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Ricerca: Un naso-robot “fiuterà” i tumori della pelle

Venerdì 22 Agosto 2008

Una recente scoperta effettuata da un gruppo di ricercatori statunitensi del Monell Chemical Senses Center di Filadelfia permetterebbe di annusare” sul nascere i tumori alla pelle grazie ad una sorta di naso-robot, un sensore da passare sull’epidermide capace d’individuare l’odore caratteristico.

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Lo studio ha preso spunto dal fatto che alcuni cani possono essere addestrati per fiutare la presenza del tumori della pelle, per via del particolare odore.
Grazie a delle avanzate tecniche di cromatografia per analizzare l’aria intorno ai siti tumorali di 11 pazienti con carcinoma basocellulare, i ricercatori hanno individuato il profilo chimico dell’odore della pelle malata di tumore per poi confrontarlo con quello di 11 persone sane.

Gli studiosi mirano adesso ad individuare il profilo olfattivo di tutte e tre le forme di cancro della pelle, al fine di poter creare un giorno un naso elettronico per eseguire diagnosi rapide e indolori.

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Nuovo farmaco efficace contro il sarcoma delle parti molli

Lunedì 14 Luglio 2008

Un gruppo di studiosi italiani dell’Istituto Mario Negri di Milano insieme a colleghi spagnoli ha creato una molecola che potrebbe essere efficace contro un particolare tipo di tumore, il sarcoma delle parti molli.

nuovo-farmaco-efficace-contro-il-sarcoma-delle-parti-molli Nuovo farmaco efficace contro il sarcoma delle parti molli

La molecola in questione prende il nome di trabectedina.
15 anni fa dei ricercatori spagnoli hanno intuito che alcuni composti naturali marini potessero bloccare la crescita delle cellule tumorali.
Da quel momento si sono susseguiti test, ricerche di laboratorio, studi sugli animali e poi sull’uomo, fino a fare divenire la molecola un farmaco, approvato dall’agenzia europea dei medicinali (Emea) e già disponibile in Inghilterra, Germania e Spagna. In Italia il via libera dovrebbe arrivare a fine estate.

Maurizio D’Incalci, capo del dipartimento di oncologia dell’Istituto milanese, commenta: «Per noi è un momento di grade soddisfazione in quanto una gran parte delle informazioni disponibili sul meccanismo d’azione e sull’attività farmacologica preclinica e clinica di questo composto sono il frutto di ricerche effettuate nel nostro dipartimento di oncologia, in collaborazione con altri colleghi di istituzioni italiane europee e americane».

Infine conclude: «La rete dei ricercatori e delle istituzioni scientifiche di molti paesi ha raggiunto risultati importanti che porteranno beneficio a molti pazienti affetti da tumore».

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Sempre più donne, anche non fumatrici, si ammalano di cancro al polmone

Venerdì 27 Giugno 2008

In Italia viene riscontrato in sempre più donne il tumore del polmone, ma a sorpresa, anche in signore che non hanno mai fumato.
La causa, che è ancora ignota, sarà investigata dagli esperti durante la prima “Conferenza Italiana di Oncologia Toracica” (CIOT) che si è aperta a Napoli.

sempre-piu-donne-anche-non-fumatrici-si-ammalano-di-cancro-al-polmone Sempre più donne, anche non fumatrici, si ammalano di cancro al polmone

Il tumore polmonare della donna non fumatrice è più spesso un adenocarcinoma, un tipo aggressivo che tende a metastatizzare più di frequente.

In queste donne non fumatrici con il tumore al polmone si stanno studiando farmaci a bersaglio molecolare detti anche “intelligenti“. Agiscono su un particolare bersaglio bio-molecolare e prevalentemente sulle cellule tumorali maligne, risparmiando in gran parte le cellule sane dell’organismo e risultando quindi meno tossici.

Ricordiamo che fino ad alcuni decenni fa, il tumore del polmone era una triste prerogativa dell’uomo di una certa età, poi quando l’emancipazione femminile ha avvicinato la sigaretta alla bocca delle donne sono comparsi i primi casi.

L’aumento dell’adenocarcinoma polmonare è dovuto anche all’utilizzo di sigarette con filtro e light.
Infatti il fumatore utilizzando questi tipi di sigaretta, apparentemente meno pericolosi, è portato, per un maggior livello di soddisfazione, ad aspirare più profondamente. Così facendo invia gli agenti chimici cancerogeni nella parte più periferica dei bronchi dove, come tipo di tumore, insorge più di frequente l’adenocarcinoma rispetto al carcinoma squamoso che più spesso ha inizio nella parte più prossimale dell’albero bronchiale.
Diffidare quindi, qualora si fumasse, delle sigarette con filtro e light.

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Skin Cancer Day 2008: un momento per “guardare” meglio la propria pelle

Sabato 3 Maggio 2008

Sabato 3 maggio 2008 si svolgerà presso le strutture universitarie ed ospedaliere lo “Skin Cancer Day 2008” per la prevenzione dei carcinomi e dei melanomi.

cancer-carcinoma-day-gratuite-maggio-melanoma-pelle-skin-tumore-visite Skin Cancer Day 2008: un momento per guardare meglio la propria pelle

Questi tumori maligni della pelle colpiscono soprattutto le persone al di sopra dei 40 anni e richiedono un controllo continuo da parte dei pazienti e dei medici.
Sui siti: www.skincancerday.it e www.adoi.it si potranno cercare i centri più vicini dove dermatologi italiani universitari e ospedalieri effettueranno delle visite gratuite.
Il carcinoma basocellulare è la più comune neoplasia della popolazione bianca, i cui fattori predisponenti sono il fototipo, l’esposizione alle radiazioni ultraviolette, le radiazioni ionizzanti, le cicatrici da ustioni e, anche se raramente, le ulcere croniche.
Il melanoma, invece, è fra i tumori della pelle a più alta malignità. Ha la sua massima incidenza tra i 30 e i 60 anni e si sviluppa nel tronco degli uomini e negli arti inferiori delle donne.
La prevenzione del melanoma si basa sulla limitazione all’esposizione solare soprattutto nei soggetti con pelle sensibile e nell’individuare i soggetti geneticamente predisposti.
Intervenire quando il melanoma è ancora localizzato nell’epidermide è fondamentale per evitare le estreme conseguenze di un tumore che sviluppa metastasi ed è poco sensibile alla chemio e radioterapia.
Poichè la diagnosi precoce può salvare la vita nel 95% dei casi risulta indispensabile attuare campagne d’informazione e sensibilizzazione.

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Il calcio scende in campo per la ricerca contro il melanoma

Lunedì 7 Aprile 2008

‘Metti il melanoma in fuori gioco’ è lo slogan con cui scenderanno in campo domenica 13 aprile tutti i calciatori di serie A, a sostegno della ricerca contro il melanoma, una forma tumorale che colpisce ogni anno 6 mila italiani e ne uccide 1.200.

calcio-melanoma-domenica-aprile-serie-a-rai-imi-tumore Il calcio scende in campo per la ricerca contro il melanoma

E’ lo stesso capitano dell’Inter Javier Zanetti, intervenuto oggi all’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano diretto da Umberto Veronesi, a presentare la Terza Giornata a favore della ricerca contro il melanoma.

L’iniziativa, promossa da Imi (Intergruppo melanoma italiano) in collaborazione con Lega Calcio, e patrocinata dal Segretariato sociale Rai, si propone di finanziare borse di studio da 20 mila euro per giovani scienziati e progetti di ricerca da un minimo di 100 mila euro. La campagna di raccolta fonti vuole ricordare inoltre il valore della prevenzione e l’importanza della diagnosi precoce poiché solo il 20% delle forme che sfuggono alla diagnosi precoce diventano malattie molto aggressive.

Sara Gandini, epidemiologa dell’Ieo, spiega: “Familiarità, pelle sensibile (fototipi 1 e 2) ed esposizioni imprudenti al sole, con scottature soprattutto in tenera età, aumentano il rischio di melanoma. Questa neoplasia rappresenta il 2% di tutti i tumori e il 5% di tutte le neoplasie cutanee, fra le quali è tuttavia responsabile del 65% delle morti”. Ma “grazie alla prevenzione e alla diagnosi precoce, nel Regno Unito la sopravvivenza a 5 anni è aumentata dal 40% degli anni ‘70 al 90% del 2000″.

Alessandro Testori, presidente Imi e direttore Divisione melanomi e sarcomi muscolo cutanei all’Ieo, riferisce: “Siamo impegnati a sensibilizzare i medici di famiglia sull’importanza della regola dell”ABCDE’ invitandoli a fare attenzione, quando visitano i loro pazienti, ai nei e al loro aspetto (A come asimmetria, B come bordi, C come colore, D come dimensioni ed E come evoluzione)”.
Si potrà contribuire alla ricerca anche inviando sms di 1 Euro dal telefono cellulare.

di G.V.

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Un grido d’allarme per il tumore alla prostata dall’ Associazione Europea di Urologia

Sabato 29 Marzo 2008

Diecimila urologi, giunti da oltre cento paesi, riuniti a Milano in occasione del 23° Congresso di Urologia, hanno evidenziato la pericolosità del tumore alla prostata che, non manifestando una sintomatologia chiara, impedisce al medico di intervenire in tempo utile per curare la patologia.

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L’ 85% dei pazienti non accusa alcun sintomo del male. Il Direttore del consiglio Direttivo della Società Italiana di Urologia, avverte dell’emergenza tumore alla prostata del quale ogni anno si registrano, solo in Italia, circa 30000 nuovi casi, mentre in Europa si registrano 85000 morti.

Di prevenzione si parla spesso, ma non si fa. Soprattutto gli uomini sono restii a sottoporsi ad accertamenti che potrebbero, come spesso avviene, salvaguardare la loro salute da patologie spesso sottovalutate. Un semplice test del PSA potrebbe costituire un campanello d’allarme e indurre ad accertamenti più approfonditi come la biopsia per un riscontro sullo stato e sulla tipologia del male.

Nei pazienti che sviluppano il tumore si riscontrano alcuni fattori comuni come la familiarità, la dieta e l’esposizione a sostanze inquinanti.

di D.T.

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Papilloma virus: rischio tumore al collo dell’utero per la donna e infertilità per l’uomo

Giovedì 21 Febbraio 2008

Al XIII Convegno di Medicina della Riproduzione di Abano Terme i ricercatori del Centro di Crioconservazione dei gameti dell’Azienda Ospedaliera dell’Università di Padova, diretti dal professor Carlo Foresta, hanno rivelato che il Papilloma virus, o virus Hpv, potrebbe essere la chiave della causa di infertilità maschile.

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Gli scienziati hanno esaminato cinquanta campioni di liquidi seminali di uomini infertili. In essi hanno notato che il virus dell’Hpv è presente nel 25 per cento dei casi, localizzato negli spermatozoi e nel loro Dna.

Inoltre, il Papilloma virus sarebbe anche alla base del mancato successo della fecondazione assistita perché alterando le caratteristiche degli spermatozoi risulterebbe pericoloso per la microiniezione degli spermatozoi all’interno dell’ovocita.

L’Hpv, responsabile nelle donne della maggior parte dei tumori al collo dell’utero, ha un ruolo poco definito nell’uomo. Finora si conosce la correlazione tra il virus e patologie quali conditomi e verruche, tumori del pene, dell’ano e dell’orofaringe.

Questa infezione è molto subdola, tanto che nella maggioranza dei casi non dà sintomi e si risolve spontaneamente. Ma non bisogna mai abbassare la guardia perché nonostante l’uso del preservativo riduca di molto la trasmissione, esso non offre una protezione completa.

di G.V.

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Identificato Gene che predispone ad un possibile tumore allo stomaco

Giovedì 14 Febbraio 2008

Un gruppo di ricerca italiano ha scoperto che nei soggetti che presentano il gene metilenetetraidrofolato reduttasi (Mthfr) in forma omozigote aumenta del 50% il rischio di cancro allo stomaco. E se i soggetti portatori di questa variante genetica seguono una dieta povera di folati, il rischio di cancro gastrico raddoppia.

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La ricerca, ad opera di un gruppo internazionale coordinato da Stefania Boccia, ricercatrice dell’Istituto di Igiene dell’Università Cattolica di Roma, si è basata su un’analisi che include tutti i lavori pubblicati in letteratura, e si è svolta in collaborazione con l’International Agency of Research on Cancer (Iarc) e con l’Università di Pittsburgh (Usa).

“Combinando insieme i dati di oltre 1500 casi e di 2500 controlli - spiega Boccia - è stato definitivamente confermato il ruolo della variante sfavorevole dell’enzima Mthfr nella suscettibilità genetica al cancro gastrico”. I ricercatori hanno poi dimostrato che i soggetti portatori di questa variante genetica presentano un rischio di cancro gastrico più che raddoppiato (oltre 100%) se la loro dieta è contemporaneamente povera di folati, ovvero ‘avara’ di vegetali a foglia larga, agrumi, legumi, arachidi, germi di grano e mais, pane integrale, lievito di birra, fegato e tuorlo d’uovo. Ma non basta.

“Lo studio - conclude la ricercatrice - costituisce la base per valutare un eventuale programma di screening genetico in popolazioni ad alto rischio di cancro allo stomaco con l’obiettivo di mettere a punto programmi di prevenzione individuali basati sulla somministrazioni di folati a coloro i quali sono portatori della variante genetica sfavorevole”.

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Il Tumore delle Palme: Allarme in tutta Italia

Venerdì 18 Gennaio 2008

Sembrerebbe a rischio il patrimonio naturalistico di tutta Italia: la minaccia viene dalla Melanesia e risponde al nome di Rhyncophorus ferrugineus, un coleottero killer, detto punteruolo rosso, che ha messo in ginocchio gran parte delle bellissime palme che popolano ville private e pubbliche del bel paese.

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Nonostante non vi sia un decreto ministeriale di lotta contro il potente e invasivo coleottero, l’organizzazione per la protezione delle piante mediterranee ed europee, ha messo in luce la presenza di tale parassita che sembra annidarsi all’interno della palma con lo scopo di attirare con i feromoni le femmine. Proprio le larve depositate da queste ultime si nutrono dei tessuti della pianta causandone il successivo cedimento.

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A quanto pare non esisterebbero al momento dei trattamenti atti ad eliminare il parassita: l’unica cosa che si può fare è contenere l’infestazione adottando sistemi ad hoc.
Parecchie delle palme che popolano edifici storici, ville vesuviane e la più rinomata reggia di Caserta, sono state attaccate e decimate e altre sarebbero tutt’ora in pericolo. Per contenere l’epidemia molti sarebbero ricorsi a vere e proprie bombe chimiche, non tenendo conto che il “rimedio casalingo†comporta solo un alterazione dei cicli biologici di altre specie presenti.

L’unica speranza sembra riposta in Claudio Littardi, Presidente del centro studi e ricerche per la palma di Sanremo, che ha dato un appuntamento a marzo a tutti gli specialisti del mondo per trovare dei metodi volti a fermare e debellare il “tumore†delle palme.

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Dagli USA studi confermano che broccoli e cavoli proteggono dal tumore alla vescica

Lunedì 31 Dicembre 2007

L’American Association for Cancer Research, con tanto di dati, offre un’ulteriore conferma, che mangiar frutta e verdura fa bene all’organismo e aiuta a prevenire i tumori.
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Secondo una ricerca del Roswell Park Cancer Institute di New York, tre porzioni di broccoli al mese riducono del 40% il rischio di sviluppare il tumore alla vescica.
Lo studio ha coinvolto 275 persone con cancro alla vescica e 825 soggetti sani.
Essi sono stati interrogati sul consumo di verdure, in particolare delle crocifere, come i broccoli e il cavolo cappuccio.
Questi alimenti contengono composti chiamati isotiocinati, considerati agenti protettori contro il cancro poiché molti di essi inibiscono l’effetto cancerogeno di svariate sostanze soprattutto nei soggetti non fumatori la cui percentuale di riduzione del rischio tumore pari al 73%.
L’effetto benefico diminuisce laddove questi ortaggi si consumano cotti perché perdono dal 60 al 90 per cento della quantità di isotiocinati.
Lo scienziato Yuesheng Zhang, che ha coordinato il gruppo di ricerca, ha avuto la conferma dell’assunto, somministrando un estratto di broccoletti ad alcuni topi geneticamente predisposti ad ammalarsi di tumore alla vescica: la minore probabilità di far sviluppare il cancro sarebbe dovuta al fatto che le sostanze di questi ortaggi proteggono la vescica dall’interno.

di G.V.

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