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Voyager 2 nell’eliosfera: si potrà studiare come il vento solare interagisce con i gas e le polveri dello spazio interstellare

Pubblicato il 12 dicembre 2007 da Sergio

La navicella spaziale Voyager 2, a distanza di 30 anni dal lancio avvenuto nel 1977 da Cape Canaveral (Florida), ha attraversato una regione denominata “termination shock” (colpo terminale), raccogliendo dati che dimostrano che l’emisfero meridionale dell’eliosfera del sistema solare non è rotondo ma ha rientranze.

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La termination shock è una zona dello spazio distante più di 8 miliardi di miglia dal Sole, i cui venti solari sono rallentati dallo scontro con i gas sottili dello spazio interstellare.
Come già avvenne nel 2004 con la sonda gemella Voyager 1 che era entrata nella parte settentrionale della guaina del sistema solare per poi far perder le sue tracce, la Voyager 2 si allontana oltre i confini del nostro sistema solare inviando dati in merito alla zona attraversata.
Edward Stone, scienziato statunitense del progetto Voyager, riferisce a tal riguardo che “questa volta siamo stati fortunati: abbiamo i primi dati precisi all’area shock”. E’ infatti grazie ad una speciale strumentazione installata sulla sonda, che è stato possibile misurare il calo del vento solare che si ha quando ci si avvicina alla zona in cui il campo magnetico della nostra stella non esercita più la sua influenza. Si è registrato infatti non un repentino abbassamento del vento solare, bensì una sua graduale diminuzione all’approssimarsi del limite della termination shock.

di G.V.

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