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Cellulari a bordo? L’Ue detta le regole per la comunicazione mobile in volo

Mercoledì 9 Aprile 2008

La voce che in aereo c’invitava a spegnere a bordo cellulari e dispositivi simili a breve tacerà perchè la Commissione Europea ha dettato una serie di regole per consentito l’uso dei sistemi di comunicazione mobile sugli aerei dell’Ue.

Il cellulare, che dovrà esser spento in fase di decollo e atterraggio, si potrà accendere solo quando l’aereo raggiungerà 3 mila metri d’altezza. Il tutto utilizzando dispositivi Gsm di seconda generazione.
I telefoni dei passeggeri saranno collegati a una rete cellulare a bordo, a sua volta collegata a terra via satellite. Questo consentirà di usare il cellulare senza comunque compromettere il corretto funzionamento delle apparecchiature dell’aereo.

La Commissione assicura che vigilerà affinché le tariffe telefoniche siano trasparenti e innovative.
Sono stati fissati inoltre i parametri per il riconoscimento, in tutta Europa, delle licenze nazionali concesse alle diverse compagnie aeree. Un cellulare registrato in Francia, per esempio, potrà usufruire dei servizi di comunicazione mobile in volo su un qualsiasi paese europeo, senza richiedere ulteriori licenze.

In quanto le sperimentazioni sono già iniziate, a breve il sistema sarà operativo presso le prime compagnie ed entro sei mesi funzionerà dappertutto.

Rimane comunque a discrezione della compagnia aerea creare le condizioni necessarie affinché i passeggeri non siano disturbati dalle chiamate dei vicini.

di G.V.

Popolarità: 22%

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Ascolto empatico: saper ascoltare coinvolge i nostri sensi e la nostra mente

Mercoledì 7 Novembre 2007

Già Smith nel 1968 aveva misurato il tempo che noi dedichiamo ai diversi tipi di comunicazione: 45% del tempo è dedicato all’ascolto o al sentire, il 30% ad inviare messaggi, il 16% a leggere ed il restante 9% a scrivere.

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Da questo prospetto ne consegue che noi trascorriamo la maggior parte della nostra vita ad ascoltare e sentire, ma queste due azioni non sono la stessa cosa.
Il sentire si riferisce ad un processo sensoriale tramite il quale i suoni giungono al nostro orecchio e nulla più, mentre ascoltare implica anche la selezione, all’interno degli stimoli acustici che arrivano a noi, di quelle informazioni che in qualche misura destano la nostra attenzione ed il nostro interesse.
Un ascoltatore efficace (il destinatario) riesce infatti a comprendere le informazioni che gli invia la persona che parla (l’emittente), riuscendo a valutare anche in termini di vantaggi o svantaggi ciò che gli viene detto. A questo aggiungiamo poi, il godimento che il destinatario prova quando ascolta un brano musicale molto amato, una poesia ben recitata, un bel film o quant’altro.
Si parla infatti di “ascolto empatico” quando il destinatario entra in sintonia con l’emittente riuscendo a cogliere i messaggi rivolti alla sua mente e ai suoi sentimenti.
L’emittente può capire che il destinatario lo sta realmente ascoltando grazie a dei piccoli indizi che il buon ascoltatore lancia: la postura del corpo, l’orientamento dello sguardo e infine le parole con le quali replica.
Grazie a questi piccoli indicatori possiamo capire quindi, se vale la pena parlare o … è solo fiato sprecato!

di G.V.

Popolarità: 24%

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