayor a commentare: «Possiamo dedurre, infatti, che circa un terzo di tutte le stelle simili al nostro Sole abbiano intorno pianeti di taglia contenuta».
La prossima sfida è quella di realizzare osservatori in grado di fotografarli.

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Legambiente e la Terra del futuro: tra utopia e immaginazione

Mercoledì 9 Aprile 2008

In occasione dell’Earth Day del 22 aprile, Legambiente pubblicherĂ , sulla rivista La Nuova Ecologia, il dossier “2108, la Terra che verra”, in cui dispensa rosse previsioni per la terra del futuro: la tecnologia sarĂ  al servizio dell’uomo per aiutarlo nella salvaguardia del pianeta e l’umanitĂ  vivrĂ  in armonia tra natura e high-tech.

earth-day-22-aprile-legambiente-terra-futuro-utopia-immaginazione Legambiente e la Terra del futuro: tra utopia e immaginazione

Come nei film di fantascienza, i viaggi saranno a bordo di dirigibili fotovoltaici, le case saranno ricoperte da una speciale vernice polimerica capace di produrre energia, al posto delle automobili ci saranno i modulor (robot trasportisti che si modificano a seconda dei passeggeri), si coltiverà l’orto sotto casa e i rifiuti di oggi non ci saranno più.

Pietro Cambi, l’autore dello scritto riferisce che gli imballaggi deriveranno da molecole vegetali e non dal petrolio, troppo caro per quel momento.

Rasi al suolo grattacieli e palazzi in cemento per recuperare i materiali, le grandi cittĂ  lasceranno il posto a nuovi ed arditi esperimenti urbanistici. Ci sarĂ  un maggiore utilizzo della bicicletta, del trasporto pubblico e un incremento del car sharing.
I paesi non produttori di petrolio, useranno il motore elettrico per tutti i mezzi di trasporto comprese le navi.

Cambi prevede inoltre una profonda crisi nel 2060 a causa dell’esaurimento delle falde acquifere, l’aumento esponenziale del costo del petrolio e ciò condurrĂ  ad un progressivo ritorno ad un’agricoltura simile a quella di due secoli fa, con prodotti tipici e biologici.

di G.V.

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Un asteroide a metĂ  tra Marte e la Terra potrebbe colpire a gennaio il pianeta rosso

Domenica 23 Dicembre 2007

L’ asteroide 2007 WD5, scoperto lo scorso novembre e che misura circa 50 metri di diametro, si trova tra Marte e la Terra. La forza di gravità marziana attirandolo dalla sua parte ha una possibilità su 75 di esserne colpita intorno al prossimo 30 gennaio.

marte-terra-asteroide-nasa-oppportunity-wd5.jpg

Date le dimensioni ridotte e il breve tempo a disposizione gli astronomi non hanno potuto studiarne la sua rotta precisa.
Steve Chesley, un astronomo del Near Earth Object Program del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, l’ente che si occupa di tenere sotto controllo gli oggetti che potrebbero impattare con il nostro pianeta, ha commentato: “La certezza, se avverrĂ  o meno l’impatto tra l’asteroide e Marte, l’avremo agli inizi di gennaio, quando conosceremo esattamente le proprietĂ  della sua traiettoria. Al momento possiamo dire che è in rotta di collisione con il pianeta, ma non ne abbiamo la sicurezza assoluta”.
Dai dati si evince che l’asteroide potrebbe colpire Marte nelle vicinanze dell’equatore, nei pressi del rover della Nasa Oppportunity inviato su Marte il 25 gennaio 2004 che, si calcola, non dovrebbe esser danneggiato.
Lo scontro con la superficie di Marte potrebbe generare un cratere di un chilometro e mezzo di diametro e sollevare polveri visibili dai piĂą potenti telescopi terrestri.
Chesley aggiunge che: “Anche se 2007 WD5 non colpirĂ  il nostro pianeta l’evento ci permetterĂ  di studiare le conseguenze dello scontro tra un asteroide e un pianeta simile alla Terra e ancora una volta, ci ricorda il pericolo di questi oggetti, che sono presenti a migliaia nello spazio del sistema solare e che prima o poi potranno colpire anche la Terra”.

foto tratta da: www.nasa.gov

di G.V.

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La ISS e lo Shuttle Atlantis nuovamente visibili dall’Italia - Gli orari migliori per ammirarli da alcune cittĂ  italiane

Giovedì 6 Dicembre 2007

Così com’era successo lo scorso Ottobre quando a volare verso la Stazione Spaziale Internazionale era Paolo Nespoli sullo Shuttle Discovery, il cielo sopra l’Italia promette ancora emozioni con il nuovo passaggio della ISS e dello Shuttle Atlantis.

iss-italia-esa-shuttle-atlantis-palermo-roma-stazione-spaziale.jpg

La vista di entrambi sull’area di Roma si prospetta eccellente al momento del lancio, del docking e del rientro della missione STS-122 e soprattutto, questa volta sarà possibile seguirli più agevolmente grazie ad un orario favorevole.

La ISS orbita intorno alla Terra 16 volte al giorno approssimativamente a 350 km sopra le nostre teste, viaggiando ad una velocità di 28.000 km all’ora e sorvola l’85% della superficie terrestre.

Il momento migliore per ammirare il passaggio della ISS è poco prima dell’alba o subito dopo il tramonto quando l’osservatore si trova già nella penombra mentre la ISS è illuminata dal sole. Grazie a queste favorevoli condizioni, dunque, sarà possibile guardarla ad occhio nudo dalla Terra approfittando della vista di uno spettacolo che finora pochi di noi hanno potuto godere.

Durante la Missione STS-122 la ISS sarà ben visibile nel sud dell’Europa e in particolare sopra la città di Roma, area particolarmente privilegiata da cui si può approfittare di diverse opportunità per alzare lo sguardo e scorgere nel cielo la stazione orbitante. Due tra queste numerose opportunità, che avremo dal lancio fino all’atterraggio della missione, sembrano essere particolarmente spettacolari.

La prima occasione sarà poco prima del lancio dello Shuttle Atlantis, precisamente alle 17:57 quando la ISS sorvolerà la Sardegna per proseguire la sua rotta verso il centro dell’Italia, dove arriverà meno di un minuto dopo.

Ma lo spettacolo non si ferma con la vista della ISS: sarà, infatti possibile il 7 Dicembre, tra le 17:04 e le 17:10, vedere nitidamente lo Shuttle Atlantis sorvolare verticalmente l’area di ricerca dei Castelli Romani, dove sorge l’ESRIN, il sito in Italia dell’ESA, ed il resto dell’Italia Centrale, mentre viaggia verso la Stazione con a bordo i due astronauti dell’ESA, Leopold Eyharts e Hans Schlegel e nella stiva di carico il laboratorio europeo Columbus.

Nel link di seguito gli orari migliori per ammirare il passaggio da alcune cittĂ  italiane:
www.spaceflight.esa.int

Da Palermo ad esempio sarĂ  visibile:
orari-palermo-iss-shuttle-atlantis.jpg

Foto e articolo da: www.esa.int

Foto e articol

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Alleanza scienza-societĂ  per combattere il global warming

Giovedì 11 Ottobre 2007

Il surriscaldamento globale è il nuovo allarme del secolo, che urge di un’immediata soluzione per arrestare i pericolosi cambiamenti climatici in corso.

L’incontro di Potsdam del 9 e 10 ottobre, “Global Sustainability - a Nobel Cause”, organizzato dal Potsdam-Institut für Klimafolgenforschung in collaborazione col Wwf e con il supporto del ministero federale tedesco per la formazione e la ricerca, che ha visto la partecipazione dei trenta maggiori premi Nobel (tra cui Rubbia, Molina, Kohn, Hewish, Heeger ecc.) ha fatto il punto sulla questione.
Gli scienziati spiegano che nel corso del nostro secolo non sarà possibile per tutti ricorrere in maniera equa all’energia perché le risorse dei combustibili fossili hanno una quantità limitata e non sono distribuiti in maniera uniforme. Bisognerà dunque, non solo ridurre drasticamente le emissioni di gas serra da parte dei paesi più ricchi, ma anche garantire pari accesso a forme di energia che siano economici, sostenibili e affidabili.
Dall’incontro di Potsdam, conclusosi con un memorandum di tre pagine che sarà presentato alla conferenza ONU di dicembre che si terrà a Bali, emerge infine, la necessità di un nuovo accordo globale per la protezione del clima che vada oltre il Protocollo di Kyoto che si concluderà nell’anno 2012.

di G.V.

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