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La fantasia si avvicina alla realtà: dagli USA lo scanner che ti legge nel pensiero

Sabato 8 Marzo 2008

Una ricerca effettuata in California (USA), e pubblicata sull’ultimo numero delle rivista scientifica Nature, annuncia una macchina capace di leggere il pensiero umano.

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La speciale preveggenza sarebbe possibile grazie ad una macchina per la risonanza magnetica funzionale (fMRI) simile a quella utilizzata per le diagnosi negli ospedali.

Il team di ricercatori ha ideato un sistema computerizzato capace di leggere nell’attività cerebrale, le immagini che un individuo sta guardando: poiché il computer è capace di indovinare l’immagine esatta nove volte su dieci, non si può parlare solo di meri tentativi.

Dapprima lo scanner registra l’attività del cervello mentre un individuo osserva centinaia di foto a colori e in bianco e nero rappresentanti svariate immagini. Poi, si esamina l’attività cerebrale senza sapere quale immagine la persona stia guardando. Confrontando le due serie di immagini, il computer cercherà di prevedere quale immagine il soggetto sta guardando, basandosi sui soli «movimenti» del cervello, quando gli verrà mostrata una serie diversa di scatti. Su un totale di 120 immagini, la predizione è giusta nove volte su dieci.

Il professor Jack Gallant, neurologo della University of California di Berkeley, che ha guidato il progetto spiega: “I nostri risultati suggeriscono che è possibile ricostruire l’immagine dell’esperienza visuale di un uomo misurando la sua attività cerebrale. Ciò schiude enormi possibilità, presto potremo avere una macchina capace di ricostruire in qualsiasi momento un’immagine dal cervello umano”.

Si prospetta che nel futuro si potranno leggere i sogni e carpire ad un terrorista o criminale rivelazioni che probabilmente non fornirebbe di sua spontanea volontà.
Foto tratta da: guardian.co.uk

di G.V.

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La mano robotica mossa dal pensiero è il risultato del progetto Neuromath

Domenica 23 Dicembre 2007

Una mano robotica snodata, flessibile e mossa dal pensiero è il risultato del progetto Neuromath, condotto nell’ambito del programma europeo “Cost” dall’Università di Roma “La Sapienza”, dalla Fondazione Santa Lucia di Roma e dalla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

neuromath-mano-robotica-dalla-fondazione-santa-lucia.jpg

La mano tecnologica è guidata da impulsi elettrici emessi dal cervello che vengono rilevati da un elettroencefalogramma e trasmessi alla macchina tramite un interfaccia che li traduce in azione. Gli studi non si arrestano ma mirano nel tempo a sostituire la cuffia che rileva i segnali elettrici del cervello con minuscoli elettrodi nascosti fra i capelli.
Il capo del progetto Fabio Babiloni dell’Università La Sapienza spiega: “La mano-robot è nata per essere utilizzata come protesi. Ora stiamo lavorando per rendere il dispositivo sempre più leggero e invisibile: nell’arco di cinque anni i ricercatori contano di eliminare ogni filo e stabilire collegamenti wireless fra cervello e macchina”.
La nuova invenzione, ideata per esser utilizzata nel campo della riabilitazione potrebbe essere impiegata anche in altri settori, come per esempio quello delle missioni spaziali in cui astronauti dovendosi muovere in spazi ridotti, potranno comandar col pensiero dispositivi e macchine.
Il Nobel Rita Levi Montalcini, aprendo il convegno dedicato al progetto ha salutato con grande entusiasmo il risultato ottenuto: “Uno studio all’avanguardia che conferma il ruolo leader dell’Italia in questo settore a livello internazionale”.

Immagine tratta da: www.neuromath.eu

di G.V.

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