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Il telefonino pratico ed economico, che finisce nel cestino dopo l’uso

Martedì 15 Aprile 2008

Anche i cellulari presto, similmente ai fazzolettini di carta che dopo l’uso finiscono nella pattumiera, potranno essere usa e getta.

L’azienda statunitense Hop-on ha annunciato al recente Ctia Wireless 2008 di Las Vegas, che sta per immettere sul mercato il telefono cellulare monouso.

Hop-On ha presentato il cellulare monouso come ideale per bimbi, adolescenti, adulti, turisti e professionisti in viaggio per lavoro riferendo che è: “la perfetta soluzione low cost per chiunque abbia bisogno di utilizzare un telefonino occasionalmente, senza vincoli di contratto né di piano tariffario”.
All’evento, dove il prototipo ha riscosso notevole successo, la casa produttrice ha riferito di un ordine di 10.000 pezzi per i suoi dispositivi, dual band senza display (per contenere i consumi energetici) e dotati di tasto per le chiamate di emergenza, da parte di un distributore europeo.

Il telefono ultraeconomico, che utilizza un chip Texas Instruments e funziona su 900/1800 MHz, non ha ancora un prezzo definitivo, ma non dovrebbe superare i 15 Euro.
Secondo Hop-On, il cellulare potrebbe anche essere un’opportunità di marketing per operatori e aziende in genere, che possono personalizzare il telefonino con il proprio logo e renderlo un gadget promozionale.

L’apparecchio presenta le seguenti caratteristiche: dimensioni 112×46x17 millimetri; rubrica da 100 contatti; batteria Li-Ion 720 mAh, con autonomia massima dichiarata di 240 ore in standby e 3 ore in conversazione e modulo GPS opzionale.

di G.V.

Popolarità: 21%

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Nel Cremonese si sperimenta un pacemaker senza fili: la tecnologia al servizio della salute

Sabato 2 Febbraio 2008

All’Ospedale Maggiore di Crema è stato presentato presso l’unità operativa di cardiologia diretta da Giuseppe Inama, un innovativo pacemaker dotato di tecnologia wireless, prodotto da Medtronic che permette al paziente cardiopatico di inviare al proprio medico via internet i dati sulla salute del suo cuore.

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L’iniziativa che rientra nel progetto “Home Monitoring” coinvolgerà 150 pazienti con impianto di defibrillatore automatico, Icd, da Cremona fino Milano, per i quali sarà sufficiente avere un collegamento internet ad alta velocità in modo tale da comunicare con l’ospedale in qualsiasi posto ci si trovi.
I responsabili del progetto spiegano che i pazienti “trasmettono i dati direttamente all’ospedale tramite il CareLink Network, la rete ideata da Medtronic. In questo modo sono sempre in contatto con il cardiologo, che viene avvisato con email o sms e visualizza le condizioni del paziente sul computer”.
Questa speciale visita a distanza consentirà, in aggiunta, di migliorare “la qualità del servizio di controllo del dispositivo e del contatto con il paziente, nonché l’ottimizzazione della terapia. Inoltre si ottimizzano le risorse dedicate al controllo dei malati, si migliora la gestione del tempo e degli accessi ospedalieri, diminuendo anche il numero dei ricoveri solo ai reali casi di urgenza”.

di G.V.

Popolarità: 9%

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La mano robotica mossa dal pensiero è il risultato del progetto Neuromath

Domenica 23 Dicembre 2007

Una mano robotica snodata, flessibile e mossa dal pensiero è il risultato del progetto Neuromath, condotto nell’ambito del programma europeo “Cost” dall’Università di Roma “La Sapienza”, dalla Fondazione Santa Lucia di Roma e dalla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

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La mano tecnologica è guidata da impulsi elettrici emessi dal cervello che vengono rilevati da un elettroencefalogramma e trasmessi alla macchina tramite un interfaccia che li traduce in azione. Gli studi non si arrestano ma mirano nel tempo a sostituire la cuffia che rileva i segnali elettrici del cervello con minuscoli elettrodi nascosti fra i capelli.
Il capo del progetto Fabio Babiloni dell’Università La Sapienza spiega: “La mano-robot è nata per essere utilizzata come protesi. Ora stiamo lavorando per rendere il dispositivo sempre più leggero e invisibile: nell’arco di cinque anni i ricercatori contano di eliminare ogni filo e stabilire collegamenti wireless fra cervello e macchina”.
La nuova invenzione, ideata per esser utilizzata nel campo della riabilitazione potrebbe essere impiegata anche in altri settori, come per esempio quello delle missioni spaziali in cui astronauti dovendosi muovere in spazi ridotti, potranno comandar col pensiero dispositivi e macchine.
Il Nobel Rita Levi Montalcini, aprendo il convegno dedicato al progetto ha salutato con grande entusiasmo il risultato ottenuto: “Uno studio all’avanguardia che conferma il ruolo leader dell’Italia in questo settore a livello internazionale”.

Immagine tratta da: www.neuromath.eu

di G.V.

Popolarità: 16%

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A tutela delle opere d’arte nasce Lab-Mob, un innovativo apparecchio wireless

Domenica 25 Novembre 2007

Lab-Mob è un nuovo dispositivo che nasce allo scopo di tener sotto controllo le opere d’arte su supporto ligneo.

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Lo strumento si propone di monitorare la conservazione e manutenzione dei quadri attraverso la registrazione di dati ambientali che potrebbero influire negativamente sul dipinto, come per esempio umidità e temperatura esterna.
In un’intervista a First, il suo ideatore Paolo Dionisi Vici spiega che questo dispositivo si ispira ai sistemi autoalimentati attualmente in commercio, ma integra al suo interno la tecnologia wireless basata su protocollo bluetooth.
Nel 2000 il primo kit autoalimentato non wireless è stato applicato al dipinto “La Madonna delle grazie” di Bernardo Daddi.
Ma quando nel 2004 quando venne chiesto a Paolo Dionisi Vici di applicare il kit alla Gioconda, questi ideò l’utilizzo del protocollo wireless onde evitare che fili fossero visibili ai visitatori del Louvre.
Così dal 6 novembre “La Gioconda” di Leonardo è il primo capolavoro si presta ad essere monitorato e a trasmettere dati circa le sue reazioni all’ambiente.
L’avvento di questo strumento costituisce un’innovazione nel mondo dell’arte, che in futuro di presterà ad esser “osservato” da vicino non solo dai suoi visitatori.

di G.V.

Popolarità: 22%

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