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In USA scoperti superbatteri resistenti agli antibiotici

Venerdì 4 Aprile 2008

A 80 anni dalla scoperta della penicillina, dei ricercatori americani hanno portato a conclusione uno studio che ha confermato l’allarme secondo cui l’uso esagerato di antibiotici ha sviluppato super batteri resistenti ad essi.

superbatteri-antibiotici-usa-ciprofloxacina-church-harvard-medical-school In USA scoperti superbatteri resistenti agli antibiotici

Un team di studiosi americani ha individuato nel suolo di ben 11 località alcuni ceppi di batteri con una resistenza agli antibiotici 50 volte maggiore a quella di altri organismi patogeni e che proliferano cibandosi di essi.

George Church, genetista della Harvard Medical School di Boston, il cui studio sarà pubblicato su Science, afferma: «Molti Batteria isolati in terreni differenti non solo possono tollerare gli antibiotici ma possono in realtà nutrirsene utilizzandoli come la loro unica fonte di sostentamento».

Alla scoperta si è giunti studiando organismi presenti nel suolo in grado di rimuovere le tossine dalla cellulosa delle piante cibandosene. Gli studiosi hanno prelevato campioni da diversi luoghi, tra cui alcuni in un campo di grano concimato con feci di mucche trattate con antibiotici. Esposti agli antibiotici i microbi proliferavano.

I ricercatori hanno quindi esposto gli stessi microbi a 18 dei più comuni antibiotici, sia naturali che sintetici, dalla penicillina alla ciprofloxacina scoprendo che diverse classi di batteri potevano crescere e svilupparsi su quasi tutti i tipi di antibiotico.

di G.V.

Pubblicato in Biologia, Salute | Nessun Commento »

La fede è la chiave della felicità

Mercoledì 19 Marzo 2008

Uno studio svolto da un gruppo di ricercatori della Paris School of Economics rivela che nella religione si celi uno dei segreti della felicità.

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Alla conferenza della Royal Economic Society, in corso all’University of Warwick (UK), il team diretto da Andrew Clark spiega, con dati alla mano, che i credenti sono più abili a far fronte a traumi e difficoltà come licenziamenti e divorzi e, che generalmente sono soddisfatti della loro esistenza.

Clark e Orsolya Lelkes dell’European Centre for Social Welfare Policy and Research hanno usato per il loro studio i dati relativi ad una precedente ricerca sulle casalinghe per confrontare le attitudini di cristiani cattolici e protestanti in tema di felicità e problemi della vita con quelle di persone atee.

I risultati hanno rivelato che la religione funge da ‘cuscinetto’, una sorta di airbag che protegge i fedeli dalle delusioni della vita.

Clark spiega alla Bbc online: “Abbiamo iniziato a lavorare sul perché alcuni Paesi europei avessero benefit più generosi per i disoccupati ma la nostra analisi suggerisce che le persone credenti risentano meno delle insidie psicologiche dovute alla mancanza di lavoro, rispetto a chi non crede. E sono anche più soddisfatte della propria vita”.

I ricercatori sottolineano che il buon umore e la positività dei credenti sia dovuta da uno stile di vita peculiare, basato su un nucleo familiare stabile e sulla costruzione di relazioni solide.
Inoltre, nonostante le persone religiose siano contro il divorzio, a livello psicologico risentono meno di una separazione, qualora essa si verificasse.

Nella foto in alto alcuni dei principali simboli religiosi. Da in alto a sinistra: croce latina (Cristianesimo), stella di David (Ebraismo), omkar (Induismo), stella a nove punte (Bahaismo), mezzaluna (Islam), croce del sole (Neopaganesimo), yin e yang (Taoismo), torii (Shintoismo), ruota del Dharma (Buddhismo), khanda (Sikhismo), svastica (Giainismo), mano (Ahimsa), fiore di loto con fiamma (Ayyavalismo), tre lune della Dea triplice, cross pattée (Ordine Teutonico), mani di Dio (Slavismo).

di G.V.

Pubblicato in Psicologia | 2 Commenti »

La pelle di persone adulte fornisce una riserva di stamimali ad personam

Sabato 29 Dicembre 2007

Lo staff guidato da George Daley della Harvard Medical School e Children Hospital di Boston ha portato avanti una ricerca, pubblicata sul giornale Nature, il cui esito ha consentito di riprogrammare cellule adulte di pelle umana per ottenere staminali.

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Esse a loro volta sono in grado di generare altre cellule, utilizzabili per crescere qualsiasi tipo di tessuto, permettendo così di curare su misura malattie quali infarto, Parkinson, diabete ecc.
Daley spiega : “Il nostro è il primo lavoro ad avere prodotto cellule staminali a partire da una biopsia di pelle di individui adulti sani che si sono offerti come volontari per l’esperimento”.
Il team di ricercatori è ancora alle prese con la ricerca per creare cellule staminali pluripotenti (iPS).
Questa ricerca cammina di pari passo con un altro esperimento condotto dal giapponese Shinya Yamanaka dell’Università di Kyoto e dall’americano James Thomson dell’Università del Wisconsin a Madison.
Essi hanno ottenuto staminali pluripotenti, in grado cioè di trasformarsi in tutte le cellule dell’organismo umano, a partire da fibroblasti della pelle.
Per i loro studi si sono avvalsi dei cosiddetti geni della staminalità, geni cioè che sono attivi soltanto nelle cellule staminali, mentre si spengono quando queste ultime cominciano a differenziarsi in cellule adulte.
S’intravede così la possibilità di farsi in futuro, con le cellule della propria pelle, una riserva di staminali da usare per terapie di riparazione di organi malati.
Il fatto di usare cellule della pelle riprogrammate permette non solo di usare come fonte il paziente stesso ma anche di eliminare ogni dilemma etico.

di G.V.

Pubblicato in Biologia, Medicina | Nessun Commento »