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Eco-piazzole o consegne ai produttori per i rifiuti tecnologici

Venerdì 9 Novembre 2007

La Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il decreto del Ministero dell’Ambiente in merito al sistema di gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche - Raee. La nuova normativa annuncia che i responsabili della gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici non saranno più i Comuni ma i produttori.

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Il Comune, che sino ad oggi, doveva provvedere allo smaltimento di questo materiale che andava a finire nelle discariche e negli inceneritori, passa adesso il testimone ai produttori di apparecchiature elettroniche ed elettriche, ai quali si applica il principio cardine della politica ambientale dell’Unione Europea “Chi inquina paga”.
Dal 1° gennaio 2008 qualora una persona volesse disfarsi di apparecchi come per esempio, lavatrici, computer, frigoriferi e telefonini e non avesse l’esigenza di sostituirli, potrà portarli in un apposita eco-piazzola. Nel momento in cui l’utente desiderasse invece comprare un apparecchio nuovo a sostituzione di quello vecchio lo potrà consegnare al commerciante il quale per legge sarà obbligato ad accettarlo.
Tale normativa si propone di gestire dei rifiuti pericolosi e dannosi per la salute riuscendo a recuperare per ogni tonnellata di hardware ben 16 grammi di oro puro.
Durante questo periodo di transizione il comune continuerà a gestire i Raee mentre i produttori verseranno un contributo per coprire parte delle spese di gestione e la realizzazione delle nuove eco-piazzole dove depositare i rifiuti tecnologici. Dal nuovo anno i produttori, organizzati in consorzi o sistemi collettivi, prenderanno le redini della gestione di questi rifiuti.

di G.V.

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Inizia la procedura di assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze “WiMax”

Venerdì 12 Ottobre 2007

Il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha presentato la procedura di assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze “WiMax” nella banda 3.4-3.6 GHz (banda 3.5 GHz).

«Grazie al WiMax avremo più banda larga», ha dichiarato il Ministro Gentiloni. «E’ una tappa fondamentale per garantire il diritto all’accesso alla rete come servizio universale. Questo Governo conferma così gli impegni a ridurre il divario digitale ancora presente in molte regioni italiane, ad incrementare la competizione nelle TLC ed a favorire l’innovazione tecnologica del nostro Paese. Ringrazio il Ministro della Difesa la cui fattiva collaborazione ha consentito di rendere disponibili per l’uso civile queste frequenze ».

L’utilizzo delle frequenze WiMax (Worldwide Interoperability for Microwave Access),che sfruttano la propagazione via radio della “banda larga”, permetterà di coprire aree geografiche più difficilmente raggiungibili o attualmente poco remunerative per gli operatori, contribuendo in modo decisivo alla riduzione del digital divide, tramite connessioni ad alta velocità alle reti di telecomunicazioni (fino a 74 Mbit/s), in un raggio di circa 50 chilometri dal singolo punto di propagazione (rispetto invece alle poche decine di metri della tecnologia WiFi).

Il WiMax, inoltre, offrendo l’opportunità di un accesso veloce ad Internet, ai suoi contenuti e ai suoi servizi, con una soluzione tecnologica competitiva e vantaggiosa in termini di costo rispetto alle tradizionali soluzioni cablate come l’ADSL, promuoverà un assetto maggiormente competitivo del mercato italiano delle telecomunicazioni su rete fissa, imprimendo una decisa accelerazione al superamento del problema dell’accesso alla rete locale, il c.d “local loop” o “ultimo miglio” della rete telefonica che dalla centrale del gestore raggiunge la sede del cliente finale.

La procedura scelta dal Ministero delle Comunicazioni, conseguente alla delibera AGCOM pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 135 del 13 giugno 2007, prevede che siano rilasciati 3 diritti d’uso complessivi delle frequenze disponibili nella banda 3.4 – 3.6 GHz, indicati come Blocco A, Blocco B e Blocco C, ciascuno di ampiezza frequenziale pari a 2×21 MHz.

Di tali diritti d’uso, 2 (Blocco A e Blocco B) sono rilasciabili per aree di estensione geografica macroregionale, mentre 1 diritto d’uso (Blocco C) è rilasciabile a livello regionale (con suddivisione provinciale nel caso delle Province Autonome di Trento e Bolzano).

I diritti d’uso delle frequenze di gara hanno una durata di 15 anni a partire dalla data di rilascio, sono rinnovabili e non possono essere ceduti a terzi senza la preventiva autorizzazione del Ministero.

Per la lettura completa del testo: www.comunicazioni.it

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